Israele

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«Due terzi della città di Aleppo sono stati distrutti. Servirà molto tempo per la ricostruzione ma ci vorrà ancora più tempo per ricostruire un tessuto sociale solido». Mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, ospite oggi, a Grottammare, del Quarto meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non, ha tracciato un quadro della situazione in Medio Oriente. 

La situazione delle Chiese in Medio Oriente, con particolare attenzione all’Egitto, Siria e Iraq, sarà al centro della 90ª Assemblea plenaria della Roaco, Riunione delle opere di aiuto per le Chiese Orientali, che si svolgerà dal pomeriggio di oggi lunedì 19 a giovedì 22 giugno, e che si inserisce nel programma dell’anno centenario della Congregazione per le Chiese Orientali che ha previsto diversi eventi che culmineranno con la Sessione plenaria dei membri del Dicastero e con la Messa che Papa Francesco presiederà il prossimo 12 ottobre.

Arabia Saudita, Israele e Gerusalemme, poi Roma, Città del Vaticano, Bruxelles e, infine, Taormina per il G7 a presidenza italiana. Sono queste le tappe del primo viaggio all’estero – previsto a fine maggio - del presidente americano, Donald Trump. L’analisi di Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, Centro italiano per la pace in Medio Oriente.

Tante ombre e qualche luce: è la Terra Santa oggi nella descrizione di monsignor Pierbattista Pizzaballa. Una situazione destinata a restare grave se alle parole e alle dichiarazioni non si faranno seguire fatti concreti capaci di migliorare le condizioni dei suoi abitanti, non solo cristiani. Sul tappeto restano tante questioni aperte, tra queste, gli insediamenti, l'occupazione militare, lo stallo dei negoziati tra israeliani e palestinesi, il nodo Gerusalemme e, ora, lo sciopero dei detenuti palestinesi nelle carceri di Israele.

«Invitiamo le autorità israeliane a sentire il grido dei prigionieri, a rispettare la loro dignità umana e ad aprire una nuova porta verso la costruzione della pace». È l’appello che la Commissione «Giustizia e pace», che opera in seno all’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa ha lanciato nei giorni scorsi, in merito allo sciopero della fame intrapreso, dal 17 aprile scorso, da oltre 1.500 detenuti politici palestinesi e denominato «Libertà e dignità».

15 anni anni fa l'assedio della basilica della Natività: 39 giorni di violenza con morti e feriti, durante il quale le francescane che hanno la Casa madre a Poggio a Caiano resero coraggiosa testimonianza cristiana. Mercoledì 10 maggio, a Poggio a Caiano verranno rievocati quei drammatici giorni con la testimonianza di padre Ibrahim Faltas, che tenne le trattative con gli assalitori. Presente anche Giammarco Piacenti, dell'azienda pratese che sta curando i restauri della Basilica.

Sarà il Sepolcro di Gesù, completamente restaurato, ad accogliere le migliaia di pellegrini e fedeli che arriveranno a Gerusalemme per la Pasqua. Quest'anno la data del 16 aprile sarà unica per tutte le Chiese sia di Oriente sia di Occidente. Ma sarà anche un tempo di preghiera per tutte quelle comunità cristiane, specie di Siria e di Iraq, che vivono a causa delle guerre e delle persecuzioni, una Via Crucis che sembra non finire mai.

Il francescano padre Ibrahim Faltas ricorda i giorni dell'assedio della Basilica della Natività a Betlemme, nell'aprile 2002, che lo videro protagonista nelle difficili trattative con i 240 palestinesi in fuga dagli israeliani che si erano rifugiati nel convento. Ma il discorso si attualizza anche all'oggi, dalla condizione dei cristiani in terra Santa alla vicina Siria.

La XIX edizione «Semi di pace», il progetto promosso dalla rivista Confronti, vede quest’anno la collaborazione con Rondine Cittadella della Pace che, venerdì 24 febbraio alle ore 15, ospiterà la delegazione composta da operatori che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi per condividere con il pubblico le proprie esperienze nell’impegno a favore della pace nonché le molteplici analisi sul conflitto.