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Mentre oltre mille comuni hanno eletto i loro nuovi sindaci, a livello nazionale si torna quindi ai tre grandi poli, ma con un clima diverso: il centro-destra sull'onda, il M5S attendista e il Pd in affanno. Proprio il partito su cui poggia il governo in carica, alle prese con grane economiche a ripetizione e alla vigilia di importanti incontri europei in una fase decisiva per il futuro della Ue.

Disillusione verso le istituzioni, sfiducia nei confronti dei partiti, scarso rilievo alla distinzione destra-sinistra. È questo il quadro che scaturisce da una rilevazione di approfondimento condotta dall’Istituto Giuseppe Toniolo, nell’ambito del «Rapporto Giovani», su un campione di 2000 giovani dai 20 ai 34 anni.

La legge sullo «ius soli» è «un argomento molto importante in cui decidiamo il nostro futuro» e non si può affrontare come se fosse «in un ring» attraverso modalità da «far west». «Una classe politica che urla è il modo migliore per dimostrare che non sta cercando il bene comune»: lo ha detto oggi a Roma il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, durante la presentazione del Rapporto immigrazione 2016 Caritas/Migrantes.

I bambini e i ragazzi nati in Italia e quelli che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola «hanno il diritto di sentirsi cittadini italiani». Lo ribadisce mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale Cei per le migrazioni, in un’intervista al Sir sul dibattito politico in corso sull’approvazione della legge per dare la cittadinanza italiana a chi nasce (ius soli) e studia (ius culturae) in Italia.