Siria

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“Stiamo soffrendo con voi e con tutti i nostri fratelli e sorelle musulmani, specialmente quelli del mondo arabo, di fronte a quelle situazioni tragiche che hanno colpito nel vivo tutti i nostri cuori, dal momento che qualsiasi spargimento di sangue arabo è il sangue dei figli e delle figlie di una stessa famiglia”.

Nuova grande mobilitazione dei leader mondiali delle religioni per la liberazione dei due vescovi ortodossi rapiti in Siria 100 giorni fa, esattamente il 22 aprile scorso: il metropolita Paulos di Aleppo e Iskenderun e il metropolita siro-ortodosso di Aleppo Mar Gregorios Yohanna Ibrahim.

Mentre si attendono conferme ufficiali sul rapimento nella città di Raqqua, in Siria, del gesuita italiano p. Paolo Dall’Oglio, che sarebbe nelle mani di un gruppo di miliziani vicini ad Al Qaeda dal nome «Stato Islamico dell’Iraq e del Levante», l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) ha diffuso oggi un comunicato stampa.

«Non ci risulta nessuna notizia di questo tipo. Non abbiamo notizia della morte di nessuno dei nostri frati. Abbiamo chiamato in Siria e non ci risulta nulla. Sono tutti vivi. Leggendo ciò che alcuni media hanno scritto credo abbiano mischiato notizie vecchie. Non ci risulta nulla». È lo stesso padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, a smentire al Sir la notizia della decapitazione di tre religiosi francescani del convento di Ghassanieh, in Siria, da parte del Fronte al Nusra, dopo un processo sommario.

«Un atto barbaro commesso da banditi e criminali senza scrupoli e rivolto verso gente innocente». Forte e dura è la condanna dell'attentato suicida, avvenuto oggi pomeriggio nelle vicinanze della cattedrale greco-ortodossa di Bab Tuma (sede della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia), nel centro storico di Damasco, di Gregorios III Laham, patriarca cattolico di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti.