Papa Francesco

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«La vostra tragedia è molto dura e grande, ma vi diamo spazio nel cuore. A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono». Con queste parole Papa Francesco si è rivolto, al termine dell’incontro interreligioso sulla pace, ad un gruppo di profughi Rohingya, fuggiti dal Myanmar, come riferito da Radio Vaticana.

Una delegazione vaticana era presente oggi a Istanbul alla festa di Sant'Andrea, patrono del Patriarcato di Costantinopoli. Messaggio del Papa a Bartolomeo I con appello a «promuovere iniziative congiunte a livello locale su questi temi, perché ci sono molti contesti in cui gli ortodossi e i cattolici possono già lavorare insieme senza aspettare il giorno della piena e visibile comunione».

Si è posto sulla scia dei suoi «due predecessori, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II», Papa Francesco nel primo discorso pubblico (testo integrale) in Bangladesh, pronunciato durante l’incontro con le autorità, il Corpo diplomatico e la società civile, nel palazzo presidenziale di Dacca. Elogio dello slancio umanitario a favore dei rifugiati e appello perche la comunità internazionale intervenga. 

È il presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Harmid, nel discorso di benvenuto al Papa Francesco ad usare per la prima volta nel corso di questo viaggio in Asia del Papa la parola «rohingya». «È nostra comune responsabilità - ha detto Harmid - assicurare loro un ritorno a casa sicuro, sostenibile e dignitoso e un’integrazione nella vita sociale, economica e politica del Myanmar». 

«Siete nel pieno della giovinezza, non lasciatevela intristire, anzi fate fiorire tutta la creatività, propria di questa età, per scoprire o inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani». Sono gli speciali auguri del Papa per i 20 anni della trasmissione televisiva «A sua immagine», iniziata nell’autunno del 1997.

«Sono belli i vostri passi, ed è bello e incoraggiante vedervi, perché ci recate il lieto annuncio della vostra gioventù, della vostra fede e del vostro entusiasmo». È il saluto del Papa ai giovani, nell’omelia della Messa a loro dedicata nella St. Mary’s Cathedral di Yangon, momento conclusivo della tappa in Myanmar.

«Il nostro incontro è un’importante occasione per rinnovare e rafforzare i legami di amicizia e rispetto tra buddisti e cattolici». Lo ha detto il Papa, nel discorso (testo integrale) pronunciato durante l’incontro con il Consiglio supremo «Sangha» dei monaci buddisti, al Kaba Aye Center di Yangon, uno dei templi buddisti più venerati dell’Asia sudorientale.