Gerusalemme

Ultimi contenuti per il percorso 'Gerusalemme'

Si chiama «La Nostra Casa» ed è un progetto promosso dalla Custodia di Terra Santa, con il sostegno della propria ong «Ats pro Terra Sancta», con cui i francescani aiutano le famiglie cattoliche della Città Vecchia di Gerusalemme e di Betlemme finanziando interventi di restauro e consolidamento delle case che sarebbero altrimenti per loro insostenibili.

Nella delegazione dei vescovi dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, composto da presuli provenienti da Europa, Nord-America e Sud-Africa, anche l'arcivescovo Riccardo Fontana che ha spiegato al Sir il senso della visita in Terra santa dal 13 al 18 gennaio.

Si svolgerà dal 13 al 18 gennaio l’edizione 2018 dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, costituito da vescovi provenienti da tutta l’Europa, dal Nord-America e dal Sud-Africa, istituito alla fine del ventesimo secolo su invito della Santa Sede con lo scopo di visitare e sostenere le comunità cristiane locali di Terra Santa.

Ha parlato per un'ora Papa Francesco nel suo discorso (testo integrale) di auguri al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Un discorso incentrato sui diritti umani, a 70 anni dalla Dichiarazione sui diritti dell'uomo, e che ha spaziato dalla crisi coreana, alla questione mediorientale, dalla libertà religiosa non rispettata al lavoro minorile, dai tanti conflitti in corso alla questione ambientale.

«Vi invitiamo a non aver paura e a venire! Vi invitiamo a confermare i vostri pellegrinaggi proprio con lo spirito di chi desidera, attraverso il pellegrinaggio, fidarsi di Dio»: è l’appello congiunto rivolto ai pellegrini dall’amministratore apostolico del Patriarcato Latino, mons. Pierbattista Pizzaballa, e dal custode di Terra Santa, padre Francesco Patton.

L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato a larghissima maggioranza la risoluzione presentata da Yemen e Turchia che condanna il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele da parte dell’amministrazione Trump. Anche la delegazione della Santa Sede è intervenuta nel dibattito chiedendo il rispetto della particolare natura della Città santa.

Dalla decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme, alla sconfitta militare dell'Isis, dalla situazione in Siria all'avvicinamento anti-Iran di Arabia Saudita e Israele. Ne parliamo con Riccardo Redaelli, docente di geopolitica all'Università Cattolica di Milano. «Il futuro non promette nulla di buono».

«Riaffermiamo la nostra chiara posizione nel chiedere il mantenimento dello Status Quo della città santa fino a quando non sarà stato raggiunto un giusto accordo di pace tra israeliani e palestinesi sulla base di negoziati e della legge internazionale». A chiederlo, nel loro messaggio natalizio, sono i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme.

Chi in questi giorni ha detto che Gerusalemme è la capitale di Israele da tremila anni non conosce la sua storia. Venti volte assediata, due volte distrutta e ricostruita, conquistata e poi persa da sei imperi, dai babilonesi agli inglesi, è inoltre, ancora e soprattutto oggi, città della guerra e della pace, emblema della possibile divisione e riunificazione degli uomini.