Italo Castellani

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Venerdì scorso, 17 aprile, ha preso avvio la IX edizione degli incontri in San Martino, dedicati quest’anno alla teoria del gender e alle sue implicazioni antropologiche. Questo primo incontro, che si proponeva di affrontare il tema dal punto di vista della ricerca scientifica, è stato introdotto dall’Arcivescovo che ha opportunamente richiamato ai numerosissimi presenti il significato e la finalità degli «Incontri in San Martino», che, fin dal primo anno della sua venuta a Lucca, ha fermamente voluto: un momento di confronto che la Diocesi offre all’intera città, per riflettere, in uno spirito di rispettoso dialogo, su tematiche di comune interesse.

Il 31 maggio 2003, Giovanni Paolo II nominò Italo Castellani, già vescovo di Faenza che quindi lasciò, arcivescovo coadiutore di Bruno Tommasi, trasferendolo a servizio della Chiesa di Lucca. Diventò arcivescovo titolare di Lucca il 21 gennaio del 2005. Di fatto quindi sono dieci anni che don Italo è in mezzo a noi. E la sera del prossimo 13 settembre sarà la decima Luminara cui prenderà parte. Al di là delle tradizioni, oltre la vita ecclesiale e quindi pastorale, la sua presenza ha segnato in qualche modo la città di Lucca e il territorio della diocesi. Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti di inviarci le loro impressioni. Sono concorrenti... i giornalisti interpellati (che ringraziamo per la disponibilità!) dirigono cioè testate diverse, e spesso esprimono punti di vista molto diversi (oltre che professionalità molto diverse). Eppure sulle impressioni e le riflessioni dedicate senza peli sulla lingua a mons. Castellani, beh, lasciatecelo dire: non siete poi così distanti! Infine ringraziamo Baccelli e Tambellini per le dichiarazioni che ci hanno riservato in esclusiva, dove si possono leggere parole che non sono certo di semplice rito. Ma prima due interventi... ecclesiali.

Domenica 1 settembre nella cattedrale di S. Martino a Lucca, l’arcivescovo Italo Castellani ha dato l’inizio ufficiale all’anno pastorale 2013-2014 della sua diocesi. Alla presenza di una folta assemblea, composta dai rappresentanti laici e presbiteri di tutte le 11 Zone pastorali della diocesi, ha consegnato una breve lettera pastorale che orienterà i prossimi mesi della Chiesa lucchese. In questa lettera c’è un invito a tutte le comunità all’«azione», all’«uscire», alla «missionarietà».