Vita Chiesa

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Certi aspetti del suo curriculum fanno venire un po’ in mente Lorenzo Baglioni: alla passione da sempre per la chitarra e il canto si aggiungono infatti una laurea in Scienze fisiche e astrofisiche, con il titolo magistrale ormai nel mirino, e l’insegnamento in una scuola superiore parificata. Ma le strofe e i ritornelli di Tommaso Favalli non parlano di leggi di Keplero, teoremi algebrici e neppure congiuntivi: pur non disdegnando stile e contenuti del toscano in lizza per Sanremo Giovani, i suoi «miti di riferimento» sono altri.

Tra i tanti frutti di quella straordinaria fioritura che ha contrassegnato la Chiesa fiorentina nel Novecento, c’è anche la Comunità di Gesù. Lo hanno sottolineato, a due voci, il cardinale Giuseppe Betori e il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che lunedì scorso hanno concelebrato la Messa di ringraziamento per i cinquant’anni di questa comunità

«L’ordinazione diaconale non deve creare rottura nel matrimonio. Marito e moglie continuano a trovare nutrimento l’uno nell’altro senza smettere di crescere insieme». Lo ha detto Marie Francoise-Maincent Hanquez, membro del Comitato nazionale del diaconato come rappresentante delle mogli dei diaconi, durante il convegno nazionale in corso ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo

«Sui conflitti nell’area mediorientale il punto cruciale è lo stesso: bisogna realmente impegnarsi per arrivare ad una pace permanente». Lo afferma il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in un’intervista ad Avvenire. Tra i tanti conflitti in atto, osserva Parolin, «c’è il Medio Oriente, che resta sempre molto vivo nella sensibilità della Santa Sede»

«La visita di Papa Francesco, il 1° ottobre prossimo, è un momento privilegiato e una grazia che conferma il cammino della nostra Chiesa e ci indica le tappe future. Il successore dell’apostolo Pietro, che presiede nella carità, ci aiuterà a rispondere con nuovo entusiasmo alla nostra vocazione personale, comunitaria, di popolo». È quanto scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nella pubblicazione in cui viene presentato il calendario delle celebrazioni conclusive del X Congresso eucaristico diocesano

«Le ‘Grandi cose’ sono sintetizzate nella dignità della persona che, soprattutto quando sofferente, merita la massima attenzione da parte dell’intera comunità: scientifica, civile, politica». È quanto afferma Mariapia Garavaglia, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Luigi Maria Monti, a cui appartiene l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi), alla vigilia della XXV Giornata mondiale del malato dedicata al tema «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente».

Domenica 29 gennaio è la 64a Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. A Lucca, come da tradizione, il gruppo Il Rigagnolo (legato all'Aifo, organizzazione che raccoglie e diffonde la testimonianza di Raoul Follereau) sarà presente in 47 parrocchie della lucchesia per offrire barattoli di miele locale per ricavare fondi da destinare ad attività socio sanitarie di lotta alla lebbra e di rafforzamento della sanità di base in alcuni paesi del mondo.