Siria

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La ripresa delle incursioni aeree delle forze russe e siriane, potrebbe generare una catastrofe umanitaria ad Aleppo est, con oltre 250mila persone intrappolate nella città, che si apprestano ad affrontare l’inverno con scorte di cibo e acqua in esaurimento e strutture sanitarie ormai al collasso.  È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, Syrian American Medical Society e Big Heart Foundation.

Una preghiera comune per la pace ha concluso l’incontro in Vaticano tra Papa Francesco e il Catholicos Mar Gewargis III, patriarca della Chiesa assira dell’Oriente. Una pace che tarda ad arrivare in Medio Oriente ma tra tanto dolore ci sono “cristiani che – ha detto il Papa - percorrono la via della croce seguendo con mitezza le orme di Gesù”, “fratelli e sorelle che ci esortano in ogni circostanza a rimanere col Signore, ad abbracciare la sua croce, a confidare nel suo amore” che è riconciliazione e perdono, sconfiggendo così l’inimicizia. “Il sangue dei martiri – ha ribadito Papa Francesco - è il seme dell’unità dei cristiani. Esso ci chiama a spenderci con carità fraterna per la comunione”.

Profonda costernazione «per quanto continua ad accadere in Medio Oriente, specialmente in Iraq e in Siria», dove «si riversa su centinaia di migliaia di bambini innocenti, di donne e di uomini la violenza terribile di sanguinosi conflitti, che nessuna motivazione può giustificare o permettere». Ad esprimerla questa mattina Papa Francesco, incontrando nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano il Catholicos Mar Gewargis III, Patriarca della Chiesa Assira dell’Oriente.

«Non basta fare esperienza della misericordia di Dio nella propria vita, bisogna che chiunque la riceve ne diventi anche segno e strumento per gli altri». Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, in cui ha ribadito che «la misericordia non è riservata solo a dei momenti particolari, ma abbraccia tutta la nostra esistenza quotidiana». Al termine dell'udienza appello per la pace in Siria.

Nunzio apostolico in Siria, Mario Zenari è uno dei 13 nuovi cardinali che riceveranno la porpora nel Concistoro di sabato 19 novembre. L'annuncio di Papa Francesco è arrivato ieri all'Angelus. A Damasco come nunzio dal 30 dicembre 2008, nominato da Benedetto XVI, si è sempre prodigato in questi anni di guerra a favore di una soluzione pacifica del conflitto e impegnato in prima persona per portare aiuto e sostegno alla popolazione. E’ proprio al popolo siriano e alle sue sofferenze che il diplomatico dedica la porpora cardinalizia.