Siria

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Un Villaggio SOS dei bambini a Damasco con 156 bambini e 46 ragazzi ha fatto appena in tempo a far fuggire i bambini prima di essere bombardato e poi occupato dalle forze militari. Ne dà notizia oggi SOS Villaggi dei Bambini Onlus.

Porre fine ai conflitti è un potere che sta anche nelle mani dell’uomo perché ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace, e il vostro lavoro tenta di spezzare quella spirale di prepotenza e di inerzia da cui non sembra esserci scampo. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo stamane in Vaticano i membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, riuniti a Roma per il loro quinto incontro promosso dal Pontificio consiglio Cor Unum.

«Porre fine al conflitto è anche nelle mani dell’uomo: ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace, perché ogni situazione di violenza e ingiustizia è una ferita al corpo dell’intera famiglia umana». E’ accorato l’appello di Papa Francesco, che questa mattina ha ricevuto nella Sala Clementina in Vaticano i membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, riuniti a Roma per il loro quinto incontro promosso da Cor Unum.

Il mio pensiero va un’altra volta all’amata e martoriata Siria. Continuano a giungermi notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni di Aleppo, alle quali mi sento unito nella sofferenza, attraverso la preghiera e la vicinanza spirituale. Nell’esprimere profondo dolore e viva preoccupazione per quanto accade in questa già martoriata città, dove muoiono bambini, anziani, ammalati, giovani, vecchi, tanti … rinnovo a tutti l’appello ad impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo ed urgente. Mi appello alla coscienza dei responsabili dei bombardamenti, che dovranno dare conto davanti a Dio!

5 giorni fa gli intensi attacchi hanno danneggiato le stazioni di pompaggio dell’acqua che fornivano acqua pulita a 250mila persone nella parte orientale della città di Aleppo. Lo scrive l’Unicef che spiega come «oltre 100mila bambini sono stati costretti a bere acqua da fonti non sicure, o da fori superficiali nelle tubature o da pozze d’acqua che fuoriusciva dai tubi rotti».

«Il dialogo svela che la guerra e le incomprensioni non sono invincibili. Niente è perduto con il dialogo. Tutto è possibile con la pace!». Queste le parole pronunciate da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, alla cerimonia finale dell’incontro «Sete di pace» promosso a 30 anni dalla Giornata di preghiera per la pace convocata da Papa Giovanni Paolo II nel 1986.

Il Papa nel suo discorso ai partecipanti all’incontro promosso dalla Confederazione Europea degli ex Alunni dei Gesuiti, giunti a Roma per studiare le radici della migrazione forzata, ha rimarcato la necessità di agire contro la crisi umanitaria più grande dopo quella provocata dalla Seconda Guerra mondiale che coinvolge e travolge nel mondo più di 65 milioni di persone, costrette dalla violenza o dalla fame, ad abbandonare le proprie terre. Guerre e conflitti, ha detto il Pontefice, che sembrano irrisolvibili come quello in Siria o in Sud- Sudan ma che invece possono essere superati e vinti dal coraggio, dalla compassione e dalla generosità, la stessa che 35 anni fa mosse padre Arrupe.