Papa Francesco

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Oggi alla recita del Regina caeli il Papa ha detto: “Giungono purtroppo notizie dolorose dalla Repubblica Centrafricana, che porto nel cuore, specialmente dopo la mia visita del novembre 2015. Scontri armati hanno provocato numerose vittime e sfollati, e minacciano il processo di pace. Sono vicino alla popolazione e ai vescovi e tutti coloro che si prodigano per il bene della gente e per la pacifica convivenza. Prego per i defunti e i feriti e rinnovo il mio appello: tacciano le armi e prevalga la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”.

A sorpresa dopo aver salutato i fedeli il Papa ha annunciato con grande gioia un Concistoro il prossimo 28 giugno per la nomina di cinque nuovi cardinali. Francesco ha rimarcato come la loro provenienza da diverse parti del mondo sia espressione della cattolicità della Chiesa diffusa su tutta la Terra, così come l’assegnazione di un titolo o di una diaconia sigilli l’appartenenza dei porporati alla diocesi di Roma. Il giorno seguente 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Francesco concelebrerà la Santa Messa con i nuovi cardinali, con il collegio cardinalizio, con i nuovi vescovi, i metropoliti, ed alcuni presbiteri. 

Ecco i nomi dei nuovi Cardinali:

1- S.E. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako, Malí.

2- S.E. Mons. Juan José Omella, Arcivescovo di Barcellona, Spagna.

3- S.E. Mons. Anders Arborelius, ocd, Vescovo di Stoccolma, Svezia.

4- S.E. Mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, Vescovo titolare di Acque nuove di Proconsolare, Vicario Apostolico di Paksé,     Laos.

5- S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez, Vescovo titolare di Mulli, ausiliare dell’Arcidiocesi di San Salvador, El Salvador.

Affidiamo i nuovi Cardinali alla protezione dei Santi Pietro e Paolo, affinché con l’intercessione del Principe degli Apostoli, siano autentici servitori della comunione ecclesiale e con quella dell’Apostolo delle genti, siano annunciatori gioiosi del Vangelo nel mondo intero e, con la loro testimonianza ed il loro consiglio, mi sostengano più intensamente nel mio servizio di Vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa.

Domenica 21 maggio nella cripta della basilica di San Nicola di Bari, il priore, padre Ciro Capotosto, e l’arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci, consegneranno temporaneamente parte delle reliquie del Santo di Myra nelle mani del metropolita Hilarion, responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.

«Promuovere lo sviluppo umano integrale richiede dialogo e coinvolgimento con i bisogni e le aspirazioni della gente, richiede di ascoltare i poveri e la loro quotidiana esperienza di privazioni molteplici e sovrapposte, escogitando specifiche risposte a situazioni concrete». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco incontrando i partecipanti alla Conferenza internazionale promossa dalla Fondazione «Centesimus Annus – Pro Pontifice». 

Cambiare atteggiamento, stile di vita e mettere in campo un approccio all’attività economica, allo sviluppo e al commercio che sia basato sulla persona, centrato sulla sua dignità così da costruire finalmente un mondo più giusto, favorire l’inclusione sociale, la solidarietà e cosa più urgente creare nuovi posti di lavoro. Lo ha chiesto il Papa ricevendo in Vaticano i partecipanti all’incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.

È mons. Fabio Dal Cin, della diocesi di Vittorio Veneto e finora officiale della Congregazione per i vescovi, il nuovo arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il Santuario lauretano, nonché delegato pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova. Lo ha nominato oggi Papa Francesco accettando la rinuncia presentata da mons. Giovanni Tonucci.

Si chiama «Pope Francis. A man of his word» («Papa Francesco. Un uomo di parola») ed è il primo film documentario che vedrà protagonista Papa Francesco. Bergoglio affronterà temi a lui molto cari come ecologia, migrazioni, consumismo o giustizia sociale, rispondendo alle domande provenienti da ogni periferia del mondo.

La Chiesa nelle decisioni deve seguire la predicazione di Gesù e farsi assistere dallo Spirito Santo, con la libertà dello Spirito ma nella dottrina. E non seguire le ideologie, che dividono, mentre la dottrina e i concili uniscono la comunità cristiana. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, nella quale ha commentato la prima lettura, tratta dagli Atti degli apostoli.
Il brano descrive la comunicazione del cosiddetto Concilio di Gerusalemme alla comunità di Antiochia, che autorizza l’ingresso dei pagani nella Chiesa senza la circoncisione, chiedendo loro solo di astenersi dal mangiare carne sacrificata agli idoli e dalle unioni illegittime.

La vera dottrina unisce, invece l’ideologia divide: è quanto ha detto il Papa nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, svolgendo la sua riflessione sul cosiddetto Concilio di Gerusalemme che, intorno al 49, decise come i pagani convertiti al cristianesimo non dovessero circoncidersi secondo quanto richiedeva la Legge mosaica.