Liturgia

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«Al vescovo, primo dispensatore dei misteri di Dio, moderatore, promotore e custode della vita liturgica nella Chiesa a lui affidata, compete di vigilare sulla qualità del pane e del vino destinati all’Eucaristia e, quindi, su coloro che li preparano». È un passaggio della lettera, diffusa oggi, che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha inviato ai vescovi «sul pane e il vino per l’Eucaristia». 

Oggi, 15 giugno 2017, è la Solennità del Corpus Domini, anche se in molte località italiane - e quest'anno per la prima volta anche a Roma - verrà celebrata domenica prossima. Una riflessione sul significato per il cristiano di questa festa e della tradizione liturgica di «portare» l'Eucarestia nelle nostre strade.

Oltre a confessare i fedeli, d’ora in poi i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X potranno anche celebrare i matrimoni dei loro seguaci. È la novità della lettera inviata dalla Commissione Ecclesia Dei ai vescovi, in modo da «rimuovere disagi di coscienza» in tali fedeli e «incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio», e con l’auspicio che «si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale».

La proposta delle 24 ore (in programma tra il 24 e 25 marzo) dovrebbe penetrare in tutti i nostri ambienti e rivelarsi un torrente impetuoso che, scorrendo, canta e invita ad essere ascoltato. Un momento in cui il dono si fa toccare con mano e imprime alla realtà il sigillo dell’amore e non quello dell’accusa. Un sacramento che attende di essere accolto e di poter plasmare e fare di noi tutti solo degli strumenti e degli annunciatori di misericordia perché portiamo in noi stessi quella Luce che contagia.

Sono state due le vie che il Papa ha indicato ai partecipanti al Convegno internazionale sulla musica sacra, organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura su “Musica e Chiesa: culto e cultura a 50 anni dalla Musicam sacram”, ricevuti in Vaticano. Due strade per esprimere al meglio la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, per entrare nel mistero, percepirne il senso, “grazie al religioso silenzio e alla musicalità del linguaggio con cui il Signore ci parla”. Da un lato il Papa ha suggerito di salvaguardare il patrimonio del passato, “utilizzandolo con equilibrio nel presente ed evitando il rischio di una visione nostalgica o archeologica”.