Ebrei

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“Nel corso degli ultimi decenni ci siamo potuti avvicinare, dialogando in modo efficace e fruttuoso; abbiamo approfondito la nostra conoscenza reciproca e intensificato i nostri vincoli di amicizia”. Sono le parole che Papa Francesco ha rivolto ai rappresentanti della Conferenza dei Rabbini Europei, del Consiglio Rabbinico d’America e della Commissione del Gran Rabbinato d’Israele, in dialogo con la Commissione per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo della Santa Sede, e ricevuti in udienza. Un cammino fecondo inaugurato con la dichiarazione conciliare Nostra aetate, “magna charta” del dialogo col mondo ebraico, e rinsaldato dal documento consegnato oggi al Pontefice, “Fra Gerusalemme e Roma”.

Presentato al Papa il documento «Tra Gerusalemme e Roma – Riflessioni sui 50 anni dalla Nostra Aetate» che una delegazione formata da tre delle principali istituzioni rabbiniche internazionali. È la prima volta che l’ebraismo ortodosso fa un documento ufficiale in risposta non solo a Nostra Aetate ma alla storia di dialogo con il mondo ebraico che il documento conciliare ha messo in movimento.

Si è conclusa al Villaggio «La Vela» di Castiglione della Pescaia l'esperienza del Campo internazionale, promosso come ogni anno dall'Opera «La Pira» e al quale hanno preso parte un centinaio di giovani di fedi e culture diverse. In un documento finale i giovani hanno sintetizzato le riflessioni maturate in questi dieci giorni di vita comunitaria.

Il prossimo mercoledì 14 giugno, presso la sede della Syracuse University in piazza Savonarola e nelle aule della facoltà teologica di Firenze, si svolgeranno due incontri ai quali interverranno alcuni studiosi dell’Enoch Seminar, organizzazione internazionale che riunisce specialisti sulle origini del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam.

Gli auguri delle comunità cristiane cattoliche di tutta Italia alle comunità ebraiche per la grande solennità ebraica di Pesach che quest’anno cade vicinissima, martedì 11 aprile, alla memoria cristiana della Pasqua, domenica 16 aprile.

«La Torah, che san Giovanni Paolo II definì ‘l’insegnamento vivo del Dio vivente’, manifesta l’amore paterno e viscerale di Dio, un amore fatto di parole e di gesti concreti, un amore che diventa alleanza». Così Papa Francesco ha accolto oggi una delegazione di esponenti ebraici di un Gruppo editoriale, guidati dal rabbino argentino Abraham Skorka, amico del Pontefice dai tempi di Buenos Aires, che a lui hanno presentato una nuova edizione della Torah, «dono del Signore.