Cristiani perseguitati

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“Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage”. Nel giorno in cui la Chiesa ricorda il protomartire Stefano, Papa Francesco ha rivolto il proprio pensiero a quanti, ancora oggi, subiscono soprusi e violenze a causa della propria fede, in numero maggiore rispetto ai primi tempi del cristianesimo. Nonostante le difficoltà, ha proseguito il Pontefice, i discepoli dell’Unigenito sono chiamati a “vivere secondo la mentalità evangelica, rifiutando la mentalità dei dominatori di questo mondo”.

«Il martirio cristiano continua ad essere presente nella storia della Chiesa», cosi il Papa all’Angelus, nella solennità di Santo Stefano, protomartire, vittima dell’odio verso Gesù. Francesco ha poi espresso il suo cordoglio per le vittime dell’incidente aereo in Russia e ringraziato per i tanti messaggi di auguri.

«La situazione dei cristiani in Siria, Iraq ed Egitto è una tragedia completa. In questi Paesi, culla della nostra civiltà, il circolo vizioso della violenza sembra senza speranza e senza fine». Lo ha detto, nella sua prima conferenza stampa, in occasione del Natale, l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa.

Lo scenario di guerra che interessa il Medio Oriente da più di dieci anni e in particolare l’impatto sulle popolazioni cristiane sarà al centro dell’interessante incontro intitolato «Quale futuro per i Cristiani in Iraq», in agenda per giovedì 15 dicembre, a partire dalle 21,30 presso l’auditorium del Seminario Vescovile di San Miniato.

Un accorato appello a porre fine ad ogni violenza e a costruire un mondo di giustizia e pace è stato lanciato dal segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese Rev. Olav Fykse Tveit. Cordoglio e piena solidarietà ai cristiani del Cairo sono stati espressi anche da Ronald S. Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale (Wjc).

Almeno 25 morti, tra cui sei bambini, e 35 feriti: è questo il bilancio dell'esplosione avvenuta ieri, 11 dicembre, al Cairo, nella cattedrale copta ortodossa di San Marco, nel quartiere Al Abasiya, sede del capo spirituale, papa Tawadros II, 118° patriarca di Alessandria. L’attentato appare ancor più significativo alla luce del fatto che il luogo di culto colpito è la più antica chiesa d’Africa e che i copti sono circa il 10% della popolazione egiziana, quasi dieci milioni, la più importante comunità cristiana in Medio Oriente. La solidarietà del Papa e di Ahmed al-Tayeb, imam dell'università di al-Azhar.

Al termine dell'Angelus di domenica 11 dicembre Papa Francesco ha pregato per le vittime delle guerre e dei recenti attentati terroristici: “Cari fratelli e sorelle, ogni giorno sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità. Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria...."