Papa Francesco

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Attraenti ma falsi, apparentemente capaci di rispondere alle nostre solitudini, ai nostri bisogni e invece sono speranze vuote. Questi gli idoli descritti da Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale in Aula Paolo VI, dedicata alla speranza cristiana. Il Pontefice, commentando il Salmo 115, ha evidenziato come la fede sia fidarsi di Dio anche nei momenti di fragilità, di insicurezza; momenti nei quali l’uomo invece viene tentato da false ideologie che promettono di cambiare la realtà a nostro piacimento. In quei momenti si cercano alleanze con i potenti, le sicurezze del denaro, si cerca la mondanità.

Dopo lo storico incontro di Cuba, quando sarà possibile una visita del Papa a Mosca o del Patriarca a Roma? «Non so dire quanto occorrerà aspettare. Però penso che una simile prospettiva non è più vista come problematica». Risponde così monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente della Conferenza episcopale delle Federazione russa.

«Sperare è un bisogno primario dell’uomo: sperare nel futuro, credere nella vita, il cosiddetto pensare positivo». Lo ha detto il Papa, che ha dedicato l’udienza di oggi, davanti a 6 mila persone, nell'Aula Paolo VI, al Salmo 115, per ribadire l’importanza che «la speranza sia riposta in ciò che veramente può aiutare a vivere e a dare senso alla nostra esistenza».

La gente è stupita per il modo di insegnare di Gesù, come uno che ha autorità, ma un’autorità umile, di servizio, vicina alla gente e coerente, non come quella degli scribi. Così Papa Francesco ha commentato il Vangelo della liturgia di oggi nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, sottolineano che i sacerdoti avevano autorità formale, ma non entravano nel cuore del popolo, mentre Gesù aveva autorità reale, “non perché fosse un seduttore”, ma perché insegnava la Verità.

La vita cristiana è semplice, non sono necessarie cose strane o difficili, basta mettere Gesù al centro delle nostre scelte quotidiane, e per questo lo Spirito Santo deve svegliare in noi la voglia di conoscere, adorare e seguire Gesù. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa con la quale oggi, inizio del Tempo ordinario, ha ripreso le celebrazioni a Casa Santa Marta. Per conoscere Gesù, ha ricordato il Papa, prendete il Vangelo tutti i giorni, anche un piccolo passo. Per adorarlo, togliamo dal nostro cuore le altre cose che “adoriamo”, che ci interessano di più, e facciamo la preghiera di adorazione in silenzio.

“Il terrorismo fondamentalista è frutto di una grave miseria spirituale, alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”: faccio “appello a tutte le autorità religiose perché siano unite nel ribadire con forza che non si può mai uccidere nel nome di Dio”. E’ uno dei passaggi chiave del discorso che Papa Francesco ha rivolto al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasione del tradizionale incontro di inizio anno. Agli esordi di una nuova pagina di storia dell’umanità, non si può non constare tristemente che ancora oggi “milioni di persone vivono al centro di conflitti insensati”, primo fra tutti quello in Siria, “una vera e propria sciagura umanitaria”...

La parola chiave della vita cristiana è «semplicità». Lo assicura Papa Francesco, che riprendendo oggi dopo la pausa natalizia le Messe mattutine a Casa Santa Marta, nell’omelia, riferisce Radio Vaticana, spiega che «per essere cristiani non sono necessarie cose strane, cose difficili, cose superflue, no, è semplice – il Signore ci dia la grazia di conoscere Gesù, di adorare Gesù e di seguire Gesù». 

Dedicato al tema della pace e della sicurezza il quarto discorso (testo integrale) di Papa Francesco al Corpo diplomatico. La pace è «virtù attiva» da esercitare contro il «terrorismo fondamentalista», spiega il Papa chiamando a raccolta non solo i capi di Stato e di governo, ma tutte le «persone di buona volontà». Tra le priorità, l'impegno comune per migranti, profughi e rifugiati e la necessità di «aggiornare l'idea di Europa», per un «nuovo umanesimo» che ne scongiuri il declino. Appello per la Siria e il conflitto israeliano-palestinese.