Papa Francesco

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Siate cristiani coraggiosi, con una vita di orizzonti e di speranza, capaci di sopportare i momenti bui. E non cristiani pigri, parcheggiati, fermi e quindi egoisti, che guardano solo se stessi. E’ stato questo il forte invito di Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta.
Commentando il brano della Lettera agli Ebrei inserito nella liturgia di oggi, il Papa ha sottolineato che “vita coraggiosa è quella del cristiano”, mentre i cristiani pigri “vivono nel frigo”, e hanno trovato nella Chiesa un bel parcheggio. Laici, preti e vescovi che vanno avanti con tutte le assicurazioni possibili. Sono già in pensione perché non hanno speranza.

«Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi dico che sono tanti! È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione». Lo ha esclamato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui si celebrava la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicata al tema «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce».

Al termine dell'Angelus di ieri, Papa Francesco ha parlato della Giornata mondiale dei migranti: “Cari fratelli e sorelle, oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dedicata al tema ‘Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce’. Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi dico che sono tanti! È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione. Rivolgo un saluto speciale alle rappresentanze di diverse comunità etniche qui convenute. Cari amici, vi auguro di vivere serenamente nelle località che vi accolgono, rispettandone le leggi e le tradizioni e, allo stesso tempo, custodendo i valori delle vostre culture di origine"...

La Chiesa, in ogni tempo, è chiamata a fare quello che fece Giovanni il Battista: indicare Gesù alla gente. Prima della recita dell’Angelus, Papa Francesco si è soffermato sul primo atto pubblico del Figlio di Dio, la prima cosa compiuta una volta lasciata la casa di Nazaret, a trent’anni: andare in Giudea, al Giordano, per farsi battezzare da Giovanni. Egli si manifesta “in un modo impensabile: in mezzo ai peccatori, battezzato come loro, anzi, per loro”; Egli “è il Messia, il Re d’Israele, ma non con la potenza di questo mondo, bensì come Agnello di Dio, che prende su di sé e toglie il peccato del mondo”.