Betori

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La necessità «del lavoro per tutti, in particolare per i giovani»: è questo uno dei temi affrontati questa mattina dal cardinale Giuseppe Betori nella sua relazione all’assemblea del clero, all’eremo di Lecceto, durante la quale come sempre ha proposto «con alcune considerazioni relative al contesto più ampio in cui si colloca l’impegno delle comunità cristiane». Secondo l’Arcivescovo di Firenze, «le crescenti situazioni di povertà e di disagio sociale, che le parrocchie segnalano a livelli sempre critici, hanno alla loro radice la perdita del lavoro o il non averlo mai raggiunto, cui non di rado si connette quello della mancanza di abitazione».

Sabato 15 luglio il cardinale Giuseppe Betori ha visitato la casa di Metato, a Vallombrosa, ed ha celebrato la Messa nella nuova cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, insieme a don Riccardo Santi, don Ernesto Lettieri e don Alessandro Clemenzia. La chiesetta era stata distrutta dalla tempesta che nel marzo 2015 ha provocato danni ingenti nella riserva di Vallombrosa.

«Come clero fiorentino ci sentiamo particolarmente onorati dalla decisione del Papa e dobbiamo sentire rafforzata la nostra responsabilità nel custodire in modo fedele e creativo l’eredità che don Milani e, con lui, tutti i protagonisti del cattolicesimo fiorentino della metà del Novecento ci hanno lasciato. È un’eredità che chiama a un serio radicamento nella fede e nella vita spirituale, a una comprensione sempre più profonda del legame del Vangelo con la storia, a una compromissione senza riserve per i fratelli, specialmente per quanti soffrono». Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori durante l'assemblea diocesana del clero a Monte Senario.

Le prime misure relative alla sicurezza e alla viabilità della zona di Barbiana sono state definite dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito stasera a Palazzo Medici Riccardi,  alla presenza del cardinale Giuseppe Betori, del comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, delle autorità di pubblica sicurezza presso la Santa Sede, il prefetto Gianfelice Bellesini e la dirigente Maria Rosaria Maiorino.

«Settant’anni orsono, Pio XII (il 15 maggio 1947) dichiarò la Madonna di Montenero Universae Tusciae Patrona. Da quel giorno le diocesi della Toscana si recano annualmente a turno in pellegrinaggio al Santuario, donando quell’olio che giorno e notte alimenta la lampada posta davanti all’effige». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Conferenza Episcopale Toscana, si è espresso durante la Messa che i vescovi toscani hanno concelebrato al santuario di Montenero, nella festa della Madonna patrona della Toscana.