Europa

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Sul volo che lo ha riportato a Roma dal Cairo, Papa Francesco ha incontrato i 70 giornalisti che hanno viaggiato con lui e per più di mezz’ora ha risposto alle loro domande. Ha sottolineato la grande amicizia con gli ortodossi e quella speciale con Papa Tawadros II, la guida della Chiesa copto-ortodossa, incontrato in Egitto e il cammino per il riconoscimento dell’unico battesimo valido per entrambe le Chiese. Sull’Egitto ha detto ancora che la Santa Sede si è impegnata sul caso di Giulio Regeni e poi ha affrontato il problema delle migrazioni che spaventa l’Europa. 

«Costruiamo ponti e non muri» è lo slogan che unisce varie associazioni, gruppi sociali e realtà ecclesiali lucchesi che, nei giorni del G7 dei Ministri degli Esteri, proporranno varie iniziative culturali, flash mob e approfondimenti tematici paralleli al grande appuntamento internazionale che si terrà proprio a Lucca lunedì 10 e martedì 11 aprile.

Un’Europa «sicura», «prospera e sostenibile». Un’Europa «sociale» e «più forte sulla scena mondiale». Sono i 4 impegni che i 27 leader degli Stati membri dell’Unione europea hanno solennemente sottoscritto ponendo la propria firma nella «Dichiarazione di Roma», ad uno ad uno, nella sala degli Orazi e Curiazi.

«Noi siamo gli umili eredi di questi grandi personaggi e siamo uniti di nuovo in questa stessa aula per rinnovare le nostre promesse e ribadire il nostro impegno affinché vi sia un’Unione indivisa e unita». Si è aperto così il discorso, nella Sala degli Orazi e dei Curiazi, del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Il ricordo della cortina di ferro, la nascita del movimento Solidarnosc, la battaglia per la libertà e la democrazia. «Ricordo questo percorso storico e personale- ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Franciszek Tusk – per dire a chi oggi protesterà per le strade delle città, che per milioni di persone l’Unione europea non parla di slogan, non parla di procedure e non riguarda semplicemente dei regolamenti.