Papa Francesco

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Mercoledì 19 aprile papa Francesco, all’udienza generale, ha voluto parlare di Cristo Risorto, nostra speranza, così come lo presenta San Paolo nella Prima Lettera ai Corinti (cap.15). La Risurrezione è l’ultimo argomento affrontato nella Lettera, ma probabilmente, in ordine di importanza, è il primo: tutto infatti poggia su questo presupposto.

Il nostro Dio «non è un Dio isolato, è un Dio con noi. Gesù camminerà con noi fino alla fine del mondo». Lo ha esclamato, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata di fronte a 18mila fedeli e condita da molte espressioni fuori testo.

Il Vangelo va annunciato in uscita, in cammino, ma in umiltà, vincendo la tentazione della superbia e con fiducia nell’aiuto del Signore. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, nella festa di San Marco evangelista, alla quale hanno preso parte anche i cardinali consiglieri del C9.
Commentando il Vangelo di Marco, che narra della missione dell’annuncio che Gesù dà ai discepoli, il Papa ha evidenziato che un predicatore deve sempre essere in cammino e non cercare “un’assicurazione sulla vita”, rimanendo fermo e al sicuro.

“Al Salamò Alaikum! La pace sia con voi!”. Così Papa Francesco saluta il “caro popolo d’Egitto” in un videomessaggio trasmesso questa mattina in occasione dell’imminente viaggio apostolico (28-29 aprile 2017). “Con cuore gioioso e grato – afferma Francesco – verrò tra pochi giorni a visitare la vostra cara Patria: culla di civiltà, dono del Nilo, terra del sole e dell’ospitalità, ove vissero Patriarchi e Profeti e ove Dio, Clemente e Misericordioso, l’Onnipotente e Unico, ha fatto sentire la Sua voce. Sono davvero felice di venire come amico, come messaggero di pace e come pellegrino nel Paese che diede, più di duemila anni fa, rifugio e ospitalità alla Sacra Famiglia fuggita dalle minacce del re Erode (cfr Mt 2,1-16). Sono onorato di visitare la terra visitata dalla Sacra Famiglia!”.
Il Papa saluta “cordialmente” e ringrazia per l’invito a “visitare l’Egitto, che voi chiamate ‘Umm il Dugna’! / Madre dell’universo!”. La gratitudine di Francesco va al presidente della Repubblica, a Sua Santità il Patriarca Tawadros II, al Grande Imam di Al-Azhar e al Patriarca copto-cattolico che “mi hanno invitato”: “Ringrazio ciascuno di voi, che mi fate spazio nei vostri cuori. Grazie anche a tutte le persone che hanno lavorato, e stanno lavorando, per rendere possibile questo viaggio”.

Il desiderio del Papa è che “questa visita sia un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente; un messaggio di amicizia e di stima a tutti gli abitanti dell’Egitto e della Regione; un messaggio di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo, particolarmente al mondo islamico, in cui l’Egitto occupa un posto di primo piano. Auspico che sia anche un valido contributo al dialogo interreligioso con il mondo islamico e al dialogo ecumenico con la venerata e amata Chiesa copto ortodossa. Il nostro mondo, dilaniato dalla violenza cieca – che ha colpito anche il cuore della vostra cara terra – ha bisogno di pace, di amore e di misericordia; ha bisogno di operatori di pace e di persone libere e liberatrici, di persone coraggiose che sanno imparare dal passato per costruire il futuro senza chiudersi nei pregiudizi; ha bisogno di costruttori di ponti di pace, di dialogo, di fratellanza, di giustizia e di umanità”.
“Cari fratelli egiziani, giovani e anziani, donne e uomini, musulmani e cristiani, ricchi e poveri – conclude Francesco – vi abbraccio cordialmente e chiedo a Dio Onnipotente di benedirvi e di proteggere il vostro Paese da ogni male. Per favore pregate per me! ‘Shukran wa Tahiaì Misr!’ / Grazie e viva l’Egitto!”.

«Siamo grati di poter ospitare e accompagnare il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico mondiale. Dal resto del mondo sono già 15mila le persone che si sono iscritte». Lo ha affermato questa mattina Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), nel corso della conferenza stampa in cui a Rimini è stato presentato, nell’ambito della 40ª Convocazione nazionale, il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico mondiale che si terrà a Roma dal 31 maggio al 4 giugno.

Pastorale, ecumenico ed interreligioso: sono i tre motivi alla base del viaggio di Papa Francesco in Egitto, il 28 e 29 aprile, nel corso del quale sono in programma incontri con la comunità cattolica locale, con quella copto-ortodossa e con il mondo islamico rappresentato dal grande Imam di Al Azhar, al Tayyeb. Così il direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke, ha illustrato oggi alla stampa il 18° viaggio apostolico internazionale del Pontefice, il secondo di un Papa in Egitto, dopo quello di san Giovanni Paolo II nel 2000.

«Papa Francesco ha una grande considerazione per la memoria di don Lorenzo Milani, per la sua figura, per quello che egli ha rappresentato e che ancora può rappresentare per la Chiesa di oggi». Lo afferma il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in un’intervista realizzata da Radio Toscana e rilanciata dal Sir, in seguito all’annuncio della visita di Papa Francesco il prossimo 20 giugno a Barbiana.

Il Signore ci conceda “di andare sulle strade dello Spirito senza compromessi, senza rigidità, con la libertà di annunciare Gesù Cristo come Lui è venuto: in carne”. E’ uno dei passaggi chiave dell’omelia pronunciata da Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta. Partendo dall’incontro di Nicodemo con Gesù e dalla testimonianza di Pietro e Giovanni dopo la guarigione dello storpio, il Pontefice ha rimarcato la concretezza della nostra fede e che assecondare lo Spirito Santo vuol dire seguirne la voce, pur senza sapere dove ci condurrà.