Siria

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«Non basta fare esperienza della misericordia di Dio nella propria vita, bisogna che chiunque la riceve ne diventi anche segno e strumento per gli altri». Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, in cui ha ribadito che «la misericordia non è riservata solo a dei momenti particolari, ma abbraccia tutta la nostra esistenza quotidiana». Al termine dell'udienza appello per la pace in Siria.

Nunzio apostolico in Siria, Mario Zenari è uno dei 13 nuovi cardinali che riceveranno la porpora nel Concistoro di sabato 19 novembre. L'annuncio di Papa Francesco è arrivato ieri all'Angelus. A Damasco come nunzio dal 30 dicembre 2008, nominato da Benedetto XVI, si è sempre prodigato in questi anni di guerra a favore di una soluzione pacifica del conflitto e impegnato in prima persona per portare aiuto e sostegno alla popolazione. E’ proprio al popolo siriano e alle sue sofferenze che il diplomatico dedica la porpora cardinalizia.

In questa guerra senza inviati speciali e fatta solo di fotografie il racconto visivo globale ci viene comunque dalla città di Aleppo con le sue case franate nelle strade o senza tetto come se non fossero state mai finite, senza finestre come persone a cui sono stati cavati gli occhi o con teli di plastica come ragazzi  con il lattime agli occhi

“Avevamo bisogno di un messaggio forte. La situazione in Siria è molto grave. Basta vedere la città di Aleppo per capire che i bombardamenti sono tanti e senza pietà. Negli ultimi sei giorni abbiamo avuto 99 bambini uccisi e 203 feriti, due ospedali colpiti e 30 medici rimasti per 350mila abitanti”. Così Staffan De Mistura, inviato speciale del Segretario generale dell’Onu per la Siria, ha illustrato l’udienza di Papa Francesco ai membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria e Iraq, riunti a Roma per il loro quinto incontro promosso da "Cor Unum". All’udienza ha partecipato anche De Mistura, secondo cui “il messaggio forte lanciato dal Papa questa mattina è che non esiste una soluzione militare. Prendere o riprendere una parte di Aleppo non vuole dire vincere la guerra. Deve vincere la pace”. Dopo il fallimento della tregua concordata tra Russia e America, “vanno trovate nuove condizioni per un altro cessate il fuoco. Non esiste alternativa – ha ribadito De Mistura parlando con i giornalisti - Eravamo a due passi dal mantenere questo cessate il fuoco, l’accordo tra russi e americani era stato serio – io ero lì con loro – trovato durante una intera notte. Chi ha voluto rompere l’accordo è chi non ha voluto che russi e americani si potessero mettere d’accordo”.
La colpa del fallimento della tregua, ha spiegato l’inviato speciale del Segretario generale dell’Onu, è sia del “presidente Assad che non aveva nessun interesse in questa tregua perché avrebbe portato all’atterramento completo della flotta aerea e degli elicotteri siriani” e sia di “chi appoggia Al Nusra che non voleva un distacco chiaro e operativo tra Al Nusra e il resto dell’opposizione”. Adesso, ha rimarcato De Mistura, “Russia e America, le due superpotenze hanno una grande responsabilità nel rispondere all’appello del Papa che ha detto che non esiste soluzione militare”. Questo significa anche, come più volte sottolineato dal Pontefice, “stop alla vendita e all’invio di armi”. In merito alla sua partecipazione alla conferenza di "Cor Unum", De Mistura ha affermato che lo spirito dell’incontro è “ricordarci che in questo momento deve essere dato aiuto per ridurre il dolore” della Siria, “e agire come un medico che ne prolunga la vita in attesa di una cura. In questo contesto l’aiuto umanitario diventa importante. Quanto alla presunta scomparsa dell'Isis, De Mistura è chiaro: "No, Isis è quello che approfitta di tutti questi conflitti e non va dimenticato. Loro non dimenticano noi"

Un Villaggio SOS dei bambini a Damasco con 156 bambini e 46 ragazzi ha fatto appena in tempo a far fuggire i bambini prima di essere bombardato e poi occupato dalle forze militari. Ne dà notizia oggi SOS Villaggi dei Bambini Onlus.

Porre fine ai conflitti è un potere che sta anche nelle mani dell’uomo perché ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace, e il vostro lavoro tenta di spezzare quella spirale di prepotenza e di inerzia da cui non sembra esserci scampo. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo stamane in Vaticano i membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, riuniti a Roma per il loro quinto incontro promosso dal Pontificio consiglio Cor Unum.