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È Niccolò Campriani, campione mondiale di tiro a segno con due ori vinti ai giochi olimpici di Rio 2016 e un palmarès invidiabile, tra cui un oro e un argento a Londra 2012, lo sportivo toscano dell'anno. Oggi al Teatro della Compagnia gli è stato consegnato il Pegaso per lo sport 2017 dall'assessore a sport, sociale e diritto alla salute Stefania Saccardi.

È stata una squadra di migranti ad aggiudicarsi il torneo di calcio a 5 organizzato dalla Federazione regionale delle Misericordie. Nella finalissima, disputata a Ponte a Greve (Firenze) hanno battuto i padroni di casa con il risultato di 7-1. Sedici le squadre, in gran parte composte da migranti e operatori impegnati nell’accoglienza provenienti dalle province di Firenze e Pistoia. Già «opzionati» due dei vincitori.

Gran finale domani, sabato 25 febbraio, a Ponte a Greve, Firenze, per il torneo di calcio a 5 «Un goal per la solidarietà e la fraternità», che ha visto affrontarsi, da dicembre scorso, sedici squadre composte da migranti e operatori impegnati nell’accoglienza provenienti dalle province di Firenze e Pistoia.

Il portiere «deve bloccare la palla là dove viene calciata, non sa da dove arriverà. E la vita è così». È l’omaggio a coloro che, in genere, nelle squadre di calcio indossano la maglia con il numero 1. A tributarlo ai portieri è stato il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina, i calciatori e i dirigenti della squadra spagnola del Villareal.

Al convegno nazionale di pastorale giovanile è stata presentata oggi una ricerca, curata da Ipsos, sulla realtà degli oratori italiani. «L’oratorio - ha detto il prof. Marco Moschini - non è un lusso, non è uno svago ma un luogo specifico dell’educazione della Chiesa nel tempo contemporaneo e uno strumento pastorale strategico per preadolescenti e adolescenti che vivono la fase più delicata come recenti episodi di cronaca ci hanno dimostrato»

“L’attività sportiva fa bene al corpo e allo spirito, e vi permette di migliorare la qualità della vostra vita”. Con queste parole Papa Francesco ha salutato i partecipanti ai prossimi Giochi Invernali Mondiali Special Olympics, a marzo in Austria. Partendo dal giuramento dell’atleta Special Olympics – “che io possa vincere, ma, se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze” – il Pontefice ha riconosciuto che lo sport richiede “fatiche e sacrifici”, ma fa anche “crescere nella pazienza e nella perseveranza”, permettendo di “sviluppare capacità che altrimenti rimarrebbero nascoste”.