Governo

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Migliaia di famiglie si sono date appuntamento ieri al Colosseo per richiamare l’attenzione della società, della politica e delle Istituzioni sull’emergenza demografica in Italia. «Nel giorno della festa della mamma, vogliamo porre al centro dell’opinione pubblica il tema dei prossimi vent’anni in Italia: il fatto che non facciamo più figli» ha detto Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari.

L’obiettivo del decreto, che ha ricevuto l'ok definitivo del governo, è ridefinire il sistema dei contributi a quotidiani e periodici e ridefinire le misure per gli investimenti delle imprese editrici, l’innovazione del sistema distributivo e il finanziamento di progetti innovativi, di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione. Prendendo atto della crisi del mercato editoriale, il decreto si propone quindi di assicurare il sostegno pubblico necessario all’informazione autonoma e indipendente.

Nasce un tavolo di lavoro, coordinato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Ucs) della Cei e composto da Fisc (la federazione che raggruppa 191 testate diocesane), Corallo (associazione cui fanno capo 197 radio e 62 tv di tutte le Regioni, 2 consorzi radio, 1 agenzia d’informazione) e Acec (associazione rappresentativa delle 804 Sale della Comunità). Obiettivo: accompagnare le diocesi italiane nella ricezione della nuova «disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici».

Accolti stamani a Fiumicino 68 profughi siriani giunti in Italia dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese. Domani sono previsti altri 57 arrivi per un totale di 125 persone.

Avrebbe dovuto contenere essenzialmente la correzione dei conti pubblici italiani chiesta dall'Unione europea - la cosiddetta manovrina - era stato approvato «salvo intese» dal Consiglio dei ministri nella riunione dell'11 aprile ed è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale due settimane dopo. Ma è diventato un provvedimento di ben 67 articoli che già dal titolo rende l'idea della sua ampiezza e complessità.

«Un intervento che colpisce particolarmente la scuola paritaria e in special modo la scuola dell’infanzia che tra l’altro è quella maggiormente rappresentativa dell’intero sistema paritario». A lanciare il grido d’allarme è la Fism (Federazione italiana scuole materne), a proposito delle riduzioni previste per la scuola non statale paritaria.

Bene l’aiuto ai nuclei familiari più deboli previsto nel Def approvato il 12 aprile, ma «senza una risposta fiscale equa a tutte le famiglie, aumenterà sempre più il numero di quelle povere». E la lieve crescita della loro propensione al risparmio registrata dall’Istat ne riflette la scarsa fiducia nel futuro. Ad affermarlo Gian Luigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, che dice basta alle misure – tampone.