Medio Oriente

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Sarà il Sepolcro di Gesù, completamente restaurato, ad accogliere le migliaia di pellegrini e fedeli che arriveranno a Gerusalemme per la Pasqua. Quest'anno la data del 16 aprile sarà unica per tutte le Chiese sia di Oriente sia di Occidente. Ma sarà anche un tempo di preghiera per tutte quelle comunità cristiane, specie di Siria e di Iraq, che vivono a causa delle guerre e delle persecuzioni, una Via Crucis che sembra non finire mai.

Il francescano padre Ibrahim Faltas ricorda i giorni dell'assedio della Basilica della Natività a Betlemme, nell'aprile 2002, che lo videro protagonista nelle difficili trattative con i 240 palestinesi in fuga dagli israeliani che si erano rifugiati nel convento. Ma il discorso si attualizza anche all'oggi, dalla condizione dei cristiani in terra Santa alla vicina Siria.

«Nel variegato contesto degli ultimi anni, l’azione diplomatica della Santa Sede si è specialmente impegnata nella difesa della libertà religiosa sia nell’ambito bilaterale sia in quello degli organismi internazionali, con particolare attenzione alla complessa realtà della Terra Santa e di tutto il  Medio Oriente». A farlo notare è stato mons. Paul Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, nella prolusione di apertura del convegno sulla libertà religiosa in corso all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La situazione in Siria, “con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto”, l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi, così come pure la questione dei cristiani in Medio Oriente. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dell’udienza, ha riferito la Sala Stampa Vaticana, ci si è poi “soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, sottolineando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese.

La XIX edizione «Semi di pace», il progetto promosso dalla rivista Confronti, vede quest’anno la collaborazione con Rondine Cittadella della Pace che, venerdì 24 febbraio alle ore 15, ospiterà la delegazione composta da operatori che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi per condividere con il pubblico le proprie esperienze nell’impegno a favore della pace nonché le molteplici analisi sul conflitto.

L’occupazione che da 50 anni (1967-2017) colpisce la Cisgiordania e Gerusalemme-Est, il blocco di Gaza in atto da 10 anni, «violando la dignità umana sia dei palestinesi sia degli israeliani, è uno scandalo cui non dobbiamo mai abituarci». Lo scrivono i vescovi di Ue, Usa, Canada e Sud Africa (Hlc) nel comunicato finale della loro tradizionale visita di solidarietà in Terra Santa (14-19 gennaio).

Si è concluso il pellegrinaggio in Terra Santa, promosso dai vescovi toscani. Il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni: «Abbiamo incontrato persone e istituzioni molto felici di accogliere pellegrini». Le tensioni internazionali non hanno turbato i partecipanti:  «In queste occasioni tutto si trasforma in preghiera».