Papa Francesco

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«Il cristianesimo non è una dottrina filosofica», e la Croce «non è un ornamento». Lo ha detto il Papa, che nell'omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta, ha ricordato che il cristianesimo «non è un programma di vita per sopravvivere, per essere educati, per fare la pace. Queste sono conseguenze».

Nell'omelia della Messa celebrata questa mattina a S. Marta, Papa Francesco ha detto: «Il cristianesimo non è una dottrina filosofica, non è un programma di vita per sopravvivere, per essere educati, per fare la pace. Queste sono conseguenze. Il cristianesimo è una persona, una persona innalzata, nella Croce, una persona che annientò se stessa per salvarci; si è fatta peccato. E così come nel deserto è stato innalzato il peccato, qui è stato innalzato Dio, fatto uomo e fatto peccato per noi. E tutti i nostri peccati erano lì. Non si capisce il cristianesimo, senza capire questa umiliazione profonda del Figlio di Dio, che umiliò se stesso facendosi servo fino alla morte e morte di Croce, per servire».

Lunedì pomeriggio Papa Francesco ha ricevuto Re Abdullah II bin Hussein di Giordania. La visita ha avuto luogo nel contesto dell'atteso viaggio del Papa Francesco in Terra Santa, dove toccherà anzitutto la Giordania, e Sua Maestà ha avuto modo di riaffermare i sentimenti con cui il popolo giordano si prepara ad accogliere il Papa e le disposizioni più aperte alla collaborazione nell'impegno per la pace e per il dialogo interreligioso.

Testimoniate con vigore l'umanità redentrice di Cristo. È il mandato del Papa vescovi della Tanzania, ricevuti al termine della visita Ad Limina. Il Papa inoltre ha sottolineato l'importanza della formazione del clero e dei laici. In base ai risultati dei Sinodi per l'Africa ha ribadito il ruolo centrale della famiglia monogamica nella vita della Chiesa, delle comunità cristiane, della società, perché l'evangelizzazione comincia in casa. Quindi il Papa si è riferito ai problemi del dialogo interreligioso, ribadendo che il rispetto della libertà religiosa è a fondamento della pace sociale. Il ruolo delle istituzioni statali è di garantire la pace e le buone relazioni tra tutte le componenti della società.

Dio moltiplica sempre i risultati dei nostri sforzi, come insegna la parabola dei pani e dei pesci del Vangelo. Lo ha ripetuto Papa Francesco, ricevendo il Vaticano il Comitato organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. Il miracolo dei buoni frutti della GMG deve ripetersi ogni giorno in ogni comunità parrocchiale, diventando sempre di più missionari verso quei tanti che ancora non conoscono il messaggio di salvezza portato da Cristo. Infine Papa Francesco ha invitato i brasiliani a prendere esempio dal gesuita José de Anchieta, evangelizzatore e apostolo del Brasile, recentemente proclamato santo.

Nell'omelia della Messa celebrata stamani a S. Marta, Papa Francesco ha detto tra l'altro: «La misericordia è qualcosa difficile da capire. "Ma, Padre, la misericordia cancella i peccati?". "No, quello che cancella i peccati è il perdono di Dio!". La misericordia è il modo come perdona Dio. Perché Gesù poteva dire: "Io ti perdono. Vai!", come ha detto a quel paralitico che lo avevano messo, dal soffitto: "I tuoi peccati ti sono perdonati!". Qui dice: "Vai in pace!". Gesù va oltre. Le consiglia di non peccare più. Qui si vede l'atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore dai suoi nemici; difende il peccatore da una condanna giusta. Anche noi, quanti di noi, forse dobbiamo andare all'inferno: quanti di noi? E quella è giusta la condanna... e Lui perdona oltre».