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Dopo oltre novanta giorni si chiude una delle più lunghe crisi di governo nella storia della Repubblica. Certamente la più drammatica, per il susseguirsi degli eventi, per la fatica generata da un quadro partitico e da uno stile politico tanto nuovi quanto insensibili ai punti cardinali dei procedimenti della democrazia costituzionale, per una fragilità rivelatasi estrema del sistema istituzionale del paese. Un processo, quello che ha portato alla nascita del governo presieduto da Giuseppe Conte, che si è giocato sul crinale, sinora mai sperimentato nella vita della Repubblica, di una crisi costituzionale, quella che ha duramente opposto il Presidente della Repubblica e la maggioranza parlamentare.

Il Consiglio dei ministri riunito ieri sera, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte, segretario il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, ha nominato 45 sottosegretari di Stato, nei limiti imposti dalla legge. Lo riferisce il comunicato finale diffuso al termine della riunione.

Erano chiamati alle urne poco meno di 7 milioni di elettori, ma ai seggi è andato il 61,2% degli aventi diritto, contro il 67,2 della precedente consultazione (i dati del Viminale non tengono conto della Sicilia che ha un conteggio autonomo). Come sempre accade nelle tornate amministrative, i fattori locali hanno una forte incidenza, così come il crescente fenomeno delle liste civiche. Così il voto in Toscana.

Vanno tutti al ballottaggio i sei Comuni toscani con più di 15 mila abitanti in cui si è votato ieri. Il centrosinistra ne governava cinque ed è fuori gioco solo a Pescia, dove sarà l'ex sindaco Pd Oreste Giurlani, dimessosi per un'inchiesta, a battersi con Francesco Conforti del centrodestra. Ma l'esito dei ballottaggi è molto incerto con il centrodestra in aumento, trascinato dalla Lega. Non brilla invece il M5s.

I quasi novanta giorni di stallo nella formazione del nuovo governo sono stati caratterizzati anche da un crescendo di commenti arroganti o offensivi sui social, senza alcun rispetto per le opinioni. «La sostituzione della “vecchia politica” con questa nuova che fa della rabbia e dell’insulto il suo pane quotidiano - scrive un lettore -, è la garanzia per la prosecuzione della crisi in Italia altrui».

Intervenendo ieri sera  alla «Veglia di preghiera per l'Italia» organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere, il presidente dei vescovi italiani ha fatto gli auguri al nuovo governo e ha invitato i cattolici ad «avviare nuovi processi, senza preoccuparsi di occupare spazi di potere». Ecco il testo integrale del suo intervento.

«Tanti rifugiati e profughi cercano una patria con un volto materno». Lo ha assicurato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che ieri sera, nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere, ha guidato la «Preghiera per l'Italia» promossa dalla Comunità di Sant'Egidio (testo integrale).

«Signor Matteo Salvini, ora che ha avviato il suo mandato ci sentiamo di renderle note alcune evidenze scaturite dal nostro pluriennale lavoro a fianco delle persone immigrate, con specifico riferimento alle giovani africane, in particolare nigeriane, vittime di tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale». Lo scrivono suor Eugenia Bonetti, presidente dell'associazione «Slaves no more», e Oria Gargano, presidente di «BeFree» cooperativa sociale, nella lettera inviata al neo ministro dell'Interno.