Siria

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Mentre si attendono conferme ufficiali sul rapimento nella città di Raqqua, in Siria, del gesuita italiano p. Paolo Dall’Oglio, che sarebbe nelle mani di un gruppo di miliziani vicini ad Al Qaeda dal nome «Stato Islamico dell’Iraq e del Levante», l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) ha diffuso oggi un comunicato stampa.

«Non ci risulta nessuna notizia di questo tipo. Non abbiamo notizia della morte di nessuno dei nostri frati. Abbiamo chiamato in Siria e non ci risulta nulla. Sono tutti vivi. Leggendo ciò che alcuni media hanno scritto credo abbiano mischiato notizie vecchie. Non ci risulta nulla». È lo stesso padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, a smentire al Sir la notizia della decapitazione di tre religiosi francescani del convento di Ghassanieh, in Siria, da parte del Fronte al Nusra, dopo un processo sommario.

«Un atto barbaro commesso da banditi e criminali senza scrupoli e rivolto verso gente innocente». Forte e dura è la condanna dell'attentato suicida, avvenuto oggi pomeriggio nelle vicinanze della cattedrale greco-ortodossa di Bab Tuma (sede della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia), nel centro storico di Damasco, di Gregorios III Laham, patriarca cattolico di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti.

Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente. Lo ha ribadito Papa Francesco parlando stamattina agli organismi umanitari cattolici che operano nella regione, riuniti in Vaticano sotto il coordinamento del Pontificio Consiglio Cor Unum. Papa Francesco ha preso atto delle intenzioni della comunità internazionale di promuovere un dialogo per la pace. Chiedo -- ha aggiunto -- di favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità, al di là delle appartenenze etniche o religiose.

«Ricercare una soluzione negoziale del conflitto e favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità». È la richiesta di Papa Francesco «alla comunità internazionale» ribadita oggi, nel corso di un'udienza ai partecipanti alla riunione di coordinamento, promossa dal Pontificio Consiglio Cor Unum, degli organismi di carità cattolici attivi nella regione mediorientale.