Fatima

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«Anche oggi c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, per implorare la fine di tante guerre che sono dappertutto nel mondo e che si allargano sempre di più, come pure la fine degli assurdi conflitti grandi e piccoli, che sfigurano il volto dell’umanità». Con queste parole, durante il Regina Caeli di ieri, il Papa ha attualizzato il viaggio a Fatima, di cui – davanti a 25mila fedeli – ha ripercorso le tappe.

«Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica. E anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini». 
Così Papa Francesco prima della preghiera del Regina Caeli, il giorno dopo aver proclamato santi, a Fatima, i pastorelli che, con la cugina Lucia, cento anni fa ricevettero “il privilegio di poter vedere la Vergine Maria”.
La santità dei due bambini, scomparsi in tenera età, ha spiegato il Pontefice, non è conseguenza delle apparizioni, ma “della fedeltà e dell’ardore con cui hanno corrisposto al privilegio ricevuto”.

Affido a Maria, Regina della pace, la sorte delle popolazioni afflitte da guerre e conflitti, in particolare in Medio Oriente. Tante persone innocenti sono duramente provate, sia cristiane, sia musulmane, sia appartenenti a minoranze come gli yazidi, i quali subiscono tragiche violenze e discriminazioni. Alla mia solidarietà si accompagna il ricordo nella preghiera, mentre ringrazio quanti si impegnano a sovvenire ai bisogni umanitari. Incoraggio le diverse comunità a percorrere la strada del dialogo e della amicizia sociale per costruire un futuro di rispetto, di sicurezza e di pace, lontano da ogni sorta di guerra.

Le presunte apparizioni mariane a Medjugorie, la questione degli abusi sui minori e le recenti dimissioni dalla relativa commissione vaticana di Mary Collins, la Fraternità San Pio X e i momenti più significativi del suo 19.esimo viaggio apostolico, nel Santuario di Nostra Signora di Fatima, in occasione del centenario delle Apparizioni della Beata Vergine alla Cova da Iria. Sono questi alcuni dei temi trattati da Papa Francesco durante la consueta conferenza stampa sul volo di rientro con i giornalisti al seguito. In oltre trenta minuti, il Pontefice ha ribadito che Fatima porta con sé un messaggio di pace rivolto all’umanità e che la canonizzazione di Giacinta e Francesco è stata una grande felicità...

Sul volo di ritorno dal Portogallo consueta conferenza stampa del Papa con i giornalisti al seguito. Tra i temi toccati, oltre al recente pellegrinaggio, la prossima visita di Trump, le polemiche sulle ong, i Lefevriani, Medjugorje e le dimissioni di Marie Collins dalla commissione antiabusi (testo integrale).

Un corale e lunghissimo applauso ha salutato la canonizzazione dei veggenti di Fatima, Giacinta e Francesco Marto. A loro, e alla cugina Lucia, la Vergine apparve proprio il 13 maggio di cento anni fa, ricordando la luce di Dio che dimora in noi e mettendo in guardia "sul rischio dell'inferno a cui conduce una vita - spesso proposta e imposta - senza Dio". La messa di canonizzazione, celebrata da Papa Francesco sul sagrato del Santuario, in latino e portoghese, è stata una vera festa della fede, soprattutto per le migliaia di persone che hanno tinto con i colori del mondo il vasto piazzale. 

L'ampio piazzale del Santuario di Nostra Signora di Fatima si è vestito di luce, la luce della fede e della speranza che guidano i passi del popolo di Dio. In questi luoghi, testimoni delle apparizioni della Vergine, seguite nei cento anni successivi da una preghiera pressoché incessante, Papa Francesco ha benedetto le candele, per poi introdurre la recita del santo rosario. I grani della corona, scivolando tra le dita delle donne e degli uomini che invocano la misericordia di Dio, consentono al Vangelo di riprendere "la sua strada nella vita di ognuno, delle famiglie, dei popoli e del mondo", e leniscono le ferite dei "diseredati e infelici ai quali è stato rubato il presente", "degli esclusi e abbandonati...".