Quaresima

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È costante l'attenzione di Papa Francesco alla «amata Siria» come dimostrano i suoi continui appelli e moniti al dialogo e alla pace. Gli ultimi gesti sono arrivati da Ariccia, a conclusione degli Esercizi spirituali della Curia romana: una messa per la Siria e 100 mila euro donati ai poveri di Aleppo. La gioia del vicario apostolico di Aleppo.

Com’è «possibile che noi cristiani, che dovremmo trovare l’unità proprio attorno alla Cena, riproduciamo allo stesso modo, con le nostre divisioni, le stesse dinamiche divisorie della comunità di Corinto»? È una delle domande poste dal francescano Giulio Michelini durante la sua terza meditazione agli Esercizi spirituali per il Papa e la Curia Romana in svolgimento ad Ariccia.

La mattinata di ieri del Papa, come di consueto, è stata dedicata alla recita dell’Angelus. Il pomeriggio, invece, Francesco è partito, alle ore 16, in pullman, dal piazzale del Petriano, antistante all’Aula Paolo VI, per dirigersi insieme ai cardinali ad Ariccia, dove presso la Casa Divin Maestro si terranno, fino a venerdì 10 marzo, gli esercizi spirituali della Curia Romana.

In Quaresima siamo chiamati a seguire le orme di Cristo e affrontare il combattimento spirituale contro il Maligno con la forza che viene dalla Parola di Dio. La riflessione di Papa Francesco all’Angelus muove dal Vangelo odierno che racconta i 40 giorni di Gesù trascorsi nel deserto subito dopo aver ricevuto il battesimo nel Giordano e dunque con la discesa dello Spirito, l’investitura come Figlio di Dio, destinato ad una missione ben precisa. Perciò, ha spiegato il Pontefice, il diavolo lo tenta, lo affronta sfidandolo a trasformare in cibo le pietre così da sfamarsi, distogliendolo dalla strada dell’obbedienza e dell’umiliazione, per portarlo invece sulla scorciatoia del successo e della gloria.

La processione penitenziale dalla chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino verso la Basilica di Santa Sabina è stato il primo passaggio per entrare nello spirito del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. Nell’omelia della messa, Papa Francesco ha esortato a “ritornare al cuore misericordioso del Padre” perché la Quaresima è la via per arrivare a Lui, la strada che va dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita. Le ceneri – ha aggiunto – ricordano che siamo polvere ma “nelle mani amorose di Dio che soffiò il suo spirito di vita sopra ognuno di noi e vuole continuare a farlo”.

«Vivere la Quaresima è anelare a questo soffio di vita che il nostro Padre non cessa di offrirci nel fango della nostra storia». Lo ha spiegato il Papa, che nell’omelia della Messa del Mercoledì delle Ceneri, celebrata questo pomeriggio nella basilica di Santa Sabina all’Aventino, ha messo in guardia dall’«asfissia» che «spegne la nostra fede, raffredda la nostra carità e cancella la nostra speranza».

“La Quaresima è un periodo di penitenza, anche di mortificazione, ma non fine a sé stesso, bensì finalizzato a farci risorgere con Cristo, a rinnovare la nostra identità battesimale”. In occasione del Mercoledì delle Ceneri, che inaugura il tempo liturgico della Quaresima, Papa Francesco ha ricordato che ogni cristiano è chiamato a rinnovare costantemente il proprio cammino verso la libertà. E i quaranta giorni che precedono la Pasqua sono un’occasione eccellente per affrontare le tentazioni e superarle, compiendo il proprio esodo, come fecero gli Israeliti dall’Egitto, come fece Gesù, aprendoci la via a una vita piena ed eterna.

La Quaresima è un «cammino di speranza», «un cammino verso Gesù risorto». A spiegarlo ai 10mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro è stato il Papa, che nella catechesi del Mercoledì delle Ceneri ha ricordato che «la Quaresima è stata istituita nella Chiesa come tempo di preparazione alla Pasqua, e dunque tutto il senso di questo periodo di quaranta giorni prende luce dal mistero pasquale verso il quale è orientato».