Povertà

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Il messaggio del Papa per la prima Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà il 19 novembre, è un invito alla «condivisione» per non amare a parole, ma con i fatti, come Francesco d'Assisi. I poveri non sono i semplici destinatari di una buona pratica di volontariato. I «mille volti» della povertà e la «ricchezza sfacciata» di pochi privilegiati.Una settimana di iniziative nelle parrocchie, nelle case e nel quartiere. Papa Francesco pranzerà con almeno 500 poveri.

«Siamo estremamente preoccupati che il G7 di Taormina sia non solo un’opportunità mancata, ma una vera e propria pagina nera nella ricerca di soluzioni collettive ai problemi dell’umanità e del pianeta»: lo dichiarano i portavoce della Coalizione italiana contro la povertà (Gcap Italia) Massimo Pallottino e Stefania Burbo, organismo che rappresenta oltre cento organizzazioni della società civile internazionale impegnate sui temi dello sviluppo, della sostenibilità ambientale e dei diritti.

C'è una contraddizione - chiede un lettore - tra l'invito che Gesù ci fa nel Vangelo a non preoccuparci del domani e la constatazione che tanti nostri fratelli vivono nell'indigenza più estrema? Risponde padre Athos Turchi, docente di Filosofia alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

«Promuovere lo sviluppo umano integrale richiede dialogo e coinvolgimento con i bisogni e le aspirazioni della gente, richiede di ascoltare i poveri e la loro quotidiana esperienza di privazioni molteplici e sovrapposte, escogitando specifiche risposte a situazioni concrete». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco incontrando i partecipanti alla Conferenza internazionale promossa dalla Fondazione «Centesimus Annus – Pro Pontifice». 

Cambiare atteggiamento, stile di vita e mettere in campo un approccio all’attività economica, allo sviluppo e al commercio che sia basato sulla persona, centrato sulla sua dignità così da costruire finalmente un mondo più giusto, favorire l’inclusione sociale, la solidarietà e cosa più urgente creare nuovi posti di lavoro. Lo ha chiesto il Papa ricevendo in Vaticano i partecipanti all’incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.

Nell’epoca della grande crisi la struttura sociale dell’Italia è divenuta molto più complessa, le tradizionali categorie o classi non sono più adeguate a rappresentare la sua articolazione. Per questo l’Istituto nazionale di statistica, nel suo 25° rapporto annuale presentato oggi a Roma, ha provato a suddividerla in nove gruppi sociali, con un approccio «multidimensionale».