Vescovi

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«La via della Chiesa cattolica in India non può essere quella dell’isolamento e della separazione, ma piuttosto del rispetto e della collaborazione». Con queste parole il Papa, in una lettera inviata ai vescovi dell’India, spiega di aver autorizzato la Congregazione per le Chiese Orientali «a provvedere alla cura pastorale dei fedeli siro-malabaresi in tutta l’India, attraverso l’erezione di due Eparchie e l’estensione dei confini di due già esistenti».

 «Ovunque voi siate non dimenticate la vostra identità caldea, abbracciate la lingua e l’eredità dei vostri padri nelle nuove società che offrono apertura, rinnovamento, vita e nuove opportunità di sostegno e cooperazione». È l’appello che i membri del Sinodo caldeo lanciano ai fedeli caldei sparsi nel mondo al termine della loro annuale convocazione che si è chiusa ieri a Roma.

«Sono felice di essere con voi, padri e capi delle Chiese orientali cattoliche, per condividere gioie e dolori dei fedeli affidati alle vostre cure pastorali». Queste le parole di saluto rivolte dal Papa ai patriarchi e agli arcivescovi maggiori, ricevuti oggi in udienza nell’ambito dell’assemblea plenaria della Congregazione per le Chiese orientali in corso dal 9 al 12 ottobre, nella ricorrenza del centenario dell’istituzione del dicastero.

(dall’inviata a Minsk)  «La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro. L’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale». Si apre cosi il messaggio finale che i vescovi europei rivolgono da Minsk all’Europa al termine della riunione plenaria nel corso della quale si sono confrontati dal 27 settembre al 1 ottobre sul tema dell’Europa.

Aiutare i giovani «a scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione nella comunità cristiana e nella società». È quanto papa Francesco chiede ai presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che è stato letto questo pomeriggio a Minsk, in apertura dell’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa.

«Di fronte alla grave situazione che si vive in Catalogna, con grande preoccupazione nel resto della Spagna, noi vescovi, in primo luogo, vogliamo fare nostri i desideri e i sentimenti recentemente espressi in maniera congiunta dai vescovi della Catalogna, autentici rappresentanti delle loro diocesi». Così inizia la nota della Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), letta ieri pomeriggio dal presidente della Cee, card. Ricardo Blázquez Pérez, al termine della riunione della Commissione permanente.