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Secondo le stime indicative delle Nazioni Unite, in attesa dell’approvazione del Governo, sono più di 133mila gli under18 tra le 270mila persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata a seguito del terremoto di magnitudo tra 6 e 7,5 gradi della Scala Richter e delle circa 100 scosse di assestamento, che hanno colpito quattro provincie della Cordigliera in Papua Nuova Guinea, in stato di emergenza dalla settimana scorsa.

«L’Unicef è estremamente preoccupato per la situazione di circa 90mila bambini nella provincia dell’Ituri, a nord-est della Repubblica Democratica del Congo, che scappano dalle violenze intercomunitarie nel territorio di Djugu, a nord della città di Bunia». Lo comunica con una nota il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, che, in seguito a queste violenze, ha stimato che «66.000 bambini sfollati interni non hanno accesso ai servizi sanitari e scolastici e che circa 25.000 bambini si sono rifugiati in Uganda».

«Ogni giorno oltre 175mila bambini si connettono ad Internet per la prima volta, un bambino ogni mezzo secondo; nel mondo 1 utente su 3 è un bambino: i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso. Nel mondo, il 71% di loro è online, comparato al 48% della popolazione totale». Sono alcuni dati diffusi oggi da Unicef in occasione del Safer Internet Day.

«In Sud Sudan si sta consumando una tragedia che colpisce oltre la metà dei bambini – vittime di malnutrizione, malattie, reclutamento forzato, violenza e l’impossibilità di poter ricevere un’istruzione». È quanto denuncia l’Unicef lanciando oggi il nuovo rapporto «Childhood under attack» («Infanzia sotto attacco»). 

La crisi causata dalla rivolta di Boko Haram nel nordest della Nigeria ha provocato la chiusura di oltre il 57% delle scuole nello stato del Borno, quello maggiormente colpito, anche se il nuovo anno scolastico è cominciato.La denuncia è di Unicef al termine di una missione di tre giorni a Maiduguri, epicentro della crisi nel nordest.

«Dal 25 agosto, oltre 400mila rohingya sono scappati dal Myanmar per andare verso il Bangladesh, e altre migliaia stanno arrivando ogni giorno. Secondo le prime stime, circa il 60% di loro sono bambini». È quanto denuncia oggi l’Unicef in una nota nel quale sottolinea che «il numero cospicuo di rifugiati ha messo sotto pressione i campi per rifugiati preesistenti, con i nuovi arrivati che cercano un rifugio ovunque trovino spazio».

Secondo l’Unicef, oltre 10,5 milioni di bambini vivono in Paesi che potrebbero essere esposti ai danni dell’uragano Irma. In base all’attuale traiettoria della tempesta, i bambini nelle isole dei Caraibi orientali, della Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba sono in pericolo, fra questi oltre 3 milioni hanno meno di 5 anni.