Medio Oriente

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In un comunicato, diffuso ieri dalla Sala stampa vaticana, la Santa sede esprime grande preoccupazione per le prospettive di pace del Medio Oriente, minacciate dalla decisione unilaterale di Donald Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme, riconoscendone così lo status di capitale israeliana.

«Ogni soluzione unilaterale non può essere considerata una soluzione. Gerusalemme, infatti, è un tesoro dell’intera umanità. La discussione su Gerusalemme non può essere ridotta semplicemente a disputa territoriale e sovranità politica, precisamente perché Gerusalemme è un unicum, è patrimonio del mondo intero, ha una vocazione universale che parla a miliardi di persone nel mondo, credenti e non». Così il Patriarcato latino di Gerusalemme commenta la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele.

Al termine dell'udienza generale del mercoledì, nell'aula Paolo VI, Papa Francesco ha lanciato un appello per la situazione che si sta verificando a Gerusalemme: «Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite. Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace....»

L’annuncio ufficiale è atteso per oggi, 6 dicembre, ma la notizia è già di dominio pubblico ed è quella che i palestinesi, e la comunità internazionale, temevano: il presidente Usa, Donald Trump, sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Le reazioni palestinesi, le prime voci dei cristiani, e la preoccupazione della comunità internazionale. L'appello di Papa Francesco al termine dell'udienza generale.

Davanti ad 8mila persone, in Aula Paolo VI, Papa Francesco nell'udienza generale di oggi ha parlato del suo recente viaggio in Myanmar e Bangladesh, della solidarietà ai profughi Rohingya, delle Suore di Madre Teresa incontrate. Preoccupazione per la decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme.

(da New York) «La Santa Sede desidera riaffermare lo storico status quo di Gerusalemme, in conformità alle risoluzioni dell’Onu e rifiuta qualsiasi misura unilaterale volta a cambiarlo. Il libero accesso ai luoghi sacri va garantito a tutti i seguaci delle tre religioni monoteiste». Lo ha dichiarato monsignor Bernardito Auza, nunzio della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenendo al dibattito del Consiglio di sicurezza sulla situazione in Medioriente, lo scorso 20 ottobre.