Unione Europea

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La vicedirettrice di Amnesty international per l’Europa, Gauri Van Gulik, commentando il voto del Parlamento italiano in favore dell’invio di navi da guerra nelle acque libiche per assistere la Guardia costiera della Libia a intercettare migranti e rifugiati e a riportarli a terra, mette in guardia dal rischio di complicità in torture e violenze.

(Lussemburgo) Lo Stato Ue in cui i migranti approdano via mare o arrivano via terra è competente ad esaminarne le richieste di asilo. E la crisi migratoria in atto non rappresenta un elemento tale per derogare al Regolamento di Dublino. La Corte europea di giustizia, che ha sede a Lussemburgo, si è espressa oggi con una sentenza riguardante due casi concernenti Croazia, Slovenia e Austria. Ma la sentenza vale per tutti i Paesi aderenti e fa luce sull’attuale emergenza che l’Italia sta affrontando con gli arrivi dall’Africa.

I dati parlano chiaro: l’Italia rimane il Paese meno fecondo d’Europa. Al netto di qualche scostamento statistico, il tasso di natalità che si registra nel Belpaese viene dopo quello degli altri 27 Stati aderenti all’Unione europea. Un elemento non nuovo nella demografia nazionale, rimesso nero su bianco da Eurostat, che pubblica i dati statistici comunitari relativi al 2016

(Bruxelles) «Il Regno Unito cesserà di essere membro dell’Ue alla mezzanotte del 29 marzo 2019» e da quel momento «diventerà un Paese terzo». Una scheda informativa che la Commissione ha pubblicato oggi sui negoziati Ue-Regno Unito sintetizza ciò che è già avvenuto dal 29 marzo scorso, quando il Regno Unito ha notificato la decisione di lasciare l’Unione, e che cosa dovrebbe avvenire.

Fallimentari i due «grandi» appuntamenti della scorsa settimana. Non solo è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia, ma siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri. Messaggio chiaro, dunque: meno solidarietà!

Vertice informale sulle migrazioni a Tallinn (Estonia): Leïla Bodeux (Caritas Europa) boccia il Piano d'azione della Commissione europea per alleviare la pressione migratoria sulle coste italiane; critica la criminalizzazione delle Ong, l'esternalizzazione delle frontiere in Libia e la mancanza di solidarietà e volontà politica da parte degli altri Stati membri.