Profughi

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Tutti ne parlano. Tutti, o quasi, ne avvertono l’inevitabilità, anche nei Paesi senza un grande passato coloniale. Alcuni la presentano come un valore, una ricchezza. Altri ne sono spaventati: hanno paura e fanno di tutto per ricacciare gli «invasori» a casa loro «perché – dicono – vengono a portarci via il lavoro, abitano le nostre case e ci portano pure diverse malattie».

«Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi dico che sono tanti! È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione». Lo ha esclamato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui si celebrava la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicata al tema «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce».

«È dovere della comunità internazionale e delle organizzazioni sovranazionali porre in atto quanto necessario al fine di assicurare la dignità della vita di ogni uomo e donna sulla terra, indipendentemente dal territorio di provenienza, dalla etnia, dalla religione e dall’appartenenza culturale». È quanto ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Al termine dell'Angelus di ieri, Papa Francesco ha parlato della Giornata mondiale dei migranti: “Cari fratelli e sorelle, oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dedicata al tema ‘Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce’. Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi dico che sono tanti! È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione. Rivolgo un saluto speciale alle rappresentanze di diverse comunità etniche qui convenute. Cari amici, vi auguro di vivere serenamente nelle località che vi accolgono, rispettandone le leggi e le tradizioni e, allo stesso tempo, custodendo i valori delle vostre culture di origine"...

Più attenzione alla marginalità e certezze sulle regole. E’ quanto chiede alla politica Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze e delegato regionale per la Toscana, a due giorni dall’incendio nello stabile occupato dell’ex mobilificio Aiazzone nel Comune di Sesto Fiorentino che è costato la vita al trentottenne di origine somala messosi in salvo e poi rientrato nel capannone per recuperare i documenti necessari al ricongiungimento della moglie.

«Non è possibile che chi arriva qui debba trovare alloggio solo per strada». È il commento di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, al rogo scoppiato ieri sera in un capannone in disuso a Sesto Fiorentino (Firenze), che ha provocato la morte di un uomo e altri due feriti.

È stato firmato oggi al Viminale il Protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridoi umanitari che permetteranno l’arrivo in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso.