Olimpiadi

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«Avete vissuto un’esperienza di straordinaria intensità, entusiasmante per tutti voi. Non è stato soltanto un evento sportivo: le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono un momento di raccolta della convivenza umana, un momento e un’occasione di pace, e lo si è visto in quei giorni». Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale gli atleti azzurri di ritorno dai Giochi olimpici e paralimpici di PyeongChang per la cerimonia di restituzione del Tricolore.

Incontro «ai massimi livelli» tra le delegazioni delle due Coree per la partecipazione di Pyongyang ai Giochi invernali che si aprono il 9 febbraio. Al centro dell’incontro anche la questione delle «famiglie separate» dalla guerra. I vescovi coreani: «Siamo un unico popolo, un’unica famiglia ed è questa realtà la base di ogni dialogo».

La sfida per dirigenti, atleti ed oranizzazioni sportive “è quella di mantenere pura la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale” evitando che la gente a causa della corruzione perda fiducia nella verità dei risultati sportivi allontanandosi da una partecipazione gioiosa e disinteressata. Con queste parole Papa Francesco ha salutato in Aula Paolo VI i partecipanti all’incontro su sport e fede promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dedicato al tema: “Lo sport al servizio dell’umanità”.

Lo sport è «un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato», e quando «gli atleti tendono al massimo delle possibilità» trascende «il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero». Lo ha detto Papa Francesco, oggi pomeriggio in Aula Paolo VI, nel suo discorso ai partecipanti alla cerimonia di inaugurazione della prima conferenza mondiale su fede e sport, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura sul tema «Sport at the service of humanity» (Vaticano, 5 – 7 ottobre).

La parola a Giuseppe Roma, segretario generale della Rur (Rete urbana delle rappresentanze) e docente di gestione urbana nella terza università della Capitale:  «A Torino il voto di cambiamento ha determinato una sostituzione di classe dirigente, a Roma no, questo non è accaduto».

L'Italia ha concluso con un bottino complessivo di 28 medaglie. Non manca il rammarico per le troppe medaglie «di legno», ovvero quei tanti quarti posti (ben dieci) che non hanno portato medaglie ma rappresentano comunque un segnale incoraggiante da cui ripartire. Nove gli atleti toscani sul podio per undici medaglie (4 ori, 4 argenti e 3 bronzi).