Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

«Il protocollo con cui saremo giudicati è basato sulla fratellanza». Lo afferma Papa Francesco nel Messaggio a Margaret Archer, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione della sessione plenaria dell’organismo che si è aperta oggi in Vaticano (fino al 2 maggio) sul tema «Towards a Participatory Society: New Roads to Social and Cultural Integration».

Un incontro festoso quello tra il Papa e i partecipanti al Congresso del Forum Internazionale dell'Azione Cattolica, nell’aula del Sinodo, e segnato da un momento toccante: la consegna a Francesco del Vangelo lasciato su un barcone da un migrante che ha perso la vita nel viaggio verso Lampedusa. Nel suo discorso in spagnolo, con ampie aggiunte a braccio, il Papa ha chiesto all’Ac di formare, pregare e sacrificarsi per offrirsi agli altri. Ribadendo che il carisma del movimento è di essere in missione ed esortando ad essere sempre inserita nella parrocchia, il Papa ha invitato a ripensare continuamente le forme di apostolato più adatte alla realtà che si vive, senza cadere nella tentazione perfezionista dell'eterna preparazione e dell'eterna analisi...

“Il mondo odierno, spesso segnato dalla violenza, dall’avidità e dall’indifferenza, ha grande bisogno della nostra testimonianza del messaggio di speranza nella forza redentiva e di riconciliazione dell’amore di Dio, che promana dal Vangelo”. Lo ha detto oggi Papa Francesco, ricevendo in udienza i membri della Papal Foundation, organizzazione nata nel 1988 che si fa carico di sostenere vari progetti di carità nel mondo.

«Il mondo odierno, spesso segnato dalla violenza, dall’avidità e dall’indifferenza, ha grande bisogno della nostra testimonianza del messaggio di speranza nella forza redentiva e di riconciliazione dell’amore di Dio, che promana dal Vangelo». Così papa Francesco si è rivolto questa mattina ai membri della Papal Foundation, ricevuti in udienza nel corso della loro visita annuale a Roma.

“La vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro”. Lo dice il Papa, in un contributo video – della durata di 18 minuti – inviato a “Ted 2017”, in corso a Vancouver, in Canada, sul tema: “The future you”. “Incontrando o ascoltando ammalati che soffrono, migranti che affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore, carcerati che portano l’inferno nel proprio cuore, persone, specialmente giovani, che non hanno lavoro, mi accompagna spesso una domanda: ‘Perché loro e non io?'”, esordisce Francesco. “Anch’io sono nato in una famiglia di migranti: mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l’Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla”, ricorda il Papa: “Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’ di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: Perché loro e non io?”.

Nel suo cammino nel mondo, l’uomo non è mai solo, e soprattutto noi cristiani non ci sentiamo mai abbandonati, perché Gesù ci assicura di accompagnarci in ognuno dei nostri giorni. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale tenuta in Piazza San Pietro, sul tema “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, la promessa che dà speranza”. Sono le ultime parole del Vangelo di Matteo, la promessa di Gesù ai discepoli. Passeranno i cieli, verranno cancellate le speranza umane, ma la Parola di Dio non passerà, ha ricordato il Pontefice.