Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

Nessuna notte è così lunga da far dimenticare la gioia dell’aurora”. All’udienza generale, Papa Francesco ha rimarcato che il cristiano non è mai remissivo, non sta con le mani in mano, ma “ha il coraggio di rischiare”. Soffermandosi sul tema dell’attesa vigilante, il Pontefice ha insistito sulla vera identità dei discepoli di Cristo, che non sono certo fatti per la noia, quanto per la pazienza, per la capacità di resistere alla rabbia e all’indignazione. Tutto, infatti, è orientato all’incontro con Cristo, che con una sua carezza ci colmerà di luce.

Al termine dell'udienza generale il Papa ha detto: “Nello stesso giorno, 13 ottobre, ricorre la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali. Rinnovo il mio accorato appello per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura per l’ambiente. Incoraggio, pertanto, le Istituzioni e quanti hanno responsabilità pubblica e sociale a promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali. Le azioni concrete, volte allo studio e alla difesa della casa comune, possano ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili”.

L’account Twitter di Papa Francesco in 9 lingue @Pontifex ha superato in queste ore i 40 milioni di follower. Ne dà notizia oggi la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, ricordando che «il risultato viene raggiunto a poche settimane dal quinto anniversario dell’apertura dell’account papale, avvenuta il 12 dicembre del 2012 per volere di Benedetto XVI».

«I cristiani non si adagiano mai»: il mondo «esige la nostra responsabilità», e Gesù vuole che «non abbassiamo mai la guardia». Con queste parole il Papa, durante la catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata di fronte a 20mila fedeli, si è soffermato sulla speranza come «attesa vigilante», uno dei fili conduttori del Nuovo Testamento.

«La via della Chiesa cattolica in India non può essere quella dell’isolamento e della separazione, ma piuttosto del rispetto e della collaborazione». Con queste parole il Papa, in una lettera inviata ai vescovi dell’India, spiega di aver autorizzato la Congregazione per le Chiese Orientali «a provvedere alla cura pastorale dei fedeli siro-malabaresi in tutta l’India, attraverso l’erezione di due Eparchie e l’estensione dei confini di due già esistenti».