Yemen

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«La vita che noi oggi qui celebriamo, con cinismo e arroganza viene ogni giorno disprezzata e umiliata», in Siria, in Iraq, Yemen, in Egitto, in Terra Santa. Il ricordo di «tutte le situazioni di morte che ci avvolgono» è risuonato domenica 16 aprile, dalla basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, ha celebrato la messa di Pasqua.

«Serve una coscienza mondiale più forte che si renda conto che l'umanità è in pericolo». Così Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis commenta l'allarme dell'Onu: il mondo sta vivendo la peggiore crisi umanitaria dal 1945. A rischio 20 milioni di persone per le carestie. Gli effetti peggiori sono in Sud Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria.

Secondo l’Unicef circa 535 milioni di bambini – quasi 1 su 4 – vivono in Paesi colpiti da conflitti o disastri, spesso senza accesso a cure mediche, istruzione d qualità, nutrizione e protezione adeguate; di questi: i tre quarti – 393 milioni- vivono in Africa Sub Sahariana, il 12% in Medio Oriente e Nord Africa.

Dopo il bombardamento aereo dell’ospedale di Abs il 15 agosto, che ha provocato 19 morti e 24 feriti, Medici senza frontiere (Msf) ha deciso di evacuare il proprio staff dagli ospedali che supporta nei governatorati di Saada e Hajjah nello Yemen settentrionale (in particolare gli ospedali di Haydan, Razeh, Al Gamouri, Yasnim nell’area di Saada, e gli ospedali di Abs e Al Gamouri in quella di Hajjah). 

Undici morti e almeno diciannove feriti. È al momento il tragico bilancio del bombardamento aereo che ieri ha colpito l’ospedale supportato da Medici senza frontiere in Yemen. Al momento dell’attacco c’erano 23 pazienti in chirurgia, 25 nel reparto di maternità – tra cui 13 neonati – e 12 in pediatria. 

Il Ministro degli Esteri indiano, Sushma Swaraj, ha ricevuto sabato 2 aprile una delegazione della Conferenza dei vescovi cattolici dell’India (Cbci), per aggiornare i presuli sulla vicenda di don Tom Uzhunnalil, il salesiano indiano appartenente all’Ispettoria di Bangalore e rapito il 4 marzo scorso durante l’attacco compiuto alla case della Missionarie della carità di Aden, Yemen.