Terrasanta

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L’occupazione che da 50 anni (1967-2017) colpisce la Cisgiordania e Gerusalemme-Est, il blocco di Gaza in atto da 10 anni, «violando la dignità umana sia dei palestinesi sia degli israeliani, è uno scandalo cui non dobbiamo mai abituarci». Lo scrivono i vescovi di Ue, Usa, Canada e Sud Africa (Hlc) nel comunicato finale della loro tradizionale visita di solidarietà in Terra Santa (14-19 gennaio).

Il Coordinamento dei vescovi di Terra Santa (Hlc) ha compiuto oggi una visita a Hebron, l’unica città palestinese che ha nel suo centro un insediamento ebraico di poche centinaia di coloni. Della delegazione faceva parte l'arcivescovo Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, che al Sir ha descritto la situazione drammatica in cui è la città palestinese.

Si è concluso il pellegrinaggio in Terra Santa, promosso dai vescovi toscani. Il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni: «Abbiamo incontrato persone e istituzioni molto felici di accogliere pellegrini». Le tensioni internazionali non hanno turbato i partecipanti:  «In queste occasioni tutto si trasforma in preghiera».

Nella Messa di Mezzanotte a Betlemme, mons. Pierbattista Pizzaballa ha esortato i fedeli a passare dalla «ideologia del nemico alla logica della fraternità». Il ricordo degli attentati in Giordania e Egitto, delle guerre in Siria e in Iraq, del conflitto israelo-palestinese.

«Cari fratelli e sorelle, buon Natale! Oggi la Chiesa rivive lo stupore della Vergine Maria, di san Giuseppe e dei pastori di Betlemme contemplando il Bambino che è nato e che giace in una mangiatoia: Gesù, il Salvatore». Così Papa Francesco, questa mattina, nel tradizionale messaggio natalizio ai fedeli presenti in piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione, prima d’impartire la benedizione «Urbi et Orbi».

Sarebbero oltre 600 i permessi concessi da Israele ai cristiani di Gaza per le festività natalizie. A confermare la notizia al Sir è monsignor William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, che cita i più alti funzionari di esercito e polizia israeliani che proprio nei giorni scorsi si sono recati al Patriarcato latino di Gerusalemme per gli auguri di Natale.

Il primo Natale di padre Francesco Patton, come Custode di Terra Santa, sarà tutto per i fratelli cristiani, e non, segnati dalla guerra. Il pensiero rivolto «a tutte quelle persone che hanno bisogno di pace e la desiderano con tutto il cuore», in Siria, in Iraq, come anche in Israele e Palestina, quella Terra Santa divisa dal muro. L'invito del Custode è vivere il Natale come momento di «incontro tra la gente e quindi anche del superamento dello stesso Muro.

«La situazione dei cristiani in Siria, Iraq ed Egitto è una tragedia completa. In questi Paesi, culla della nostra civiltà, il circolo vizioso della violenza sembra senza speranza e senza fine». Lo ha detto, nella sua prima conferenza stampa, in occasione del Natale, l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa.