Papa Francesco

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Prepararsi all’incontro con il Signore in un clima di conversione e di penitenza ma sempre con la gioia nel cuore. Papa Francesco, commentando il Vangelo all’Angelus, ha indicato la strada da seguire per l’Avvento, un “momento favorevole – ha detto - per pregare con intensità”, “per essere più attenti alle necessità degli altri” e per “aprire strade di speranza nel deserto dei cuori aridi di tante persone”. Tutto questo però impone “atteggiamenti di mitezza e umiltà” perché vanno arginati “l’orgoglio, la superbia e la prepotenza”. Dopo la preghiera mariana, il Papa ha ricordato il prossimo vertice sul clima di Parigi, invocando “decisioni efficaci” anche per combattere la povertà. 

Una vera missionaria che ha saputo abbandonarsi pienamente all’amore di Dio sulla strada del servizio e della santità, una giovane Madre che ha dedicato la sua vita a consolare gli altri, in particolare i migranti, gli orfani, i disoccupati, gli sfruttati, con uno sguardo attento, misericordioso. Così il Papa ha ricordato Santa Francesca Saverio Cabrini, nel primo centenario della sua morte. Alle Missionarie del Sacro Cuore incontrate in Vaticano, Bergoglio ha chiesto di imitarne il carisma, e di essere fedeli alla sua missione, imparando a cogliere i segni del tempo per dare risposte concrete di fronte a nuove forme di povertà e di violenza. 

Due ali di folla festante hanno accompagnato il tragitto dell’auto con a bordo Papa Francesco, diretto verso il cuore della capitale per il consueto atto di venerazione alla statua della Vergine, in Piazza di Spagna, nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità della sua Immacolata Concezione. 
Dopo una breve sosta nella Basilica di Santa Maria Maggiore, per raccogliersi in preghiera di fronte all’icona mariana della Salus Populi Romani, il Pontefice ha raggiunto Piazza di Spagna.

Anche i più grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino le più belle, sono intaccate dal male, ma non la Madre del Signore. Maria, oasi sempre verde dell’umanità, è interamente abitata da Dio, per questo, in lei non c’è posto per il peccato.
È la riflessione offerta da Papa Francesco, prima della preghiera mariana dell’Angelus, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria.
Ogni volta che riconosciamo la Vergine “piena di grazia”, ha spiegato il Pontefice, le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio. 

“Se il passato non si può cambiare, il futuro ci interpella”, “non possiamo sottrarci dal ricercare e promuovere una maggiore comunione nella carità e nella fede”. Con queste parole Papa Francesco ha accolto in Vaticano i membri della presidenza della Federazione Luterana Mondiale. Pur riconoscendo le divisioni del passato, “anche molto dolorose”, che hanno visto i discepoli di Cristo “distanti e contrapposti”, il Pontefice ha espresso soddisfazione per il cammino ecumenico degli ultimi anni. Un itinerario che non può permettersi di fare passi indietro, “accontentarsi, arrestarsi per timore, pigrizia, stanchezza o convenienza”. 

«Madre Immacolata, per la quinta volta vengo ai tuoi piedi come Vescovo di Roma, a renderti omaggio a nome di tutti gli abitanti di questa città». È cominciata così la preghiera mariana del Papa, durante il tradizionale atto di venerazione alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna.

Il presepe e l’albero di Natale «sono i segni della compassione del Padre celeste, della sua partecipazione e vicinanza all’umanità, che sperimenta di non essere abbandonata nella notte dei tempi, ma visitata e accompagnata nelle proprie difficoltà». Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza in Aula Paolo VI le delegazioni provenienti dalla Polonia e dall’Abbazia di Montevergine per il dono dell’albero di Natale e del presepio in piazza San Pietro, che verranno illuminati questa sera.