Papa Francesco

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«Nei cuori e nelle menti dei governanti e in ognuna delle fasi d’attuazione delle misure politiche c’è bisogno di dare priorità assoluta ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura, e di rigettare i conflitti armati». È l’accorato appello di papa Francesco ai leader mondiali riuniti oggi e domani ad Amburgo per il Vertice G20.

«Oggi, in questo primo venerdì, pensiamo al cuore di Gesù«… «cuore misericordioso», che «ci dice: ‘Dammi le tue debolezze, dammi i tuoi peccati, io perdono tutto’. Gesù perdona tutto, perdona sempre». Lo ha detto papa Francesco nell’omelia pronunciata questa mattina nel corso della Santa Messa celebrata per gli operai del Centro industriale del Vaticano.

«Sono vicino con l’affetto e l’incoraggiamento a quanti, istituzioni, realtà associative e singoli si aprono saggiamente al complesso fenomeno migratorio con adeguati interventi di sostegno, testimoniando quei valori umani e cristiani che stanno alla base della civiltà europea». Lo afferma Papa Francesco in un messaggio inviato all’Ansa nei giorni scorsi sul portale www.infomigrants.net, il flusso di notizie per i migranti realizzato dall’agenzia con i partner europei «France Media Monde» e «Deutsche Welle».

Davanti a migliaia di fedeli in Piazza San Pietro, Francesco ieri si è riferito alla liturgia del giorno sottolineando «due aspetti essenziali per la vita del discepolo missionario», ovvero che il legame con Gesù è «più forte di qualunque altro legame»; e che «il missionario non porta sé stesso, ma Gesù, e mediante Lui l’amore del Padre celeste». Appello per il Venezuela.

Oggi dopo la preghiera dell'Angelus, Papa Francesco ha rivolto un appello per il Venezuela:

«Il 5 luglio ricorrerà la festa dell’indipendenza del Venezuela. Assicuro la mia preghiera per questa cara Nazione ed esprimo la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro figli nelle manifestazioni di piazza. Faccio appello affinché si ponga fine alla violenza e si trovi una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Nostra Signora di Coromoto interceda per il Venezuela!»

Come ha liberato san Pietro e san Paolo, mandati ad annunciare il Vangelo in ambienti difficili e ostili, così il Signore è sempre al nostro fianco, e non ci abbandona nel momento della prova. Lo ha ricordato Papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus, recitata in Piazza San Pietro nella festa dei Santi Apostoli patroni della città di Roma. San Pietro fu salvato in modo miracoloso dalla prigione a Gerusalemme e poté portare a termine la sua missione evangelizzatrice. San Paolo riuscì a superare le forti resistenze alla sua predicazione grazie alla liberazione del Signore. Entrambi, ha spiegato il Papa, ci dicono oggi che il Signore cammina con noi, sempre.