Papa Francesco

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Un racconto ricco di simboli, capace di far riflettere noi tutti sulla nostra fede, sia come singoli, sia come comunità ecclesiale. È questo per Papa Francesco l’episodio evangelico in cui Gesù, dopo aver mandato i discepoli verso l’altra riva del lago di Galilea, va incontro alla loro barca, camminando sulle acque agitate. L’invocazione di Pietro alla vista del Maestro, «Signore, comandami di venire verso di te!» e il suo grido: «Signore, salvami!» assomigliano, ha osservato il Pontefice, al nostro desiderio di sentire la vicinanza di Gesù, ma anche la paura e l’angoscia che accompagnano i momenti più duri della nostra vita. 

«L’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù. Si tratta di disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio». Lo ha detto ieri Papa Francesco, durante l’Angelus in piazza San Pietro, commentando la pagina evangelica che narra la Trasfigurazione del Signore.

«La visita di Papa Francesco, il 1° ottobre prossimo, è un momento privilegiato e una grazia che conferma il cammino della nostra Chiesa e ci indica le tappe future. Il successore dell’apostolo Pietro, che presiede nella carità, ci aiuterà a rispondere con nuovo entusiasmo alla nostra vocazione personale, comunitaria, di popolo». È quanto scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nella pubblicazione in cui viene presentato il calendario delle celebrazioni conclusive del X Congresso eucaristico diocesano

Il cristiano è “orientato” alla luce fin dal Battesimo, e la vita della Chiesa è contaminazione di luce, la luce della speranza di un Dio che è Padre, un Figlio che è sceso in mezzo a noi e uno Spirito Santo che opera per il bene dell’umanità. Contaminazione per propagazione, come la fiamma del cero pasquale che la notte di Pasqua tutti i fedeli trasmettono ai vicini con le candele. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale tenuta in un Aula Paolo VI piena di fedeli, la prima dopo la pausa di luglio, e dedicata ancora alla speranza cristiana. 

Si sente il caldo?”: con queste parole Papa Francesco si è rivolto questa mattina ai fedeli riuniti per l’udienza generale del mercoledì, che si sta svolgendo nell’Aula Paolo VI. Nella catechesi il Papa si è soffermato a parlare del “battesimo: porta della speranza”. Ma prima di cominciare il Santo Padre ha fatto riferimento all’ondata di calda che in questi giorni sta interessando l’Italia.