Papa Francesco

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«Sia rispettato il diritto di tutti ad una vita dignitosa e a professare liberamente la propria fede. Non ci rassegniamo a pensare il Medio Oriente senza i cristiani». Lo ha detto Papa Francesco ai patriarchi e agli arcivescovi maggiori riuniti in Vaticano per la plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali (19-22 novembre) sul tema «Le Chiese orientali cattoliche a 50 anni dal Concilio ecumenico Vaticano II».

Grande preoccupazione destano le condizioni di vita dei cristiani, che in molte parti del Medio Oriente subiscono in maniera particolarmente pesante le conseguenze delle tensioni e dei conflitti in atto. La Siria, l'Iraq, l'Egitto, e altre aree della Terra Santa, talora grondano lacrime. Il Vescovo di Roma, ha detto Papa Francesco, non si darà pace finché vi saranno uomini e donne, di qualsiasi religione, colpiti nella loro dignità, privati del necessario alla sopravvivenza, derubati del futuro, costretti alla condizione di profughi e rifugiati. Parlando ai Patriarchi e agli Arcivescovi Maggiori, insieme con i Cardinali, i Metropoliti e i Vescovi che fanno parte della Congregazione per le Chiese Orientali.

Mercoledì 13 novembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha voluto riflettere sulle parole del Credo: «Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati». Il termine solenne: «Professo» indica la grande importanza del Battesimo.

"Anche il Papa si confessa ogni quindici giorni, perché anche il Papa anche è un peccatore! E il confessore sente le cose che io gli dico, mi consiglia e mi perdona, perché tutti abbiamo bisogno di questo perdono". Così Papa Francesco ha spiegato l'importanza del sacramento della Riconciliazione, e il servizio sacerdotale della remissione dei peccati, nel corso della catechesi dell'udienza generale di questa mattina, tenuta in Piazza san Pietro, davanti a più di 50mila fedeli.
Il Papa ha ricordato che è lo Spirito Santo a portarci il perdono di Dio, "passando attraverso" le piaghe di Gesù. E che Dio perdona ogni uomo nella sua sovrana misericordia.

«Non venga meno la solidarietà e il necessario aiuto per far fronte a questo momento difficile». È l'auspicio espresso dal Papa, nel messaggio telegrafico di cordoglio inviato al presidente della Conferenza episcopale della Sardegna, monsignor Arrigo Miglio, per esprimere la vicinanza al popolo sardo duramente colpito dall'alluvione che in questi giorni ha causato numerose vittime, feriti e ingenti danni.