Curia romana

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«Praedicate Evangelium». È il titolo provvisorio della bozza del documento di riforma della Curia Romana, al centro della 25ª riunione del C9, che si conclude oggi. A rivelarlo ai giornalisti, durante il briefing odierno in sala stampa vaticana, è stato Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, precisando che alla «tre giorni» è stato presente il Papa, fatta eccezione per la mattinata di oggi, a causa dell'udienza generale.

«Gran parte dei lavori» del C9 è stata dedicata alla rilettura della bozza della nuova Costituzione Apostolica della Curia romana. Lo ha riferito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, durante il briefing in sala stampa vaticana sulla «tre giorni» che si conclude stasera alle 18, e alla quale ha partecipato interamente il Papa, fatta eccezione per l’udienza generale di oggi.

Il nuovo documento sulla Curia Romana «è a buon punto, anche se questo percorso è come una maratona». La riforma voluta da Papa Francesco, però, «non deve aspettare il documento» per andare avanti. Lo ha detto Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso del briefing odierno sull’ultima riunione del C9, che si è conclusa oggi.

«Padre, vorrei ringraziare, a nome di tutti, per questo accompagnamento in questi giorni, che oggi si prolungheranno con la giornata di digiuno e preghiera per il Sud Sudan, il Congo e anche la Siria». Sono le parole di ringraziamento che Papa Francesco ha rivolto questa mattina al predicatore degli Esercizi spirituali, don José Tolentino de Mendonça, vice rettore dell’Università Cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura, a conclusione degli Esercizi spirituali ad Ariccia.

Papa Francesco esorta la Curia a vivere “la comunione e il servizio in filiale obbedienza e a superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che per la loro autoreferenzialità rappresentano un cancro per la Chiesa. A questo – spiega il Papa – si aggiunge un altro pericolo: “Ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del “Papa non informato”, della “vecchia guardia”…, invece di recitare il “mea culpa”.

«Che questo Natale ci apra gli occhi per abbandonare il superfluo, il falso, il malizioso e il finto, e per vedere l’essenziale, il vero, il buono e l’autentico. Tanti auguri davvero!». Sono gli auguri formulati dal Papa, nel quinto discorso rivolto alla Curia Romana per le festività natalizie. Il tema, ha spiegato Francesco, è la Curia «ad extra»: «Il rapporto della Curia con le nazioni, con le Chiese particolari, con le Chiese orientali, con il dialogo ecumenico, con l’ebraismo, con l’Islam e le altre religioni, cioè con il mondo esterno».

Com’è «possibile che noi cristiani, che dovremmo trovare l’unità proprio attorno alla Cena, riproduciamo allo stesso modo, con le nostre divisioni, le stesse dinamiche divisorie della comunità di Corinto»? È una delle domande poste dal francescano Giulio Michelini durante la sua terza meditazione agli Esercizi spirituali per il Papa e la Curia Romana in svolgimento ad Ariccia.