Siria

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Il segretariato del Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente smentisce questa mattina al Sir la notizia che i due vescovi rapiti siano stati liberati. Ed aggiungono che la notizia diffusa ieri è dovuta molto probabilmente dalla mancanza di comunicazioni con Aleppo. Altri particolari - circa cioè richieste di riscatto da parte dei rapitori - non possono essere dati perché - dicono - «sono momenti vitali».

«La situazione è drammatica. Mai prima d'ora si era arrivati a toccare uomini di religione. In Siria sono sempre stati rispettati. Ciò indica un ulteriore aggravamento della tragedia che stiamo vivendo da due anni in Siria». Da Aleppo a parlare al Sir è monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita, che prova a ricostruire la dinamica del rapimento, di due vescovi, Mor Gregorious Yuhanna Ibrahim, della Chiesa siro-ortodossa di Aleppo, e Bolous Yazejy, della Chiesa greco-ortodossa di Aleppo.

«Il mio appello è ai rapitori perché liberino i due vescovi: sono persone perbene, amici di tutti, cristiani e musulmani, non hanno niente a che fare con la guerra. Sono messaggeri di pace». A lanciare l'appello tramite il Sir per la liberazione dei due vescovi rapiti ieri in Siria - Mor Gregorious Yuhanna Ibrahim, arcivescovo della Chiesa siro-ortodossa di Aleppo, e Bolous Yazejy, della Chiesa greco-ortodossa di Aleppo - è padre Abramo Unal, parroco in Svizzera della comunità della Chiesa siro-ortodossa di Antiochia che nel Paese conta 6.500 siriani ortodossi, la maggior parte dei quali rifugiati di guerra.

E' stata una reale Settimana di passione quella appena trascorsa dalle comunità cristiane di Aleppo, città martire della Siria, al centro da mesi di violenti scontri tra forze fedeli al regime di Assad e quelle dell'opposizione armata e dei ribelli. La Custodia di Terra Santa ha da poco diffuso la testimonianza delle due fraternità francescane di Aleppo relativa alla Pasqua appena trascorsa.

«La Siria la implora, abbiamo bisogno del suo aiuto! Tutti i nostri fedeli, tutti i cittadini siriani contano su di Lei, Santità, si aspettano una sua iniziativa, dal Vaticano, dalla Chiesa cattolica, dal miliardo e 250 milioni di cattolici del mondo!»: è un passaggio dell'appello, accorato, che Gregorio III, patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme, ha indirizzato nel giorno di Venerdì santo a Papa Francesco, e che è stato diffuso solo ieri dal patriarcato melchita.

A due anni dallo scoppio del conflitto sono «oltre 2 milioni i bambini colpiti; di questi più di 1.800.000 in Siria e oltre 500.000 fuggiti in Libano, Giordania, Iraq, Turchia e Egitto». Sono le drammatiche cifre che emergono dal rapporto, diffuso oggi dall'Unicef, intitolato «I bambini della Siria: una generazione perduta».