Medio Oriente

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Le guerre e le insensate violenze a causa del terrorismo fondamentalista fanno soffrire i cristiani in Siria, in Iraq e in Egitto. Papa Francesco lo ha ribadito ricevendo in Vaticano i partecipanti alla plenaria della Roaco, Riunione delle Opere di Aiuto per le Chiese Orientali. Ricordando le “terribili ondate di persecuzioni e di travagli, sia nell’Est europeo come nel Medio Oriente”, le “forti emigrazioni” che hanno indebolito la presenza dei cristiani in quelle zone, il Pontefice ha anche parlato delle Chiese tornate alla libertà “dopo il doloroso periodo dei regimi totalitari”. Chiese che hanno fatto l’esperienza della Croce, causa di turbamento e sofferenza ma anche fonte di salvezza. 

«In questo tempo particolarmente difficile i pastori sono chiamati a manifestare comunione, unità, prossimità, solidarietà e trasparenza davanti al popolo di Dio che soffre». Lo scrive Papa Francesco a Sua Beatitudine Youssef Absi, eletto patriarca di Antiochia dei greco-melkiti, in un messaggio in cui concede la «Ecclesiastica Communio» a norme del Codice dei canoni delle Chiese orientali.

La situazione delle Chiese in Medio Oriente, con particolare attenzione all’Egitto, Siria e Iraq, sarà al centro della 90ª Assemblea plenaria della Roaco, Riunione delle opere di aiuto per le Chiese Orientali, che si svolgerà dal pomeriggio di oggi lunedì 19 a giovedì 22 giugno, e che si inserisce nel programma dell’anno centenario della Congregazione per le Chiese Orientali che ha previsto diversi eventi che culmineranno con la Sessione plenaria dei membri del Dicastero e con la Messa che Papa Francesco presiederà il prossimo 12 ottobre.

La protezione dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme rappresenta una «priorità» per la monarchia hascemita, impegnata a sostenere la nascita di uno Stato Palestinese indipendente che abbia Gerusalemme Est come capitale. Lo ha ribadito re Abdallah II di Giordania, ricevendo domenica 18 giugno ad Amman una delegazione di rappresentanti religiosi, cristiani e musulmani, provenienti da Gerusalemme.

Arabia Saudita, Israele e Gerusalemme, poi Roma, Città del Vaticano, Bruxelles e, infine, Taormina per il G7 a presidenza italiana. Sono queste le tappe del primo viaggio all’estero – previsto a fine maggio - del presidente americano, Donald Trump. L’analisi di Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, Centro italiano per la pace in Medio Oriente.

«Un grande dono a tutto l'Egitto»: così padre Toma Adly Zaky, rettore del seminario maggiore copto di al-Maadi, parla della visita di Papa Francesco al Cairo. Nei suoi discorsi Bergoglio «lascia una grande eredità ai cattolici dell’Egitto: proseguire sulla strada dell’unità, della cooperazione non solo con le Chiese ma anche con le Istituzioni». Ma sopratutto la via «dell’umiltà e del perdono» che sono le risposte più giuste al terrorismo che ha preso di mira la comunità cristiana locale.

15 anni anni fa l'assedio della basilica della Natività: 39 giorni di violenza con morti e feriti, durante il quale le francescane che hanno la Casa madre a Poggio a Caiano resero coraggiosa testimonianza cristiana. Mercoledì 10 maggio, a Poggio a Caiano verranno rievocati quei drammatici giorni con la testimonianza di padre Ibrahim Faltas, che tenne le trattative con gli assalitori. Presente anche Giammarco Piacenti, dell'azienda pratese che sta curando i restauri della Basilica.

Sarà il Sepolcro di Gesù, completamente restaurato, ad accogliere le migliaia di pellegrini e fedeli che arriveranno a Gerusalemme per la Pasqua. Quest'anno la data del 16 aprile sarà unica per tutte le Chiese sia di Oriente sia di Occidente. Ma sarà anche un tempo di preghiera per tutte quelle comunità cristiane, specie di Siria e di Iraq, che vivono a causa delle guerre e delle persecuzioni, una Via Crucis che sembra non finire mai.