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Un dialogo schietto non lascia spazio ai fraintendimenti e permette di procedere in un clima costruttivo. Lo ha rimarcato, ancora una volta, Papa Francesco aprendo i lavori della 70.esima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Nell’aula del Sinodo, dove si dibatterà di giovani, di lavoro e di evangelizzazione, oltre a individuare una terna di candidati alla successione del presidente uscente, il cardinale Angelo Bagnasco, il Pontefice ha voluto ringraziare il porporato per i dieci anni trascorsi nella presidenza, e per la pazienza avuta con il Successore di Pietro.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, 75 anni, attualmente arcivescovo di Perugia e già Vicario generale di Firenze, e vescovo di Massa Marittima e poi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, è stato il primo ad essere eletto dai vescovi italiani nella terna da presentare al Papa per la scelta del nuovo presidente della Cei. Dopo di lui sono stati votati mons. Franco Giulio Branbilla e il cardinale Francesco Montenegro.

Nel discorso scritto, consegnato ai vescovi italiani, dopo l'incontro a loro riservato a porte chiuse, Papa Francesco ha aperto la 70ªAssemblea della Cei - in cui i vescovi eleggeranno la terna da sottoporgli per la scelta del nuovo presidente - chiedendo «respiro sinodale» e «differenza cristiana». Il grazie al cardinale Bagnasco per i dieci anni della sua presidenza

«A nome di tutti i vescovi delle Chiese che sono in Italia, le esprimo la più viva e affettuosa riconoscenza per la sua presenza tra noi, segno della premura pastorale con cui ci segue, ci accompagna e ci guida». È il saluto del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al Papa, che anche quest’anno interviene alla giornata inaugurale l’Assemblea dei vescovi italiani – la 7oª – nell’Aula del Sinodo in Vaticano.

Un tasso di disoccupazione ancora eccessivamente elevato, 8 milioni di persone a rischio di esclusione sociale e 4 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta: sono questi i dati che la Conferenza episcopale italiana, nel recente messaggio per la festività del primo maggio, è tornata con forza a denunciare. «Nonostante la lieve inversione di tendenza registrata negli ultimi anni – scrivono i vescovi – il lavoro rimane un’emergenza nazionale».