Liturgia

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«Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera. (…) Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore». È il nucleo centrale delle parole di papa Francesco che Elia Carrai, Marco Galati, Vishal Machunkal e Pierre-Emmanuel Sékulic hanno scelto per il «santino» a ricordo della loro ordinazione diaconale, che come immagine riporta la vetrata del Padre misericordioso nella cattedrale statunitense di Charleston. Parole adeguate per una celebrazione avvenuta nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia, ma che al tempo stesso sono tra le più significative di questo pontificato, con quel riferimento a Gesù che «ci primerea» rimasto nella memoria di tutti e che per i quattro giovani all’ultima tappa del cammino verso il sacerdozio è certezza di vita.

La mancanza di sacerdoti ha portato ad una diminuzione del numero delle Messe festive. Ma c'è un orientamento per ridurle ad una sola per ogni parrocchia? Risponde mons. Gilberto Aranci, Vicepreside della Facoltà teologica dell’Italia centrale.

La domanda di questa settimana è più che altro una curiosità, ma ci permette di far chiarezza su aspetti poco conosciuti delle norme della Chiesa in campo liturgico. Risponde don Roberto Gulino, docente di Liturgia alla Facoltà teologica dell'Italia Centrale.