Turchia

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«Condannare questi fatti nel modo più assoluto e rigoroso. Senza mezzi termini». È il secco commento, rilasciato al Sir, dal presidente dei vescovi cattolici della Turchia, monsignor Boghos Levon Zekiyan, in merito alla strage di Capodanno, a Istanbul, nella quale sono rimaste uccise 39 persone, la maggior parte stranieri, con decine di feriti. 

Un accorato appello a porre fine ad ogni violenza e a costruire un mondo di giustizia e pace è stato lanciato dal segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese Rev. Olav Fykse Tveit. Cordoglio e piena solidarietà ai cristiani del Cairo sono stati espressi anche da Ronald S. Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale (Wjc).

(Bruxelles) Piccolo passo dell’Albania verso l’Unione europea. La Commissione ha infatti adottato oggi il suo pacchetto annuale sull’allargamento, che valuta lo stato di avanzamento dei Balcani occidentali e della Turchia «nell’attuazione delle principali riforme politiche ed economiche e individua le misure necessarie ad affrontare le questioni ancora aperte».

«Pensiamo adesso, in silenzio, per un attimo alle cose che abbiamo dentro di noi e che ci impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. E poi, pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono». Lo ha detto ieri Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro. 

Una “porta stretta”, che in tanti proveranno a passare e che solo in pochi ci riusciranno. Quella della liturgia domenicale è una delle pagine del Vangelo che appaiono più dure, ma spiegandola all’Angelus il Papa ha subito assicurato: la porta della salvezza “non è questione di numero” e il fatto che sia stretta non è perché sia “oppressiva”, ma perché Gesù, usando questa immagine, invita tutti a “restringere e contenere” orgoglio e paura. “La porta della misericordia di Dio – ha ripetuto Francesco – è sempre spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. 

Sul volo che lo riportava a Roma dopo i quattro intensi giorni in Polonia, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti che hanno spaziato come di consueto su tanti temi, oltre quelli della Gmg, dal rapporto tra Islam e terrorismo alle accuse di pedofilia al card. Pell, dalla mediazione della Santa Sede per il Venezuela a ciò che accade in Turchia (testo integrale).

La risposta durissima del presidente Recep Tayyip Erdogan non si è fatta attendere contro tutti coloro considerati complici del predicatore Fethullah Gulen, ritenuto la vera mente del golpe. Ma come stanno vivendo questi giorni i circa 100mila cristiani di Turchia? A raccontarlo sono l’arcivescovo latino di Izmir (Smirne), il domenicano Lorenzo Piretto, e il vicario apostolico di Istanbul, Rubén Tierrablanca Gonzalez.