Grecia

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(Bruxelles) «A gennaio sono stati individuati 8.300 immigrati irregolari sulle quattro principali rotte migratorie verso l’Ue, in calo del 7% rispetto a un anno fa». Una nota di Frontex pubblicata oggi fa il punto sugli arrivi nel mese scorso in relazione a Mediterraneo centrale, occidentale, orientale e Balcani occidentali. 

Mercoledì 7 febbraio la diocesi di Grosseto accoglierà mons. Manuel Nin, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino in Grecia, per l’incontro pubblico, promosso dall’Ufficio missionario-Migrantes e dall’Ufficio liturgico dal titolo: «Il soffio dell’Oriente siriaco, storia e spiritualità di un’antica Chiesa orientale» (parrocchia di San Francesco, piazza San Francesco, ore 21).

«Stiamo seguendo gli sviluppi per essere pronti a rispondere, per quel che possiamo, a eventuali emergenze che potrebbero verificarsi». È quanto riferito al Sir da Caritas Grecia in merito alla forte scossa di terremoto, di  magnitudo 6,7, registrata nel Mar Egeo, che ha colpito l’isola greca di Kos, e anche la città turca di Bodrum. Due le vittime, entrambe a Kos: un turista turco e uno svedese, che stavano uscendo da un bar quando il  tetto è crollato per la scossa.


«Con le famiglie siriane e afghane si condivide tutto. Si chiacchiera, si va al mare, i bambini giocano. C'è vita insieme»: parlano entrambi con il dolce accento senese, Filippo e Fabiola Bianchini, 38 e 39 anni, partiti dall'Italia due anni fa con i loro quattro figli, due naturali e due adottati ed un quinto in arrivo. 

E' iniziato ieri lo sgombero di Idomeni, il grande campo profughi informale al confine tra Grecia e Macedonia. Le operazioni di polizia si sono svolte finora nella calma. Circa 8.500 persone, tra cui moltissime famiglie con 4000 bambini provenienti da Siria, Afghanistan, Iraq, saranno spostati in nuovi campi aperti nei dintorni di Salonicco, finanziati dall'Europa. Ma il destino di queste vite è ancora sospeso.