Spettacoli

Ultimi contenuti per il percorso 'Spettacoli'

Ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, il Natale è giovane. È una scelta che guarda al futuro quella dell’amministrazione comunale dello splendido borgo del Monte Amiata che affida ai bambini e ai ragazzi del paese la realizzazione degli arredi luminosi che renderanno magica l’atmosfera nei giorni della festa più attesa dell’anno. La loro creatività renderà unica la quarta edizione di «Natale di Luce», il calendario che dal 6 dicembre (festa di San Niccolò, patrono di Arcidosso), al 6 gennaio propone tanti appuntamenti che sanno unire tradizione e bellezza.

«Il giuocatore», intermezzo in tre parti, composizione di un giovanissimo - appena quindicenne -   Luigi Cherubini, in scena nel foyer di galleria del Maggio a Firenze per otto repliche a partire da sabato 18 novembre alle 15.30. Sul podio dell'Orchestra da Camera «Luigi Cherubini» di Firenze, il maestro Enrico Lombardi. La regia e le scene sono di Anna Tereshchenko. Spettacolo per le scuole.

A Firenze, dopo il debutto lo scorso anno, torna il «concertone» pop di Capodanno al piazzale Michelangelo. La festa della notte di San Silvestro, però, sarà anche in piazza Signoria, piazza Santissima Annunziata, piazza Bartali, e l'Oltrarno, che sarà teatro di un evento itinerante. 

Gabriele Lavia inaugura dal 14 al 19 novembre la nuova stagione del Teatro della Pergola di Firenze con la prima nazionale di un recital da Jacques Prévert, I ragazzi che si amano. Una prima nazionale, prodotta dalla Fondazione Teatro della Toscana, sull’amore giovanile e il rapporto degli innamorati con la realtà. Giovani che, estraniati dal mondo e dimentichi di tutto, non tengono conto della chiusura morale della gente verso la loro dolcezza. «Prévert è come noi – afferma Gabriele Lavia – e noi siamo ed eravamo come lui. Chi sono I ragazzi che si amano? Siamo noi. E chi ha provato “questo amore / così violento / così fragile / così tenero / così disperato”? Siamo sempre noi. E tutto questo è detto semplicemente, senza distanze, né soggezione, né alcuna sacralità».
Tra citazioni colte (da Magritte a Presley, da Picasso ai Beatles, da Heidegger a Hopper), Gabriele Lavia ci «illumina» – anche solo per pochi istanti, quelli che servono per «tre fiammiferi uno dopo l’altro accesi nella notte / il primo per vederti tutto il viso / il secondo per vederti gli occhi / l’ultimo per vedere la tua bocca» – con il chiarore della poesia di Jacques Prévert.
Dopo Firenze, il 25 novembre lo spettacolo andrà a Rieti, al Teatro Flavio Vespasiano.

Settanta voci del panorama culturale nazionale e locale alla «ricerca» di Proust. «Alla ricerca del tempo perduto» di Marcel Proust è il nuovo progetto firmato dal regista Riccardo Massai, che in quattordici appuntamenti che da domani, venerdì 3 novembre, fino al 16 marzo, immergerà il pubblico nel capolavoro della letteratura che rivivrà attraverso settanta interpreti speciali, tra i quali svettano i nomi di Massimo Verdastro, Giuliano Scabia, Simone Lenzi, Maddalena Crippa, David Riondino, Sandro Lombardi, Elena Stancanelli, Iaia Forte, ma anche figure del mondo della cultura a 360 gradi fra cui Drusilla Foer, Marco Giorgetti, Alessandro Riccio e la principessa Giorgiana Corsini... In collaborazione con l'Institut français di Firenze.

Successo di pubblico e critica per il musical «West Side Story», il capolavoro di Bernstein diretto dal M° Wayne Marshall. Invitati all’inaugurazione di stagione del Teatro «Carlo Felice» di Genova, fondazione lirico sinfonica, come il nostro Maggio Musicale Fiorentino, ci viene spontaneo, oltre a una recensione dello spettacolo a cui abbiamo assistito, avanzare una riflessione più ampia, che potrebbe suonare, anzi lo auspichiamo, come un suggerimento al nostro nuovo sovrintendente Cristiano Chiarot e alla funzione stessa delle pari fondazioni in giro per il Paese.

Firenze ricorda Paolo Poli, il suo genio, la sua storia e la sua arte al Maggio Musicale Fiorentino. Una mostra, o meglio un grande album nel quale calarsi dal vivo, nel foyer del teatro dal 22 ottobre al 6 gennaio 2018. Un percorso visivo lungo i sessant’anni di carriera teatrale di Poli testimoniato da video, bozzetti, scenografie.