Papa Francesco

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Mercoledì 27 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che il poeta francese Charles Péguy (1873-1914) ha lasciato delle pagine stupende sulla speranza. Egli dice che Dio non si stupisce tanto per la fede degli esseri umani, e nemmeno della loro carità; ma ciò che veramente lo riempie di commozione è la speranza della gente. «Che quei poveri figli - scrive Péguy - vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina».

Il cristiano non è un profeta di sventura, perché il suo annuncio è l’opposto: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato a Pasqua. E questa speranza che viene da Cristo va testimoniata con i fatti e con la vita, amando anche quando non sembrano più esserci ragioni. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale, tenuta in piazza San Pietro davanti a fedeli venuti da tutto il mondo, sul tema “missionari di speranza oggi”.

Oggi, al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, il Papa ha detto:

"Desidero annunciare che dal 19 al 24 marzo 2018 è convocata dalla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi una Riunione pre-sinodale a cui sono invitati giovani provenienti dalle diverse parti del mondo: sia giovani cattolici, sia giovani di diverse confessioni cristiane e altre religioni, o non credenti. Questa iniziativa si inserisce nel cammino di preparazione della prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi che avrà per tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, nell’ottobre 2018. Con tale cammino la Chiesa vuole mettersi in ascolto della voce, della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle critiche dei giovani...."

«Il Signore entra in pazienza… Entra in pazienza. È un esempio di cammino, non solo morire soffrendo sulla croce, ma camminare in pazienza». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui sulla scorta delle letture del giorno ha meditato il mistero della passione e della croce.

“Non pieghiamo mai la solidarietà alla logica del profitto finanziario”, perché in tal modo “la rubiamo ai più deboli”. A Bologna, in Piazza Maggiore, Papa Francesco ha incontrato i rappresentanti del mondo del lavoro e dinanzi a tanti giovani che non riescono a trovare un’occupazione e a quanti l’hanno persa e fanno fatica e reinserirsi ha ricordato che queste realtà non possono ridursi a semplici statistiche, ma richiedono “soluzioni stabili e capaci di aiutare a guardare al futuro”. Il Pontefice ha richiamato il recente “patto per il lavoro”, siglato dalle parti sociali e anche dalla Chiesa, così come il ruolo svolto da Chiesa, Comune e Università nella promozione di un umanesimo che dia respiro al domani.