Papa Francesco

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Papa Francesco ha ricevuto oggi in Vaticano il Presidente della Repubblica di Ruanda Paul Kagame. Al centro del colloquio, e di quello successivo con il segretario di stato cardinale Parolin, riferisce una nota della sala Stampa Vaticana, la ripresa e la stabilizzazione sociale, politica ed economica del Ruanda dopo le devastazioni della guerra civile e del genocidio dei Tutsi, e i nuovi conflitti e calamità naturali che stanno creando un gran numero di rifugiati e migranti nell’Africa centrale.

San Giuseppe è un uomo capace di sognare, un uomo obbediente, silenzioso, che abbraccia con fiducia le promesse di “discendenza, di eredità, di paternità, di filiazione, di stabilità”. Nell’omelia della messa a Santa Marta, Papa Francesco si è soffermato sulla figura del padre putativo di Gesù. Un semplice falegname, un uomo che “non parla ma obbedisce”, “custode delle debolezze”, che porta avanti con tenerezza.

San Giuseppe dia ai giovani «la capacità di sognare, di rischiare e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni». Così Papa Francesco durante l’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, al centro della quale c’è stata la figura di San Giuseppe, custode delle debolezze e del «sogno di Dio», la cui solennità è stata spostata ad oggi perché il 19 marzo coincideva con la domenica di Quaresima.

“L’acqua che dona la vita eterna è stata effusa nei nostri cuori nel giorno del nostro Battesimo; allora Dio ci ha trasformati e riempiti della sua grazia”. Così Papa Francesco, prima della preghiera dell’Angelus. Commentando il Vangelo della terza domenica di Quaresima, il dialogo di Gesù con la Samaritana, il Pontefice ha invitato tutti a riconoscere questo grande dono, troppo spesso “dimenticato, o ridotto a un mero dato anagrafico”, mentre si va “in cerca di ‘pozzi’ le cui acque non ci dissetano”. 

Il Papa, in ginocchio davanti al confessionale, come un penitente qualsiasi. Come è già accaduto altre volte proprio in questa basilica, Francesco, intorno alle 17.30, si è inginocchiato per ricevere lui il perdono dei peccati, tramite l’assoluzione del confessore, prima di essere lui stesso a svolgere lo stesso ministero con altri fedeli penitenti.

Il buon confessore è anzitutto “un vero amico di Gesù Buon Pastore” e “un uomo dello Spirito”. Sono le parole che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti al corso promosso dalla Penitenzieria Apostolica, definita il “tribunale della misericordia”. Nel corso dell’udienza, il Pontefice ha voluto approfondire tre aspetti: la preghiera, il discernimento e il confessionale come luogo di evangelizzazione. Il confessore, infatti, “è chiamato quotidianamente e recarsi nelle ‘periferie del male e del peccato’, e per svolgere al meglio tale missione deve operare un profondo discernimento, soprattutto dinanzi a casi di “disturbi spirituali”, che richiedono l’intervento degli esorcisti, e coltivare la preghiera ...

La situazione in Siria, “con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto”, l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi, così come pure la questione dei cristiani in Medio Oriente. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dell’udienza, ha riferito la Sala Stampa Vaticana, ci si è poi “soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, sottolineando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese.