Gerusalemme

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«Desidero anzitutto ringraziare il Santo Padre perché ha a cuore la situazione di Gerusalemme. Per dei credenti il suo richiamo alla preghiera è fondamentale perché senza questa ispirazione interiore, che viene da Dio, è difficile che le persone si aprano al dialogo, alla riconciliazione e alla pace». A dichiararlo al Sir è padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, commentando le parole di Papa Francesco all’Angelus di ieri. Il Pontefice ha lanciato un forte appello alla «moderazione e al dialogo».

Ieri, al termine dell'Angelus, Papa Francesco ha rivolto un appello: «Cari fratelli e sorelle, seguo con trepidazione le gravi tensioni e le violenze di questi giorni a Gerusalemme. Sento il bisogno di esprimere un accorato appello alla moderazione e al dialogo. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace...».

Nel 2017 ricorrono gli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa. Una presenza viva ed efficace che lavora per la pace e la tolleranza. È lo stile dei 260 frati minori di 42 nazioni diverse, che operano in 50 santuari in tutto il Medio Oriente, la maggior parte dei quali in Terra Santa. Intervista al Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton.

«Due terzi della città di Aleppo sono stati distrutti. Servirà molto tempo per la ricostruzione ma ci vorrà ancora più tempo per ricostruire un tessuto sociale solido». Mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, ospite oggi, a Grottammare, del Quarto meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non, ha tracciato un quadro della situazione in Medio Oriente. 

La protezione dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme rappresenta una «priorità» per la monarchia hascemita, impegnata a sostenere la nascita di uno Stato Palestinese indipendente che abbia Gerusalemme Est come capitale. Lo ha ribadito re Abdallah II di Giordania, ricevendo domenica 18 giugno ad Amman una delegazione di rappresentanti religiosi, cristiani e musulmani, provenienti da Gerusalemme.

Dall’8 al 13 maggio responsabili della Caritas Italia, insieme a rappresentanti di alcune Caritas diocesane, hanno visitato le parrocchie palestinesi della diocesi di Gerusalemme. Scopo della visita, rende noto il Patriarcato latino di Gerusalemme, l’incontro con le «pietre vive» della comunità cattolica del Patriarcato di Gerusalemme.

Tante ombre e qualche luce: è la Terra Santa oggi nella descrizione di monsignor Pierbattista Pizzaballa. Una situazione destinata a restare grave se alle parole e alle dichiarazioni non si faranno seguire fatti concreti capaci di migliorare le condizioni dei suoi abitanti, non solo cristiani. Sul tappeto restano tante questioni aperte, tra queste, gli insediamenti, l'occupazione militare, lo stallo dei negoziati tra israeliani e palestinesi, il nodo Gerusalemme e, ora, lo sciopero dei detenuti palestinesi nelle carceri di Israele.

«La vita che noi oggi qui celebriamo, con cinismo e arroganza viene ogni giorno disprezzata e umiliata», in Siria, in Iraq, Yemen, in Egitto, in Terra Santa. Il ricordo di «tutte le situazioni di morte che ci avvolgono» è risuonato domenica 16 aprile, dalla basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, ha celebrato la messa di Pasqua.