Liturgia

Ultimi contenuti per il percorso 'Liturgia'

Oltre a confessare i fedeli, d’ora in poi i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X potranno anche celebrare i matrimoni dei loro seguaci. È la novità della lettera inviata dalla Commissione Ecclesia Dei ai vescovi, in modo da «rimuovere disagi di coscienza» in tali fedeli e «incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio», e con l’auspicio che «si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale».

La proposta delle 24 ore (in programma tra il 24 e 25 marzo) dovrebbe penetrare in tutti i nostri ambienti e rivelarsi un torrente impetuoso che, scorrendo, canta e invita ad essere ascoltato. Un momento in cui il dono si fa toccare con mano e imprime alla realtà il sigillo dell’amore e non quello dell’accusa. Un sacramento che attende di essere accolto e di poter plasmare e fare di noi tutti solo degli strumenti e degli annunciatori di misericordia perché portiamo in noi stessi quella Luce che contagia.

Sono state due le vie che il Papa ha indicato ai partecipanti al Convegno internazionale sulla musica sacra, organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura su “Musica e Chiesa: culto e cultura a 50 anni dalla Musicam sacram”, ricevuti in Vaticano. Due strade per esprimere al meglio la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, per entrare nel mistero, percepirne il senso, “grazie al religioso silenzio e alla musicalità del linguaggio con cui il Signore ci parla”. Da un lato il Papa ha suggerito di salvaguardare il patrimonio del passato, “utilizzandolo con equilibrio nel presente ed evitando il rischio di una visione nostalgica o archeologica”.

La musica sacra e il canto liturgico «siano pienamente ‘inculturati’ nei linguaggi artistici e musicali dell’attualità»: lo chiede Papa Francesco, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al convegno su «Musica e Chiesa: culto e cultura a 50 anni dalla Musicam sacram», organizzato dal Pontificio Consiglio della cultura e dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, in collaborazione con il Pontificio Istituto di musica sacra e il Pontificio Istituto liturgico dell’Ateneo Sant’Anselmo.

Al Museo Marino Marini di Firenze la cappella Rucellai riapre per sette sabati al rito liturgico della Messa. Trasformato nel corso dei secoli, da Chiesa di San Pancrazio a edificio dedicato all’arte del Novecento con la collezione delle opere di Marino Marini, il Museo, forse un unicum in Italia, include al suo interno un luogo sacro che rinnova oggi la sua destinazione al culto.

«Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera. (…) Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore». È il nucleo centrale delle parole di papa Francesco che Elia Carrai, Marco Galati, Vishal Machunkal e Pierre-Emmanuel Sékulic hanno scelto per il «santino» a ricordo della loro ordinazione diaconale, che come immagine riporta la vetrata del Padre misericordioso nella cattedrale statunitense di Charleston. Parole adeguate per una celebrazione avvenuta nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia, ma che al tempo stesso sono tra le più significative di questo pontificato, con quel riferimento a Gesù che «ci primerea» rimasto nella memoria di tutti e che per i quattro giovani all’ultima tappa del cammino verso il sacerdozio è certezza di vita.