Italia

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Per rispondere a problemi e sfide come il terrorismo internazionale, le migrazioni e la disoccupazione giovanile, l’Italia e l’Europa devono puntare sulla cooperazione internazionale, sull’alleanza di sinergie e iniziative e rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella sua visita al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel palazzo del Quirinale. 
Dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni, il Papa e il presidente italiano, ricevuto in Vaticano il 18 aprile 2015, poco dopo la sua elezione, hanno avuto un colloquio privato nello studio presidenziale.

«Dopo aver partecipato a questo incontro, mi sarebbe difficile immaginare un battesimo migliore con cui iniziare il servizio affidatomi come Presidente della Conferenza episcopale italiana». Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, commenta a caldo la visita ufficiale di Papa Francesco al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Partiamo da un punto chiaro, anzi chiarissimo, da quel punto che, per quanto collocato alla coda del Rapporto annuale 2016, meriterebbe di starne in cima: «Alla fine del lungo periodo di crisi», dice dunque l’Istat, «la diseguaglianza è aumentata nella maggior parte dei paesi europei. Le difficili condizioni dell’economia hanno influito in particolare sui livelli di diseguaglianza (lavoro e capitale)».

Il 26 e 27 maggio si svolge nella città siciliana il vertice G7 con i leader di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. I morti di Manchester e quelli nel Mediterraneo chiedono risposte convincenti ed efficaci. Ma si parlerà anche di commerci, difesa, Isis e Siria. Mattarella e Gentiloni faranno gli onori di casa. Durante la presidenza italiana riunioni anche a Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Lucca, Milano, Roma e Torino

Nell’epoca della grande crisi la struttura sociale dell’Italia è divenuta molto più complessa, le tradizionali categorie o classi non sono più adeguate a rappresentare la sua articolazione. Per questo l’Istituto nazionale di statistica, nel suo 25° rapporto annuale presentato oggi a Roma, ha provato a suddividerla in nove gruppi sociali, con un approccio «multidimensionale».