Giuseppe Betori

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«È dovere della comunità internazionale e delle organizzazioni sovranazionali porre in atto quanto necessario al fine di assicurare la dignità della vita di ogni uomo e donna sulla terra, indipendentemente dal territorio di provenienza, dalla etnia, dalla religione e dall’appartenenza culturale». È quanto ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

«L'attenzione verso chi è nel bisogno richiede sempre ulteriori sforzi». Lo ha detto stamani, nell'omelia durante la messa nella basilica di Santa Maria Novella, il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, riferendosi al «povero clochard» morto, quasi certamente per il freddo, nella notte tra il 6 e 7 gennaio nel capoluogo toscano.

«Là dove l’uomo ferito viene sanato, là dove la gioia dell’incontro dà senso alla vita, là dove nessuno è escluso ma tutti sono accolti, noi assaporiamo i segni della presenza, della manifestazione di Cristo e del potere del suo amore». Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore la celebrazione eucaristica per l’Epifania.

Anche nell'omelia pronunciata, stasera, nella Messa in cattedrale, l’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, si è soffermato sull'esplosione dell'ordigno davanti alla libreria di Casapound che ha causato stamattina attorno alle 5 il grave ferimento di un artificiere chiamato ad intervenire da una pattuglia della Volante.

Dalla mangiatoia di Betlemme giunge un duplice messaggio: «l’invito anzitutto a uscire fuori da ogni disperazione, a ritrovare coraggio e fiducia… perché Dio lo abita con la sua presenza. Ma per accogliere questo dono di misericordia occorre condividere il modo con cui Dio si incarna tra noi, la strada cioè dell’umiltà, della condivisione, del dono di sé».  Lo ha detto il card. Giuseppe Betori nell’omelia della Messa della notte di Natale, celebrata nella cattedrale di Firenze.

L'accoglienza ai profughi, la costruzione della moschea a Firenze, le cause di beatificazione di Dalla Costa e La Pira, oltre al prossimo anniversario dei 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani, sono stati tra i temi toccati dal card. Giuseppe Betori nel corso del consueto incontro con la stampa per gli auguri di Natale, tenutosi stamani in arcivescovado a Firenze.

«Usciamo da questo Giubileo con questa certezza: la misericordia di Dio è più grande delle nostre fragilità e accoglierla ce ne rende testimoni verso tutti. Sia questa la nostra convinzione gioiosa e questo il nostro impegno responsabile». L'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha concluso così la sua omelia nella Messa solenne celebrata nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, nel giorno in cui venivano chiuse tutte le «Porte della Misericordia» nelle Diocesi del mondo, tranne che in San Pietro, a Roma.