Don Lorenzo Milani

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Non solo fare memoria di don Milani, nel cinquantesimo della morte, ma anche rintracciare la portata ecclesiologica della sua esperienza pastorale. Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha spiegato il senso del convegno che la Facoltà teologica dell'Italia centrale dedica, oggi è domani, a «don Lorenzo Milani e la sua Chiesa».

Il titolo è ispirato al discorso di Papa Francesco nella sua visita a Barbiana dello scorso giugno: «Una vita al servizio del Vangelo, dei poveri e della Chiesa». Si parlerà di don Lorenzo Milani e della sua esperienza di Chiesa, da Calenzano a Barbiana, nel convegno organizzato dalla Facoltà teologica dell’Italia centrale insieme all’Arcidiocesi di Firenze, come contributo alle riflessioni che hanno caratterizzato il cinquantesimo anniversario della morte di don Milani.

Nel dicembre 1965 il regista e autore televisivo Angelo D’Alessandro fu autorizzato dallo stesso don Milani a salire a Barbiana per filmare la «scuola» e la vita di quella piccola comunità. Le immagini, 40 minuti girati in bianco e nero con il 16 mm, ritrovate dal figlio Alessandro dopo la morte del padre, sono ora un documentario che è stato presentato in anteprima al Festival del cinema di Venezia.

«L’incontro con Cristo trasformò la vita di Lorenzo Milani e ne fece una vita spesa per i poveri, legandolo con un vincolo indissolubile alla Chiesa». Lo ha affermato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell’omelia per la messa nel 50° della morte di don Lorenzo Milani celebrata oggi a Barbiana. 

Quando don Milani morì ai suoi funerali a Barbiana c’erano soprattutto contadini con il collo abbrustolito dal sole come scrisse un giornalista de «La Nazione» fra i pochi presenti. Nei giorni scorsi c’è venuto il Papa. Verrebbe voglia di dire «finalmente», se lo stesso Papa Francesco non ci avesse messo in guardia contro la versione facile della riabilitazione postuma.