Papa Francesco

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Rispondendo a una domanda nella parrocchia anglicana «All Saints» di Roma, papa Francesco ha annunciato che si sta studiando una visita di un giorno in Sud Sudan insieme all'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. Dopo la storica visita nell’isola greca di Lesbo con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo per incontrare i «profughi del mare», l’ecumenismo della carità avrà presto una nuova tappa.

«Sono trascorsi più di duecento anni da quando si tenne a Roma il primo servizio liturgico pubblico anglicano per un gruppo di residenti inglesi che vivevano in questa parte della città. Molto, a Roma e nel mondo, è cambiato da allora». Sono le parole con cui il Papa ha iniziato l’omelia pronunciata nel corso dei Vespri recitati ieri con la comunità della Chiesa «All Saints», prima chiesa anglicana di cui ha varcato la soglia.

“Il diritto all'acqua è determinante per la sopravvivenza delle persone e decide il futuro dell’umanità”, che rischia di andare incontro a un nuovo conflitto. E’ uno dei passaggi chiave dell’intervento pronunciato da Papa Francesco al seminario “Il diritto umano all’acqua”, promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Partecipando ai lavori della due giorni, il Pontefice ha chiarito che il diritto all’acqua, sicura e di qualità, “è anche un dovere con l’acqua”. Ogni Stato, infatti, dovrebbe garantire la ricerca di “soluzioni effettive, davvero capaci di superare gli egoismi che impediscono l’attuazione di questo diritto vitale per tutti gli esseri umani”. 

Fate sentire agli “sconfitti della vita” la tenerezza di Dio, e continuate ad aiutare “quanti si trovano nella prova a non sentirsi esclusi o emarginati, ma, al contrario, a camminare in prima linea, portando la testimonianza dell’esperienza personale”. In aula Paolo VI, Papa Francesco ha ricevuto l’abbraccio della Comunità di Capodarco, da 50 anni al servizio di quanti sono segnati da impedimenti mentali o fisici, o da ferite dell’anima. Il Pontefice, in particolare, ha espresso gratitudine per l’approccio dell’associazione, che “supera l’atteggiamento pietistico e assistenzialistico, per favorire il protagonismo della persona con difficoltà in un contesto comunitario non chiuso in sé stesso...".

Siate “ministri di pace e consolazione” in mezzo al popolo di Dio. E’ la raccomandazione che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti al corso di formazione per i parroci, promosso dalla Rota Romana. A tutti il Pontefice ha ricordato che il “matrimonio è icona di Dio” e che rappresenta il “bene primordiale della famiglia”. I parroci, quindi, devono essere misericordiosi compagni di viaggio per i giovani “che desiderano formare una nuova famiglia e sposarsi nel Sacramento del matrimonio”, per quanti “si trovano in crisi”, per coloro che “chiedono indicazioni per iniziare un processo di nullità”. 

“Non abbiate paura di percorrere le strade della fraternità e di costruire ponti tra le persone e tra i popoli, in un mondo in cui si alzano ancora tanti muri per paura degli altri. Mediante le vostre iniziative, i vostri progetti e le vostre azioni voi rendete visibile una Chiesa povera con e per i poveri, una Chiesa in uscita che si fa prossima delle persone in stato di sofferenza, di precarietà, di emarginazione, di esclusione”.

Sono parole di riconoscenza e incoraggiamento quelle che Papa Francesco ha rivolto ai membri della Délégation Catholique pour la Coopération, incontrati nella Sala dei Papi.