Cristiani perseguitati

Ultimi contenuti per il percorso 'Cristiani perseguitati'

«Un messaggio di speranza e di vittoria. Isis voleva cancellare la presenza cristiana e invece i jihadisti se sono andati, mentre noi siamo tornati». Con queste parole mons. Bashar Matti Warda, arcivescovo di Erbil, ha festeggiato la riconsacrazione della chiesa di San Giorgio a Tellskuf, gravemente danneggiata e profanata dall’Isis e ricostruita grazie ad un contributo di 100mila euro da parte di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

Il 33 per cento delle famiglie cristiane è già rientrato a Ninive. Si tratta di 6330 famiglie cristiane delle circa 19.452 costrette a fuggire nel 2014 a seguito dell’occupazione dei loro villaggi da parte dell’Isis. In vista del prossimo Natale Acs, già impegnata nella ricostruzione delle case distrutte, ha voluto pensare espressamente ai bambini, donando loro 15mila pacchetti regalo.

In Kenya, dove è altissima la tensione in vista delle elezioni presidenziali del 26 ottobre, è stato ucciso domenica scorsa un sacerdote keniano. Si tratta di p. Evans Juma Oduor, ed è stato trovato incosciente la sera del 22 ottobre vicino ad una piantagione di canna da zucchero nei pressi del Chiga Market Centre a Muhoroni, a 30 km dal convento di Nyabondo.

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana «Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017», presentato oggi a Milano.

Davanti ai mille “perché?” della nostra vita, impariamo a bussare con coraggio al cuore di Dio nella preghiera, e il Padre ci darà il dono dello Spirito Santo, che è il “di più” per noi suoi figli. Papa Francesco lo ha sottolineato nell’omelia della messa celebrata nella basilica di Santa Maria Maggiore, in occasione del centenario della fondazione della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Istituto Orientale.

Cento anni fa, infuriava la prima guerra mondiale: oggi, nella terza guerra mondiale «a pezzi», i cristiani delle Chiese orientali sperimentano ancora «persecuzioni drammatiche e una diaspora sempre più inquietante». Con questo parallelo il Papa ha cominciato l’omelia nella basilica di Santa Maria Maggiore, presieduta oggi in occasione del centenario della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Istituto Orientale.