Concilio Vaticano II

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«La riforma liturgica è irreversibile», ma la sua «applicazione pratica, guidata dalle Conferenze episcopali per i rispettivi Paesi, è ancora in atto, poiché non basta riformare i libri liturgici per rinnovare la mentalità». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nell’Aula Paolo VI, i membri del Cal in occasione dei 70 anni dalla nascita del Centro di azione liturgica.

«Non c’è dubbio che il Vaticano II ha cambiato, in questi 50 anni, il nostro modo di fare teologia. Ora, specialmente grazie a Papa Francesco, si è passati a una recezione del Concilio da parte dell’istituzione-Chiesa, a partire dal papato stesso». Lo storico Massimo Faggioli offre una lettura di questo mezzo secolo dalla chiusura del Vaticano II. Senza tralasciare le prospettive aperte dal pontificato di Francesco: «Bergoglio è sicuramente più conciliare della maggior parte dei suoi confratelli vescovi»

Pace tra i cristiani, cura e salute per la “casa comune” della terra. Due pensieri hanno reso intenso il post-Angelus di Papa Francesco, che riferendosi anzitutto alla Conferenza sul clima in corso a Parigi ha lanciato un nuovo appello-augurio. “Ogni sforzo” dei partecipanti al vertice, ha detto, “dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana”. Chi prenderà delle decisioni, ha soggiunto, abbia il “coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana”. Il secondo pensiero è stato per l’evento che esattamente 50 anni fa, il 7 dicembre 1965, vide la Chiesa di Roma e di Costantinopoli cancellare le reciproche scomuniche.

Gli eventi drammatici di Parigi, lo scorso 13 novembre, ci hanno reso consapevoli del peso e delle conseguenze di questa «guerra mondiale a pezzi» che da due decenni sta incidendo profondamente e drammaticamente nella storia del mondo e nella vita quotidiana di un numero crescente di persone. Una scuola di odio che accresce la sua incisività via via che ci si addentra – nella mancanza di prospettive sul piano internazionale – nella spirale della violenza e delle rappresaglie. Una scuola purtroppo estremamente persuasiva.

Il cardinale creato da Papa Francesco e che fu segretario particolare di Giovanni XXIII rilegge la storia della Chiesa e vi scorge, anche nel suo rapporto con il mondo, grandi segnali di speranza: «Non siamo allo sbando ma, come ha detto Papa Giovanni XXIII in apertura del Concilio Vaticano II, quella che stiamo vivendo è l’aurora della Chiesa. Il giorno verrà, piano piano…»

Papa Francesco ha annunciato oggi, nella basilica di San Pietro, nel secondo anniversario della sua elezione, la celebrazione di un Anno Santo straordinario della Misericordia. Come si legge in una nota della Sala stampa della Santa Sede, «l'apertura del prossimo Giubileo avverrà nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel 1965, e acquista per questo un significato particolare spingendo la Chiesa a continuare l'opera iniziata con il Vaticano II».

Il gesto di Gesù che caccia i mercanti dal tempio è «un gesto di ‘pulizia', di purificazione», è «il richiamo al culto autentico, alla corrispondenza tra liturgia e vita; un richiamo che vale per ogni epoca e anche oggi per noi. Quella corrispondenza tra liturgia e vita». Lo ha detto, sabato 7 marzo, Papa Francesco nella Messa nella parrocchia di Ognissanti, dove il 7 marzo 1965 Paolo VI celebrò per la prima volta la Messa in italiano.

Davanti a circa 800 mila persone, giunte da tutto il mondo e a 35 delegazioni governative ai massimi livelli (122 quelle ufficiali), Papa Francesco ha proclamato santi due suoi predecessori. Assieme a lui ha concelebrato il papa emerito Benedetto XVI. Nell'omelia Francesco ha ricordato come Roncalli e Wojtyla siano stati uomini coraggiosi che non si sono piegati alle tragedie del XX secolo e che hanno aggiornato la Chiesa.