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«Vogliamo vivamente incoraggiare la partecipazione attiva e consapevole al voto e all’impegno diretto in campo sociale e politico. La scelta definitiva che ci muove, infatti, è quella di abbracciare e amare questo nostro mondo nella prospettiva di una fraternità da costruire con fedeltà ogni giorno». Si chiude con queste parole il documento del Movimento dei Focolari che, in vista delle elezioni politiche del 2018, «incoraggia l’impegno attivo per le prossime elezioni secondo coscienza e nel segno di una fraternità autentica e radicale».

Il candidato del centrodestra, Nello Musumeci, con il 39,8%, è il nuovo governatore della Sicilia. Ma per il grande astensionismo, è stato votato neanche da due siciliani su dieci. Quando una persona non va neppure a votare, è segno di una disperazione ancora più radicale. Chi è stato a casa aveva le sue ragioni. Ma avere delle ragioni  non significa avere ragione..

Solo uno sguardo molto superficiale delle cose può portare a tracciare un parallelo tra il braccio di ferro tra Madrid e Barcellona e gli scenari che si aprono dopo i referendum consultivi di Veneto e Lombardia. Diverso il clima, per fortuna, diversi gli sbocchi. Ma questo non significa che la politica italiana, già concentrata su altri appuntamenti ad iniziare dalle elezioni siciliane, si possa permettere di considerare la questione già archiviata, grazie magari all’avvio di un tavolo negoziale.

(dall’inviata a Cagliari) «L’aspetto centrale del nostro convenire è stato il senso del lavoro che si identifica con il lavoro degno». Lo ha ricordato mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, tracciando le conclusioni della Settimana sociale di Cagliari.