Giorgio La Pira

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«Domani, in Vaticano, consegneremo al Santo Padre un documento che stiamo definendo in queste ore». Si tratta, come spiega il sindaco di Firenze Dario Nardella, del testo con cui si chiuderà la prima giornata di «Unity in diversity», la convention internazionale dei sindaci in corso a Palazzo Vecchio e che domani si sposterà a Roma. 

Nell'omelia della Messa, celebrata stamani nella basilica fiorentina di San Marco, nel 40° anniversario della morte di Giorgio La Pira, il card. Giuseppe Betori ha sottolineato la grande attualità del suo insegnamento sia sui temi della pace e dell'unità dei cristiani e del genere umano che della difesa integrale della persona, a partire dai più poveri. Betori ha fatto anche il punto sulla causa di beatificazione.

Come ogni anno, anche alla vigilia di Ferragosto del 1975 l’ex sindaco di Firenze parlò di pace ai giovani in vacanza al villaggio di Castiglione della Pescaia. Non l’avrebbe più fatto: e oggi quelle parole sono di nuovo quanto mai attuali. Quello che presentiamo è tratto dalla sbobinatura del discorso, ancora inedito, che La Pira fece quel 13 agosto 1975 a La Vela.

Domenica 5 novembre, 40° anniversario della morte di Giorgio La Pira, il card. Giuseppe Betori celebrerà una Messa nella basilica di San Marco, a Firenze, dove è sepolto il «Professore». Buone notizie sul fronte della causa di beatificazione apertasi a Firenze nel 1986: è stata conclusa la «Positio» sulla cui base la Congregazione per la Cause dei Santi, dopo aver fatto la sua valutazione, potrebbe decidere di sottoporre al Papa il riconoscimento delle «virtù eroiche» di Giorgio La Pira e quindi il conferimento del titolo di «venerabile».

Aprendo oggi a Palermo il IV convegno nazionale «Spes contra Spem», in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Giorgio La Pira, il presidente dei vescovi italiani ha sottolineato l'attualità della «visione profetica» del Professore e ha invitato i cattolici a «risvegliarci da un certo torpore in cui siamo sprofondati negli ultimi decenni».