Ucraina

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Dal Ruanda all'Ucraina, dal Centrafrica ad Haiti, dal Bangladesh all'Iraq. Spaziano nei cinque continenti le opere di misericordia realizzate grazie all'Obolo di San Pietro, una pratica antica quanto la Chiesa - come attesta il libro degli Atti degli Apostoli - con la quale i fedeli partecipano alle iniziative di bene del vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. 

Nel tradizionale messaggio pasquale «Urbi et Orbi» Papa Francesco ha invocato frutti di speranza e di pace nella storia segnata da ingiustizie e violenze: nella martoriata Siria, in Terra Santa, in Sud Sudan, in Ucraina, in Venezuela. Ha incoraggiato il dialogo tra le due Coree ed ha ricordato tutti i bambini del mondo colpiti da guerre e fame.

«Sono qui per dirvi che vi sono vicino: vicino col cuore, vicino con la preghiera, vicino quando celebro l’Eucaristia. Lì supplico il Principe della Pace perché tacciano le armi. Gli chiedo anche che non abbiate più bisogno di compiere immani sacrifici per mantenere i vostri cari». Il Papa ha salutato così la comunità greco-cattolica ucraina che ieri pomeriggio ha gremito la basilica di Santa Sofia a Roma.

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la diocesi di Grosseto ha vissuto ieri un momento particolarmente significativo: l’accoglienza del vescovo Dionisio Lachovicz, visitatore apostolico per i fedeli ucraini in Italia. Nella chiesa di san Giuseppe, a Grosseto, mons. Lachovicz ha presieduto la Divina Liturgia, concelebrata dal vescovo Rodolfo Cetoloni.

La guerra in Ucraina genera grandi sofferenze, rese ancora più vulnerabili dai rigori dell’inverno che si avvicina. Voi seminaristi e sacerdoti della Chiesa greco-cattolica ucraina custodite i ponti che riconciliano il cielo e la terra e chiedono agli uomini quaggiù di imparare ad amarsi e a rispettarsi, abbandonando le armi, le guerre e ogni genere di sopruso. Lo ha detto Papa Francesco ad alunni e responsabili del Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat, edificato 85 anni fa sul Coille Gianicolo a Roma per volere di Papa Pio XI

«Anche ai nostri giorni il mondo è ferito da guerre e violenze. In particolare, nella vostra cara Nazione ucraina, da cui provenite e a cui farete ritorno al termine degli studi a Roma, si sperimenta il dramma della guerra, che genera grandi sofferenze soprattutto nelle zone coinvolte, rese ancora più vulnerabili dai rigori dell’inverno che si avvicina». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza la comunità del Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat in Roma.