Europa

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(dall’inviata a Minsk)  «La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro. L’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale». Si apre cosi il messaggio finale che i vescovi europei rivolgono da Minsk all’Europa al termine della riunione plenaria nel corso della quale si sono confrontati dal 27 settembre al 1 ottobre sul tema dell’Europa.

Aiutare i giovani «a scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione nella comunità cristiana e nella società». È quanto papa Francesco chiede ai presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che è stato letto questo pomeriggio a Minsk, in apertura dell’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa.

“La risposta pastorale alle sfide migratorie contemporanee” si deve articolare “attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Lo ha precisato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i direttori nazionali della pastorale per i migranti, partecipanti all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. “Di fronte ai flussi migratori massicci, complessi e variegati, che hanno messo in crisi le politiche migratorie fin qui adottate”, il Pontefice ha rimarcato che essi rappresentano “una nuova ‘frontiera’ missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per le altre espressioni religiose.

Papa Francesco ha espresso oggi la sua «preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa»: lo ha detto ricevendo in udienza i direttori nazionali delle migrazioni che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).

«Cattolici e protestanti uniti per celebrare il Tempo del Creato. Un periodo, che decorre dal 1° settembre al 4 ottobre, dedicato dai cristiani di tutto il mondo alla preghiera e all’azione per la cura della creazione». L’iniziativa è sostenuta da Papa Francesco, dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo e dal Consiglio mondiale delle Chiese, che rappresenta 500 milioni di cristiani nel mondo, dalla Comunione anglicana e da altre comunità cristiane.

I dati parlano chiaro: l’Italia rimane il Paese meno fecondo d’Europa. Al netto di qualche scostamento statistico, il tasso di natalità che si registra nel Belpaese viene dopo quello degli altri 27 Stati aderenti all’Unione europea. Un elemento non nuovo nella demografia nazionale, rimesso nero su bianco da Eurostat, che pubblica i dati statistici comunitari relativi al 2016