Papa Francesco

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«La morte rende definitivo il bivio che già qui, in questo mondo ci sta dinanzi: la via della vita, cioè quella che conduce alla comunione con Dio, o la via della morte, cioè che conduce lontano da lui». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata nella basilica di San Pietro in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell’anno.

«Sempre la Chiesa ha avuto sia il coraggio di prendere e gettare, di prendere e mescolare, anche ha avuto la paura di farlo. E tante volte noi vediamo che si preferisce una pastorale di conservazione e non di lasciare che il Regno cresca. Ma, rimaniamo quelli che siamo, piccolini, lì, stiamo sicuri. E il Regno non cresce. Perché il Regno cresca ci vuole il coraggio: di gettare il granello, di mescolare il lievito». Così Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata questa mattina a Casa Santa Marta.

Per far crescere il Regno di Dio, la Chiesa ha sempre avuto il coraggio di gettare il granello di senape e di mescolare il lievito. Ma a volte ha avuto paura, preferendo una “pastorale di conservazione”. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, prendendo spunto dal brano del Vangelo di Luca, nel quale Gesù paragona il Regno di Dio al granello di senape e al lievito. Sono elementi piccoli eppure “hanno dentro una potenza” che cresce.

«Il Santo Padre lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, ma è falso parlare di una mediazione da parte della Santa Sede». Lo ha dichiarato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, che a proposito dell’impegno per la messa al bando delle armi nucleari ha rimandato al messaggio indirizzato all’Onu dal Papa nel marzo scorso.

Un buon pastore si avvicina agli scartati, è capace di commuoversi e non si vergogna di toccare la carne ferita. Chi segue la strada del clericalismo, invece, si avvicina sempre o al potere di turno o ai soldi. Papa Francesco lo ha ribadito con forza nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando l’episodio evangelico della guarigione della donna curva narrato da Luca e inserito nella liturgia. In sinagoga, di sabato, Gesù incontra una donna che non riusciva ad esser dritta. E l’evangelista usa cinque verbi per descrivere cosa fa Gesù: la vide, la chiamò, le disse, “Impose le mani su di lei e la guarì”.

Un buon pastore sa «toccare la carne ferita», coloro invece che seguono la strada del clericalismo «si avvicinano sempre o al potere di turno o ai soldi». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, commentando l’episodio evangelico della guarigione della donna curva, narrato da Luca.