Papa Francesco

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Al termine dell'Angelus, in piazza San Pietro, Papa Francesco ha detto: «Oggi ricorre la Giornata Mondiale contro la tratta di persone, promossa dalle Nazioni Unite. Ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini sono vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi. Sembra che ci siamo così abituati da considerarla una cosa normale questo è brutto, è crudele, è criminale. Desidero richiamare l’impegno di tutti affinché questa piaga aberrante, forma di schiavitù moderna, sia adeguatamente contrastata. Preghiamo insieme la Vergine Maria perché sostenga le vittime della tratta e converta i cuori dei trafficanti”.

Il Regno di Dio è offerto a tutti, è dono, è grazia ma non è messo a disposizione su un piatto d’argento. Così Papa Francesco, prima della preghiera dell’Angelus , commentando il Vangelo del giorno nel quale si parla del tesoro nascosto e della perla preziosa che spingono il contadino e il mercante a vendere tutto. “Pertanto – ha evidenziato il Pontefice – queste similitudini mettono in evidenza due caratteristiche: la ricerca e il sacrificio”. E’ un cercare, un camminare, un darsi da fare per arrivare al bene prezioso, che fa bruciare il cuore, per giungere a Gesù, “il tesoro nascosto, la perla di grande valore, la scoperta fondamentale che può dare una svolta decisiva alla nostra vita, riempiendola di significato".

«La traslazione della reliquia di san Nicola è stata un’opportunità proficua per ancorare nella fede del popolo di Dio la ricerca ecumenica della riconciliazione della Chiesa d’Oriente e d’Occidente». Così il cardine Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, durante la liturgia svoltasi ieri sera a Bari in occasione del rientro della reliquia di san Nicola dalla Russia. 

Ieri, al termine dell'Angelus, Papa Francesco ha rivolto un appello: «Cari fratelli e sorelle, seguo con trepidazione le gravi tensioni e le violenze di questi giorni a Gerusalemme. Sento il bisogno di esprimere un accorato appello alla moderazione e al dialogo. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace...».

Il Signore ci dice che il bene e il male non si possono identificare in determinati gruppi umani, perché siamo tutti peccatori, e bisogna preferire una Chiesa che si sporca le mani lavando i panni dei suoi figli ad una Chiesa di “puri” che pretende ci giudicare prima del tempo chi sta nel Regno di Dio e chi no. Lo ha sottolineato Papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus, in Piazza San Pietro, commentando una delle tre parabole proposte dal Vangelo di questa domenica, quella del grano buono e della zizzania. Il padrone del campo chiede di non strappare subito la zizzania, per non rischiare di sradicare anche il grano, e Gesù ci dice che in questo mondo bene e male sono così intrecciati che è impossibile separarli. Solo Dio lo farà nel giudizio finale.