Medio Oriente

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Arabia Saudita, Israele e Gerusalemme, poi Roma, Città del Vaticano, Bruxelles e, infine, Taormina per il G7 a presidenza italiana. Sono queste le tappe del primo viaggio all’estero – previsto a fine maggio - del presidente americano, Donald Trump. L’analisi di Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, Centro italiano per la pace in Medio Oriente.

«Un grande dono a tutto l'Egitto»: così padre Toma Adly Zaky, rettore del seminario maggiore copto di al-Maadi, parla della visita di Papa Francesco al Cairo. Nei suoi discorsi Bergoglio «lascia una grande eredità ai cattolici dell’Egitto: proseguire sulla strada dell’unità, della cooperazione non solo con le Chiese ma anche con le Istituzioni». Ma sopratutto la via «dell’umiltà e del perdono» che sono le risposte più giuste al terrorismo che ha preso di mira la comunità cristiana locale.

15 anni anni fa l'assedio della basilica della Natività: 39 giorni di violenza con morti e feriti, durante il quale le francescane che hanno la Casa madre a Poggio a Caiano resero coraggiosa testimonianza cristiana. Mercoledì 10 maggio, a Poggio a Caiano verranno rievocati quei drammatici giorni con la testimonianza di padre Ibrahim Faltas, che tenne le trattative con gli assalitori. Presente anche Giammarco Piacenti, dell'azienda pratese che sta curando i restauri della Basilica.

Sarà il Sepolcro di Gesù, completamente restaurato, ad accogliere le migliaia di pellegrini e fedeli che arriveranno a Gerusalemme per la Pasqua. Quest'anno la data del 16 aprile sarà unica per tutte le Chiese sia di Oriente sia di Occidente. Ma sarà anche un tempo di preghiera per tutte quelle comunità cristiane, specie di Siria e di Iraq, che vivono a causa delle guerre e delle persecuzioni, una Via Crucis che sembra non finire mai.

Il francescano padre Ibrahim Faltas ricorda i giorni dell'assedio della Basilica della Natività a Betlemme, nell'aprile 2002, che lo videro protagonista nelle difficili trattative con i 240 palestinesi in fuga dagli israeliani che si erano rifugiati nel convento. Ma il discorso si attualizza anche all'oggi, dalla condizione dei cristiani in terra Santa alla vicina Siria.

«Nel variegato contesto degli ultimi anni, l’azione diplomatica della Santa Sede si è specialmente impegnata nella difesa della libertà religiosa sia nell’ambito bilaterale sia in quello degli organismi internazionali, con particolare attenzione alla complessa realtà della Terra Santa e di tutto il  Medio Oriente». A farlo notare è stato mons. Paul Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, nella prolusione di apertura del convegno sulla libertà religiosa in corso all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La situazione in Siria, “con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto”, l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi, così come pure la questione dei cristiani in Medio Oriente. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dell’udienza, ha riferito la Sala Stampa Vaticana, ci si è poi “soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, sottolineando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese.

La XIX edizione «Semi di pace», il progetto promosso dalla rivista Confronti, vede quest’anno la collaborazione con Rondine Cittadella della Pace che, venerdì 24 febbraio alle ore 15, ospiterà la delegazione composta da operatori che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi per condividere con il pubblico le proprie esperienze nell’impegno a favore della pace nonché le molteplici analisi sul conflitto.