Cinema

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Paolo e Vittorio Taviani danno  la loro interpretazione del romanzo di Beppe Fenoglio pubblicato postumo nel 1963. I fratelli di San Miniato tornano così a raccontare la guerra e la resistenza trentacinque anni dopo «La notte di San Lorenzo»

It

Con i suoi scantinati, i suoi sotterranei,  le apparizioni del clown  e di altri mostri, le atmosfere pesanti e tutti i ricordi che certamente sarà in grado di suscitare  nel pubblico, «It» raggiunge un buon livello qualitativo limitando  al minimo gli eccessi  di sangue e smembramenti

Appare evidente che siamo di fronte ad un film pieno di difetti, dalle lacune di sceneggiatura alla costruzione fumettistica di qualche personaggio non secondario. È talmente palese che fa seriamente pensare a una precisa volontà dell’autore.

Il sequel di Blade runner, firmato Villeneuve, più dell’originale che raccontava di una caccia all’uomo, si pone come un’impresa coraggiosa e rischiosissima: scommette tutto sullo stile e propone una durata di due ore e quaranta con due soli avvenimenti da raccontare.

Assecondando le proprie  preferenze espressive i Manetti sono riusciti a trasformare il tutto in cinema a 360° senza lasciare che il buono, il cattivo, l’amico, l’amante,  il testimone, il boss,  potessero trasformare il film in un racconto morale.

Con questo film Leonardo Di Costanzo torna a parlare di Napoli, evitando la facile retorica di una Napoli periferica, povera, dove l’alternativa alla scuola è la strada con tutti i suoi rischi, dove anche il volontariato può incontrare difficoltà nei rapporti con le istituzioni. Un film doloroso, necessario e propositivo.

Siamo di fronte ad un lavoro dalla forza inconsueta e sicuramente poco propenso a qualunque genere di diplomazia o accomodamento. Il che, per un film proveniente da un paese dell’Est europeo, è già una credenziale importante.

La Presidenza della Cei ha nominato come nuovo presidente della Commissione nazionale valutazione film (Cnvf) Massimo Giraldi, giornalista e critico cinematografico, che ha ricoperto dal 1998 a oggi il ruolo di segretario ed è nell’organico della Commissione già dagli anni Ottanta. Giraldi è anche il primo laico a ricoprire l’incarico di presidente.

Doug Liman ha scelto di girare il film alternando riprese tradizionalmente classiche a un uso molto frequente della macchina a mano in modo da stare addosso ai personaggi  riducendo di molto l’incidenza dell'azione.