Ebrei

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Il prossimo mercoledì 14 giugno, presso la sede della Syracuse University in piazza Savonarola e nelle aule della facoltà teologica di Firenze, si svolgeranno due incontri ai quali interverranno alcuni studiosi dell’Enoch Seminar, organizzazione internazionale che riunisce specialisti sulle origini del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam.

Gli auguri delle comunità cristiane cattoliche di tutta Italia alle comunità ebraiche per la grande solennità ebraica di Pesach che quest’anno cade vicinissima, martedì 11 aprile, alla memoria cristiana della Pasqua, domenica 16 aprile.

«La Torah, che san Giovanni Paolo II definì ‘l’insegnamento vivo del Dio vivente’, manifesta l’amore paterno e viscerale di Dio, un amore fatto di parole e di gesti concreti, un amore che diventa alleanza». Così Papa Francesco ha accolto oggi una delegazione di esponenti ebraici di un Gruppo editoriale, guidati dal rabbino argentino Abraham Skorka, amico del Pontefice dai tempi di Buenos Aires, che a lui hanno presentato una nuova edizione della Torah, «dono del Signore.

“Promuovere la cultura e favorire dovunque la libertà di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione, sono i migliori antidoti contro l’insorgere dell’odio”. E’ la riflessione che Papa Francesco ha rivolto alla delegazione dell’Anti-Defamation League. L’appuntamento, nel solco di precedenti incontri avvenuti sia con Giovanni Paolo II sia con Benedetto XVI, ha fornito al Pontefice l’occasione di ribadire la ferma volontà della Chiesa cattolica di compiere ogni sforzo per “respingere le tendenze antisemite”, oggi purtroppo ancora diffuse. 

«Se la cultura dell’incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza, la non-cultura dell’odio semina morte e miete disperazione». Lo ha ribadito il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala dei Papi, i membri di una delegazione della «Anti-Defamation League», organizzazione che intrattiene rapporti con la Santa Sede dal tempo del Concilio Vaticano II. 

Si celebra domani, 27 gennaio, il Giorno della memoria. È la data simbolo della fine delle persecuzioni nazifasciste in Europa, perché quel giorno del 1945 i soldati dell’esercito sovietico entrarono nel campo di Auschwitz-Birkenau. Alberto Mieli è uno degli ultimi deportati romani, nei campi di sterminio nazisti, ancora in vita. «Ho avuto la fortuna o la sfortuna - dice - di vedere l’apice della cattiveria, della brutalità, della malvagità dell’uomo. Dove può arrivare l’uomo a fare cose contro un suo simile».

Una riflessione in occasione della XXVIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, fissata al 17 gennaio di ogni anno: come il portale di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei credenti in Cristo, come il primo, insostituibile movimento di una sinfonia, i cui legami meritano ancora di essere scoperti, approfonditi, valorizzati.