Papa Francesco

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«Anche questo tempo dell’anno 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie», ha detto il Papa nell'omelia pronunciata nella basilica di San Pietro, in occasione del tradizionale «Te Deum» di ringraziamento a conclusione dell’anno civile.

I genitori «sono i custodi» della vita dei propri figli, «non i proprietari». A ricordarlo, sulla scorta dell’esperienza di Maria, Giuseppe e Gesù, che «crescono insieme come famiglia nell’amore reciproco e nella fiducia di Dio», è stato il Papa, nell’ultimo Angelus di quest’anno, celebrato nel giorno della festa della Santa Famiglia di Nazaret.

«Continuare a rimanere fedeli e ancorati, nel vostro lavoro teologico, al Concilio e alla capacità che lì la Chiesa ha mostrato di lasciarsi fecondare dalla perenne novità del Vangelo di Cristo; così come avete fatto, peraltro, in questi decenni». È la richiesta formulata da Papa Francesco ai membri dell’Associazione teologica italiana (Ati) ricevuti questa mattina in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione del 50° anniversario della sua fondazione.

«Ai nostri tempi, specialmente in Europa, assistiamo a una specie di ‘snaturamento’ del Natale: in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano, che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù». A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nella catechesi dell’udienza generale odierna in Aula Paolo VI incentrata sul significato del Natale del Signore Gesù.

«Il messaggio di Gesù è scomodo e ci scomoda, perché sfida il potere religioso mondano e provoca le coscienze». Ne è convinto il Papa, che nell’Angelus della festa di santo Stefano, colui che «mise in crisi i capi del suo popolo», si è soffermato sul legame «molto forte» che esiste tra la vicenda di quest’ultimo e il messaggio del Natale. 

«Maria diede alla luce, Maria ci ha dato la Luce». È il «cuore» della «notte santa», nelle parole adoperate dal Papa nell’omelia della Messa della notte di Natale celebrata ieri sera nella basilica di San Pietro, in cui Francesco è partito dal versetto del Vangelo di Luca: «Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia».