Scuola e università

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“Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Nello scenario delle migrazioni contemporanee, restano queste, per Papa Francesco, le pietre miliari del cammino della Chiesa. Incontrando i membri della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche, il Pontefice ha messo a fuoco il contributo specifico che dovrebbero svolgere gli atenei cattolici: quello della ricerca, avviando – ad esempio – ulteriori “studi sulle cause remote delle migrazioni forzate”; della promozione sociale, svolgendo “un ruolo di coscienza critica rispetto alle diverse forme di potere politico, economico e culturale”; e dell’insegnamento.

L’istituto universitario di Loppiano, sulle colline del Valdarno, ha triplicato la propria offerta accademica. Per il cardinale Betori, un luogo in cui si sperimenta «con fedeltà creativa la missione culturale che la Chiesa è chiamata  a svolgere in ogni dimensione di vita, ricerca e studio, come affermato da Papa Francesco, a Firenze, nel suo messaggio del novembre 2015». E parte un nuovo centro accademico di ricerca.

Sono state molte le domande retoriche poste dal Papa ai rappresentanti della comunità dell’Università cattolica portoghese, in occasione del 50.mo della sua fondazione, ricevuti in udienza in Vaticano. Francesco, parlando in spagnolo, si è soffermato sul fatto che la laurea non deve essere un sinonimo di maggiore denaro e maggiore prestigio ma una responsabilità davanti ai problemi di oggi, “alle necessità dei poveri, alla cura dell’ambiente”. “Non bastano i dibattiti - ha evidenziato - è importante concretizzare”.

Quando l’uomo «si arrende alle forze cieche dell’inconscio, delle necessità immediate, dell’egoismo, la sua libertà si ammala». Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico la comunità dell’Università Cattolica portoghese, in occasione del 50° anniversario di fondazione.