Nomadelfia

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Papa Francesco uno di noi. Tre pellegrinaggi in Toscana nel giro di due anni e mezzo, quattro diocesi, cinque luoghi. Gli ultimi tre legati a esperienze cristiane forti, a figure che hanno vissuto il Vangelo in modo radicale anche in mezzo alle incomprensioni: Barbiana e don Lorenzo Milani, Nomadelfia e don Zeno Saltini, Loppiano e Chiara Lubich.

Accoglienza, fraternità, dialogo: sono le tre parole che hanno fatto da «filo rosso» nella visita pastorale di Papa Francesco a Nomadelfia e Loppiano. Due comunità caratterizzate da «un clima di famiglia» a cui il successore di Pietro ha reso omaggio, insieme ai suoi due fondatori - don Zeno Saltini e Chiara Lubich - per i quali è in corso il processo di beatificazione.

Una pietra scura, la pietra di Nomadelfia, con scritto sopra il suo nome, «Franciscus», in bianco. È l'omaggio del Papa a don Zeno Saltini, fondatore del «popolo di famiglie» della maremma grossetana, sulla cui tomba Francesco ha sostato in silenzio per circa dieci minuti, da solo, al riparo dalle telecamere.

Dopo la sosta di preghiera sulla tomba di don Zeno, il 10 maggio il Papa incontrerà al «Poggetto» un nucleo familiare. Durante l'incontro di festa con la comunità, i bambini doneranno a Francesco i loro disegni e 114 persone, dai 3 ai 70 anni, daranno vita ad un breve spettacolo di musica, danza e recitazione. Poi il discorso di Francesco.

Grande attesa in Toscana per la visita di Papa Francesco che giovedì 10 maggio sarà prima a Nomadelfia, la comunità fondata da don Zeno Saltini, e poi a Loppiano, la «Mariapoli» del movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich. Lettori e abbonati di Toscana Oggi hanno ricevuto in omaggio un fascicolo speciale di 32 pagine a colori.