Parlamento

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L'Italicum emendato dalla Corte costituzionale e da questa definito immediatamente utilizzabile, prevede che nei 100 collegi i capolista siano «bloccati», cioè che vengano eletti per primi nel caso scatti il seggio per il loro partito. La conseguenza sarebbe che almeno due terzi dei deputati verrebbero eletti a prescindere dal voto di preferenza, che pure è permesso.

La ragione profonda del sorprendente risultato del referendum è raccolta nelle pagine di un libro che nessuno ha fatto in tempo a leggere prima di andare al seggio. Si tratta dell’Annuario del Censis, che dipinge un ceto medio impoverito e spaventato, giovani incerti sul domani, un risparmio che cresce perché si ha paura di investire e tanto lavoro di bassa qualità.

Una prima lettura «a caldo» proviamo a farla confrontandoci con due costituzionalisti, Stefano Ceccanti ed Enzo Di Salvatore, entrambi protagonisti della campagna referendaria, rispettivamente per il Sì e per il No. Il primo spiega l’affluenza così elevata e anche l’esito del voto con l’idea che il referendum «è stato come un’elezione politica e da elezione politica sono stati la partecipazione e i comportamenti degli elettori». Il secondo rileva che «non c’è stata la vittoria di questa o di quella forza politica», piuttosto i cittadini hanno fondamentalmente votato «sul merito della riforma».

«Le cronache recenti documentano la persistenza nelle nostre società di forme di intolleranza, xenofobia, razzismo che feriscono la dignità della persona e mortificano la convivenza civile: si tratta di manifestazioni di odio tanto violente quanto ingiustificabili». Parole nette, quelle scelte da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante l’audizione di oggi alla Camera dei Deputati, presso la Commissione parlamentare «Jo Cox» sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio.

Dopo il superamento del «bicameralismo paritario», il nostro approfondimento sui temi del referendum costituzionale prosegue affrontando il secondo, terzo e quarto punto del titolo della legge: «riduzione del numero dei parlamentari», «contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni», «soppressione del Cnel».

Questa è la prima di tre puntate in vista del Referendum costituzionale del 4 dicembre. Abbiamo anche chiesto ai sostenitori del Sì e a quelli del No (scegliendo tra i diversi comitati i due che hanno raccolto firme per il referendum e che risultano più riconoscibili nel dibattito pubblico) di esprimere direttamente, con le loro parole, sia pure in estrema sintesi, la loro valutazione su ciascuno dei passaggi principali della riforma costituzionale.