Papa Francesco

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arzo è stata diffusa la lettera che Papa Francesco ha inviato ai membri dell’Association International des Charités,  nel quarto centenario della fondazione delle Confraternite della Carità per iniziativa di San Vincenzo de’ Paoli (1581-1660).

Cari giovani,
con il ricordo pieno di vita del nostro incontro alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2016 a Cracovia, ci siamo messi in cammino verso la prossima meta che, se Dio vorrà, sarà Panama nel 2019. Per me sono molto importanti questi momenti di incontro e dialogo con voi, e ho voluto che questo itinerario si facesse in sintonia con la preparazione del prossimo Sinodo dei Vescovi, che è dedicato a voi giovani.
In questo cammino ci accompagna nostra Madre, la Vergine Maria, e ci anima con la sua fede, la stessa fede che lei esprime nel suo canto di lode. Maria dice: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (Lc 1,49). Lei sa rendere grazie a Dio, che ha guardato la sua piccolezza, e riconosce le grandi cose che Egli realizza nella sua vita; e si mette in viaggio per incontrare sua cugina Elisabetta, anziana e bisognosa della sua vicinanza. Non resta chiusa a casa, perché non è una giovane-divano che cerca di starsene comoda e al sicuro senza che nessuno le dia fastidio. È mossa dalla fede, perché la fede è il cuore di tutta la storia di nostra Madre.
Cari giovani, anche Dio vi guarda e vi chiama, e quando lo fa vede tutto l’amore che siete capaci di offrire. Come la giovane di Nazareth, potete migliorare il mondo, per lasciare un’impronta che segni la storia, quella vostra e di molti altri. La Chiesa e la società hanno bisogno di voi. Con il vostro approccio, con il coraggio che avete, con i vostri sogni e ideali, cadono i muri dell’immobilismo e si aprono strade che ci portano a un mondo migliore, più giusto, meno crudele e più umano.
Durante questo cammino, vi incoraggio a coltivare una relazione di familiarità e amicizia con la Vergine santa. È nostra Madre. Parlatele come a una Madre. Con lei, rendete grazie per il dono prezioso della fede che avete ricevuto dai vostri antenati, e affidate a lei tutta la vostra vita. Come una buona Madre vi ascolta, vi abbraccia, vi vuole bene, cammina con voi. Vi assicuro che se lo farete non ve ne pentirete.
Buon pellegrinaggio verso la Giornata Mondiale della Gioventù del 2019.
Che Dio vi benedica.

Per entrare nel mistero del perdono dobbiamo chiedere la grazia di vergognarci dei nostri peccati, per ricevere un perdono vero e poi la grazia della generosità di darlo agli altri, perché il Signore ci ha perdonato tanto. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, nella quale ha commentato la parabola dei due servi, inserita nel Vangelo di Matteo. Il servo al quale viene perdonato un grande debito dal padrone ma poi non perdona il piccolo debito all’altro servo, per il Papa “non ha capito il mistero del perdono “.

Papa Francesco ha ricevuto oggi in Vaticano il Presidente della Repubblica di Ruanda Paul Kagame. Al centro del colloquio, e di quello successivo con il segretario di stato cardinale Parolin, riferisce una nota della sala Stampa Vaticana, la ripresa e la stabilizzazione sociale, politica ed economica del Ruanda dopo le devastazioni della guerra civile e del genocidio dei Tutsi, e i nuovi conflitti e calamità naturali che stanno creando un gran numero di rifugiati e migranti nell’Africa centrale.