Cristiani perseguitati

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I cristiani sono chiamati «ad alleviare insieme le miserie dei bisognosi e dei perseguitati. Le sofferenze di tanti fratelli oppressi a causa della fede in Gesù sono anche un invito pressante a raggiungere una sempre più concreta e visibile unità tra di noi. L'ecumenismo del sangue». Lo ha detto Papa Francesco ricevendo questa mattina una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca.

Oggi assistiamo ad una «grande persecuzione» non solo nei confronti dei cristiani ma anche contro ogni uomo e donna, «tramite le colonizzazioni culturali, tramite la guerra, tramite la fame, tramite la schiavitù», perché in fondo quello contemporaneo è «un mondo di schiavi»: il Signore ci dia la «grazia» di lottare e ripristinare «con la forza di Gesù Cristo» l'immagine di Dio «che è in tutti noi». Questa la riflessione del Papa nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta.

Un grande ponte con una Croce sopra che attraversa il Mare. È questo il logo scelto quest’anno dalla XV Assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek). Si è aperta questo pomeriggio a Novi Sad, in Serbia, ospite del Patriarca serbo Irinej ed ha per tema conduttore le parole di Gesù «Voi sarete miei testimoni». 

Una campagna di solidarietà per i cristiani indiani. A lanciarla è la Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che per bocca del suo direttore Alessandro Monteduro, spiega così il motivo: «Poveri, reietti, emarginati. Non è semplice la vita per la maggior parte dei cristiani indiani. Il 60% di questi è costituito infatti da ‘dalit', i senza casta intoccabili, chiamati spregiativamente anche mangiatori di ratti». 

Appelli alla calma e all'unità del Paese si stanno succedendo in queste ore da parte dei vescovi indonesiani, dopo gli attentati terroristici compiuti tra ieri e oggi da una famiglia kamikaze (padre, madre e quattro figli minorenni, di cui la più piccola di 8 anni è sopravvissuta e ricoverata in ospedale) a tre chiese, un appartamento e alla sede della polizia nella città di Surabaya, la seconda città più grande dell'Indonesia, nell'isola di Giava.

Appello del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) a Joko Widodo, presidente dell'Indonesia, ai leader religiosi e ai governi di tutta la regione affinché «agiscano in modo rapido e coraggioso per garantire i diritti religiosi fondamentali dei fedeli di tutte le fedi e garantisano la sicurezza di fronte alla violenza e la giustizia per tutte le persone». 

«L'Ascensione - ha detto il Papa ieri al Regina coeli - ci esorta ad alzare lo sguardo al cielo, per poi rivolgerlo subito alla terra, attuando i compiti che il Signore risorto ci affida». Al termine ha espresso la sua vicinanza alle comunità cristiane della città di Surabaya, in Indonesia, colpite da una serie di attacchi terroristici con una decina di vittime.

«Benediciamo Dio per i legami spirituali che ci accomunano e che ci incoraggiano a proseguire nell'edificazione vicendevole e nella ricerca comune della pace, dono del Risorto». Così ha esordito, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza sua beatitudine Rastislav, metropolita delle Terre Ceche e della Slovacchia, arcivescovo di Prešov, con il suo seguito».