Papa Francesco

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La vergogna dinanzi a Dio, la preghiera per implorare la misericordia divina e la piena fiducia nel Signore. Sono questi i cardini della riflessione proposta da Papa Francesco questa mattina, durante la Messa nella cappella di Santa Marta, concelebrata con i cardinali Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, e Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, insieme con un gruppo di vescovi maroniti venuti dal Libano, dalla Siria, dalla Terra Santa e da diversi altri Paesi di ogni continente.

Nel «Credo» professiamo che «la Chiesa è unica e questa Chiesa è in se stessa unità. Ma se guardiamo alla Chiesa Cattolica nel mondo scopriamo che essa comprende quasi 3.000 diocesi sparse in tutti i Continenti: tante lingue, tante culture! Eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un'unità». Così è iniziata la catechesi di questa mattina di Papa Francesco, in occasione dell'Udienza generale in piazza San Pietro.

Reso noto il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che verrà celebrata il 14 gennaio 2014. Francesco chiede «il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione - che, alla fine, corrisponde proprio alla cultura dello scarto - a un atteggiamento che abbia alla base la cultura dell'incontro»

«È impressionante il numero di persone che migra da un continente all'altro, così come di coloro che si spostano all'interno dei propri Paesi e delle proprie aree geografiche. I flussi migratori contemporanei costituiscono il più vasto movimento di persone, se non di popoli, di tutti i tempi»: lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati 2014 sul tema «Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore», presentato questa mattina nella Sala stampa della Santa Sede.

Con la speranza solida che ci è donata dalla fede noi cristiani possiamo "discernere la realtà, vivere la vicinanza e la solidarietà, perché Dio stesso è entrato nella nostra storia", diventando uomo in Gesù, e aprendoci un orizzonte sicuro di speranza. E' il cuore della "lettura esistenziale" dell'episodio evangelico dei discepoli di Emmaus, offerta da Papa Francesco al mondo della cultura della Sardegna, nella Pontificia facoltà teologica regionale, seconda tappa pomeridiana della sua visita a Cagliari. Partendo da tre parole chiave, disillusione, rassegnazione e speranza, il Papa ha spiegato che la crisi attuale, economico-finanziaria ma anche morale e umana, va affrontata con discernimento.