Francia

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E' passata ieri in Assemblea Nazionale la proposta di legge presentata dai socialisti e dal ministro della Famiglia Laurence Rossignol di estendere il reato «di ostacolo all'interruzione volontaria di gravidanza» a quei siti web che sono nati in Francia per dare alle donne un luogo di ascolto e che ora possono essere incriminati di disinformazione. E dopo la prese di posizione dei vescovi francesi, immediate sono state le reazioni delle Associazioni. AllianceVita: «La censura non ci metterà il bavaglio».

«In un contesto ancora segnato dagli attentati che hanno mortalmente colpito il vostro Paese e nella prospettiva della importante tornata elettorale», Papa Francesco «incoraggia» i vescovi francesi ad «aiutare il popolo di Francia a rafforzare la speranza e aiutare a ricercare il bene comune». È il messaggio che il Santo Padre ha inviato all’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale di Francia riunita da oggi fino mercoledì 9 novembre a Lourdes.

È cominciato lo sgombero della «giungla» di Calais, il grande campo  che ospita in condizioni estremamente precarie più di 6mila profughi diretti verso l'Inghilterra. Un’operazione colossale: i migranti saranno trasportati nei 287 Centri di accoglienza e orientamento (Cao) che sono stati predisposti su tutto il territorio francese. L'appello della Caritas e del vescovo Jaeger perché le operazioni di sgombero avvengano nel rispetto della dignità umana.

Al via la procedura dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di padre Jacques Hamel grazie alla dispensa, che papa Francesco ha voluto, dei cinque anni necessari per aprire il processo. Ad annunciarlo è stato domenica 2 ottobre l’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun, durante la messa di riparazione e riapertura della chiesa Saint-Étienne à Saint-Étienne-du-Rouvray dove il 26 luglio scorso è stato barbaramente ucciso padre Jacques.

Ha accarezzato la foto della ragazzina morta durante la folle corsa del Tir dell’orrore sul lungomare di Nizza, che la madre teneva al petto, accolto l’abbraccio della bambina che ha perso un familiare quella sera di festa del 14 luglio, stretto la mano commosso alla donna musulmana che piangeva un parente ucciso dalla cieca violenza di chi si definiva seguace di Allah. Al termine dell’udienza ai familiari delle vittime dell’attentato di Nizza, in Aula Paolo VI, Papa Francesco ha voluto incontrare personalmente, uno ad uno, chi è stato colpito degli affetti da una violenza che non ha badato “all’origine o alla religione”.

Un martire dei nostri giorni, “un uomo buono e mite”, “assassinato come se fosse un criminale”, un beato al quale possiamo rivolgerci nella preghiera per chiedere “la fratellanza, la pace” e anche “il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico”. Sono le parole che Papa Francesco ha dedicato a padre Jacques Hamel, il sacerdote francese barbaramente ucciso lo scorso 26 luglio, mentre celebrava la messa nella sua parrocchia della diocesi di Rouen. Nella cappella della Casa Santa Marta, durante la consueta celebrazione mattutina, il Pontefice si è rivolto al gruppo di pellegrini venuto dalla Normandia, esprimendo vicinanza ai familiari e alla comunità intera e rimarcando che Gesù è il primo martire, un mistero da cui si dipana tutta la storia del martirio cristiano, fino ad oggi.